Leggendo il romanzo “Cirkus Columbia” di Ivica Đikić, mi sono imbattuta in questa casa editrice che non conoscevo, Bottega Errante Edizioni. Vista la qualità del romanzo appena letto, mi sono incuriosita e ho sfogliato il sito della CE per capire la loro filosofia, i titoli pubblicati, l’area geografica di riferimento. È stata davvero una bella sorpresa, ho trovato un “pentolone” magico pieno di spunti letterari. Da qualche mese sto esplorando la letteratura balcanica e dell’Est Europa, e nel loro catalogo c’è davvero di che leccarsi i baffi.

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Mi ha convinto la loro filosofia (riassunta in dodici punti) del volere mantenere la qualità a discapito della quantità, e di investire su titoli che resistano nel tempo e non siano casi editoriali che si bruciano nel giro di qualche stagione. Il loro approccio da artigiani dell’editoria, secondo me, è vincente, perché il lettore che si accosta al loro catalogo percepisce che dietro ogni scelta c’è impegno, lavoro di fino e volontà di fare cultura. Mi piace molto anche l’aspetto grafico delle copertine.

La loro offerta è strutturata in tre collane: Estensioni, Camera con vista, Le città invisibili.

Raccolgo in questa carrellata i titoli che mi hanno incuriosita e che vorrei mettere nella lista delle prossime letture, dandovi appuntamento alle recensioni che pubblicherò man mano. Intanto, fatemi sapere se avete letto qualcosa, se avete suggerimenti da darmi o se volete segnalare altri titoli o CE specializzate in questa area geografica.

 

Stanisic LA-GIRAFFALa giraffa in sala d’attesa, di Božidar Stanišić, traduzione di Alice Parmeggiani, 2019

Una famiglia decide di lasciare la Bosnia prima dello scoppio della guerra. il loro viaggio li porterà in un campo profughi in Friuli Venezia Giulia e da lì a vivere in un appartamento a Udine. Il padre è un nostalgico marxista, la madre una donna fragile e forte allo stesso tempo, il figlio un uomo che ha deciso di girare il mondo con il solo scopo di fare soldi. La figlia, Valentina, è la voce narrante che da Bologna torna dapprima a Udine dalla madre, per poi trasferirsi a San Diego, in California.

Un libro fatto di relazioni familiari, dialoghi serrati che raccontano un universo altro, il rapporto con la lingua madre e con la terra di origine, l’accoglienza e l’integrazione in un mondo nuovo, inaspettato e sorprendente.

Velickovic GENERAZIONE-SERBIAGenerazione Serbia, di Dušan Veličković, traduzione di Elisa Copetti, 2018

La famiglia serba Kobac/Tomić è la metafora di un popolo che attraversa il Novecento. Il racconto, dissacrante e ironico, segue in linea maschile le vite di uomini che dalla Serbia dell’Impero Austroungarico, viaggeranno fino in Russia e in America attraversando la Grande Storia.

Il romanzo di Veličković narra i destini familiari che incrociano la “Guerra dei maiali”, le due guerre mondiali, gli anni Cinquanta e le purghe titoiste, la ribellione globale del 1968 e l’ascesa di Milošević. Nel 1991, come la Federazione Jugoslava, anche il nucleo familiare si scioglie e l’ultimo Kobac parte alla ricerca del padre.

 

Zakelj il bianco si lava a novanta

Il bianco si lava a novanta, di Bronja Žakelj, Bottega Errante Edizioni 2019, traduzione di Michele Obit, pagg. 272. vincitore del Premio Kresnik 2019

La voce candida e ironica di Bronja Žakelj ci racconta di una perdita, spartiacque che cambia tutto, rivoluziona una vita intera, rende fragili le certezze. E ci racconta anche la storia di una lotta feroce per sopravvivere al cancro, di come si superano le paure e di tutto quello che non vogliamo vedere fino a quando, inesorabilmente, ci sbattiamo contro. Sullo sfondo gli anni Settanta e Ottanta, la televisione che ci mostra il mondo, le Olimpiadi invernali e la sensazione che qualcosa stia per cambiare per sempre.

Aggiornamento: La mia recensione

 

Stanisic I-BUCHI-NERI-DI-SARAJEVOI buchi neri di Sarajevo, di Božidar Stanišić, prefazione di Paolo Rumiz, traduzione di Alice Parmeggiani e Rosalba Molesi, 2016

La Bosnia degli anni Novanta, prima e dopo lo scoppio del conflitto, la meravigliosa Sarajevo distrutta dall’assedio, i momenti di incredulità che precedono la guerra e gli attimi di spaesamento immediatamente successivi; questi sono gli sfondi delle storie di uomini e donne che vedono cambiare all’improvviso il corso della loro vita.

Uno stile tutto giocato sui movimenti, i pensieri, i silenzi di chi è sopravvissuto in un sottilissimo e precario equilibrio tra follia, proiezioni, ricordi e il riaffiorare dei fantasmi del passato e della vita prima del conflitto. I buchi neri non sono solo quelli subiti dalla città bosniaca, martoriata e distrutta nell’anima, ma sono gli abissi e le feroci solitudini di ognuno di noi di fronte alla pazzia di tutte le guerre.

Buzarovska MIO-MARITOMio marito, di Rumena Buzarovska, traduzione di Ljiljana Uzunović, 2019

La critica ha paragonato i racconti di Mio marito alla schiettezza stilistica di Raymond Carver, alla giocosità di Lorrie Moore, alle ambiguità e alle sottigliezze caratteristiche di Alice Munro, ai personaggi grotteschi e alle epifanie violente di Flannery O’Connor.

Un pessimo poeta, un ginecologo artista, un padre dall’amore opprimente, un marito che dà la colpa ai geni della moglie per il comportamento ignobile del figlio, un coniuge fedifrago, un partner impotente, un marito deceduto…

Le figure maschili di queste undici spietate storie sono raccontate da donne forti e fragili allo stesso tempo e rivelano relazioni piene di autoinganno, vanità e ipocrisia dove viene messo a nudo il rapporto conflittuale, complesso, a volte grottesco, altre volte violento e melodrammatico, fra donne e uomini.

 

Selimovic IL-CERCHIOIl cerchio, di Meša Selimović, postfazione di Božidar Stanišić, traduzione di Elisa Copetti, 2019

Vladimir è orfano dal 1944, quando il fratello Mladen e il padre vengono assassinati dalla polizia militare, mentre
la madre viene deportata. A vent’anni da quel fatto, il protagonista è un membro del partito, attivo e fedele
all’ideologia socialista jugoslava: un banale evento mette però in crisi le sue più profonde convinzioni e innesca una personale riflessione sul Potere. Scritto tra il 1973 e il 1976, pubblicato postumo nel 1983, appare ora un libro profetico rispetto ai grandi sconvolgimenti che hanno chiuso il Novecento.