Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Prima che te lo dicano altri

INCIPIT

Da quando hanno tagliato il carruggio, il marciapiede è un insulto al pedone: due palmi scarsi di pietra sbeccata e cemento, che al passaggio di una macchina Leo deve tirare in dentro la pancia. Trascorre i pomeriggi sulla curva, ogni tanto si porta alle labbra la piccola batteria che tiene in tasca e allunga il collo per vedere se spunta qualcosa, un ciclista con la bici da corsa, il collo rosso, la faccia da piemontese, la 600 multipla col disegnino dei biscotti, un Motom, motocarri pieni di sabbia. Non è una valle dalla quale si va da qualche altra parte e di solito chi sale dopo un po’ ripassa. Le batterie sono quelle della radio di Sagoma, il barbiere, e una volta usate Leo se le fa dare per buttarle nella spazzatura assieme al secchio dei capelli tagliati. Però le batterie non le getta e, se ce n’è una che non è del tutto scarica, si diverte a passare la lingua sui poli. Quest’anno all’esame di seconda elementare è stato rimandato in italiano. La prova consisteva nell’elencare nomi di frutta, ma la frutta che toglie la sete Leo la sa solo in dialetto. A conoscere i risultati c’è andato con la madre e la maestra è stata chiara. «Sa, signora, il bambino non è ancora passato dal dialetto alla lingua italiana.» Messa così a Leo è parsa una cosa grave, e a volte, quando avvicina i poli della batteria alla lingua per sentirsela come paralizzata, gli viene in mente la questione della lingua italiana. Nel basso carruggio, dopo che all’interno di una finestra al primo piano ha suonato la sigla di chiusura del comunicato radio – il tempo di chiudere la porta e scendere in strada -, i colpetti del bastone sull’asfalto annunciano l’arrivo di Audace.

Marino Magliani

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