Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Volgograd

INCIPIT

Io vivo a Volgograd. Ma non è quella vera, la città sul fiume Volga che per quasi quarant’anni s’è chiamata Stalingrado, teatro di una delle più importanti battaglie della Seconda guerra mondiale, per quanto per certi aspetti le somigli. Quella che io chiamo Volgograd ha più modestamente origine da volgo, popolo, come la parola volgare, e si trova tutt’attorno a Roma, come un’immensa ciambella di grasso malsano sui fianchi di una pigra, golosa vecchiaccia. O come un cappio di canapa bella grossa, stretto al collo di un disperato. Dovrebbe essere sempre Roma, in effetti, e invece Volgograd è Volgograd. Anche perché Roma, quella autentica, quella nelle Mura Aureliane, è una specie di fantasma, di finzione scenica, perché i romani non ci sono più. Ci sono solo preti, turisti e politici, nel centro storico, gente di fuori. I romani, quei pochi che ci sono nati, ormai vivono quasi tutti a Volgograd, un luogo urbano che si trova qui ma anche in mille altre città in giro per il mondo. Un enorme, labirintico, anonimo non-luogo, micidiale mistura di mancanza di onestà dei palazzinari, di mancanza d’idee di architetti e ingegneri, e di mancanza di scrupoli dei politici.

Luigi De Pascalis

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