Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Voci fuori campo

INCIPIT

Mia madre mi cominciò una sera del 1968 su un tavolo del bar dell’unico cinema della città. Solo una rampa di scale più su, dietro il velluto rosso spelacchiato della tenda della galleria, la maschera sbadigliava, appoggiata con il gomito sopra i rumori di lingue e vestiti che si strusciavano nell’ultima fila, giocherellando con la torcia spenta; staccava piccole schegge dal tramezzo di legno e le tirava sulle teste provinciali, al buio. Il film che scorreva sullo schermo sopra di loro era Poor Cow, con Terence Stamp, un attore talmente divino che mia madre, giovane, chic, snella e imperiosa, mentre guardava il film per la terza volta quella settimana, si alzò lasciando richiudere il sedile dietro di lei con un leggero tonfo, si fece largo tra le gambe della gente seduta nella sua fila e proseguì per il sudicio corridoio verso l’uscita, oltre la tenda e fuori, alla luce.

Ali Smith

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