Nonostante la costruzione di nuove case lungo la chaussée avesse trasformato, a partire dall’inizio del secolo, la vecchia strada dell’Est, il Faubourg odorava ancora di campagna. Jacques, tornando al Louvre di primo mattino, respirava a pieni polmoni l’aria fresca profumata dai frutteti in fiore ne dalle siepi, i cui primi germogli sbocciavano in tenere fiammelle verdi. Una bella ventata di primavera spazzava il cammino del maestro delle botteghe reali, come a dirgli che non c’era una sola stagione nella vita e che a volte conveniva lasciar fare allo scorrere del tempo. (Pag. 397)

Le Dame del Faubourg, di Jean Diwo, 21 Lettere 2021, traduzione dal francese di Luisa Rigamonti, pagg. 789, illustrazione della copertina Jacopo Starace

Da oggi in libreria per 21lettere editore, Le Dame del Faubourg, il romanzo storico che ha lanciato la carriera di Jean Diwo, per la prima volta tradotto in italiano. Le Dame del Faubourg è il primo libro di una trilogia che ha venduto in Francia più di un milione di copie. Il romanzo è ambientato nel Faubourg Saint-Antoine – uno dei più antichi e importanti sobborghi di Parigi – dove l’autore è nato. Protagonista è la famiglia Cottion-Thirion, falegnami del Faubourg che renderanno il mobile francese rinomato in tutto il mondo. Una saga familiare che si snoda nei secoli, un viaggio nel tempo che inizia nel 1471 nella Francia di Luigi XI e si conclude con la presa della Bastiglia. 21 Lettere ha annunciato la pubblicazione anche del secondo volume.


Grazie all’accurato lavoro di ricerca e ricostruzione dell’autore il lettore scopre scene di vita quotidiana della Francia rinascimentale, i rapporti tra politica e clero, le difficoltà del popolo, le simpatie e le antipatie fra nobili, le usanze, le credenze, le discriminazioni. Le Dame del Faubourg ha la statura del grande affresco di un’epoca, è la grande storia della Francia raccontata attraverso la più piccola – ma non meno avvincente – storia degli ebanisti del Faubourg Saint-Antoine. Lungo le pagine si incontrano personaggi familiari, re, nobili e intellettuali, da Luigi XI Luigi XIV, Caterina De Medici, Colbert Voltaire; grandi artisti come GianbolognaVasari Pinturicchio; ma anche personaggi dal sapore più quotidiano come artigiani, borghesi, militari, operai e rivoluzionari.

“Viviamo in un’epoca nuova, in cui la gerarchia sociale tende a svanire”, le spiegò. “Un secolo fa non avrei potuto sposarti, mentre oggi il mio mestiere permette qualunque audacia, a condizione di essere molto bravi, per non dire i migliori. La gente ne ha abbastanza della devozione, più o meno sincera, vuole vivere e, se possibile, in modo piacevole. Forse non è del tutto morale, comunque sia è lo stato d’animo del secolo. Ebbene, se mi permette di far danzare le sedie sui loro piedi da ballerina, di arrotondare con grazia i miei cassettoni e di creare toilette dalle curve voluttuose, per me va bene.” (Pag. 622)

Con la sua opera, Jean Diwo celebra soprattutto le grandi donne che con le loro scelte e le loro azioni mettono in moto la trama.  Dalle Badesse dell’Abbazia di Saint-Antoine, le vere dame del Faubourg, alle artiste, le imprenditrici, le mamme, le mogli e le figlie, ad ogni snodo della grande storia de le Dame sono le donne a prendere le decisioni e le responsabilità più importanti. Dettagliato e avvincente, un libro che si legge tutto d’un fiato grazie allo stile vivace e diretto dell’autore.

La splendida copertina di Jacopo Starace

 

Qui potete leggere l’incipit.

Jean Diwo nasce a Parigi, nel Faubourg Saint-Antoine il 27 dicembre del 1914. Studia letteratura moderna alla Sorbona. Durante gli anni dell’università inizia a lavorare come giornalista al Paris-Soir per pagarsi gli studi. E’ diventato uno dei principali reporter di Pari sMatch. Nel 1960 fonda la rivista Télé 7 Jours2 di cui sarà direttore fino al 1981. Inizia a scrivere in vecchiaia, dopo la morte della moglie. Nel 1982 pubblica il suo primo libro Chez Lipp ispirato dalla storia di una fabbrica di birra. Il libro diventa in breve tempo un best-seller e vince il prestigioso Prix Roland de Jouvenel assegnato dall’Académie française. Nel 1985 pubblica il primo libro della trilogia Les dames du Fauburg che vende più di un milione di copie. In Italia ha pubblicato Ai tempi in cui la gioconda parlava. Muore nel 2011 a 96 anni.