Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Spesso sono felice

INCIPIT

Adesso è morto anche tuo marito, Anna. Tuo marito, nostro marito. Mi sarebbe piaciuto che riposasse accanto a te, ma tu hai già due vicini di posto, un avvocato e una signora seppellita un paio d’anni fa. Quando arrivasti tu, l’avvocato c’era già da parecchio tempo. Ho trovato un lotto libero per Georg nella fila successiva; dalla tua tomba si vede il dietro della sua lapide. Ho scelto l’arenaria, nonostante il marmista mi abbia detto che risente delle intemperie. E allora? Il granito non mi piace. I gemelli invece lo avrebbero preferito, su questo punto una volta tanto erano d’accordo. Il granito è troppo pesante, e il nostro Georg accusava un forte senso di oppressione al petto. Forse avremmo dovuto prenderlo più sul serio, ma lui minimizzava. Prima si lamentava e poi, quando volevi condividere la sua preoccupazione, troncava il discorso. Georg era fatto così. Si è accasciato sotto la doccia. Ho capito subito che la cosa era grave, oppure ho quest’impressione solo adesso, a distanza di tempo. Ansimava, e mi ha fatto un effetto strano spostare a fatica il suo corpo pesante e bagnato. Era ancora cosciente mentre lo trascinavo a letto. All’arrivo dell’ambulanza, non c’era più niente da fare. Giaceva là, lo stesso di sempre, più vecchio, ma ancora abbastanza bello.

Jens Christian Grøndahl

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