Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il colombo d’argento

INCIPIT

Ancora e ancora, nell’azzurro abisso del giorno colmo di ardenti, crudeli bagliori, il campanile di Celebeevo lanciava i suoi fragorosi appelli. Sopra, nell’aria, i rondoni iniziavano a volteggiare frenetici qua e là. Il giorno della Pentecoste, dagli aromi soffocanti, disseminava intanto sui cespugli delicate rose canine. La canicola era opprimente; e nella canicola le ali delle libellule divenivano vitree sopra lo stagno e si libravano verso il caldo nell’azzurro abisso del giorno, lassù, verso la quiete celeste dei deserti. Un contadino accaldato si strofinava incessantemente il viso con la manica sudata per togliersi la polvere, trascinandosi in alto lungo il campanile per far oscillare il batacchio della campana, per faticare e adoperarsi per la gloria di Dio. E ancora e ancora lanciava i suoi rintocchi nell’azzurro abisso del giorno il campanile di Celebeevo; e sopra i rondoni svolazzavano e garrivano descrivendo delle figure a forma di otto. Celebeevo è un bel villaggio non lontano dalla città, circondato da colline e prati; le sue casette, sparse qua e là, sono riccamente decorate, alcune da intagli simili al viso di una donna alla moda incorniciato dai riccioli, altre da un galletto di latta verniciata, altre ancora da fiori e angioletti dipinti; il villaggio è squisitamente ornato da siepi, da giardinetti, da cespugli di ribes, da tutto uno stuolo di nidi protesi verso l’alba sui loro bastoni ricurvi: proprio un bel villaggio!

Andrej Belyj

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