Secondo appuntamento con i miei consigli se decidete di regalare dei libri e primo appuntamento con le novità dalle case editrici che più stimo e che offrono sempre ottime garanzie di libri interessanti.

Nelle novità di Iperborea trovate:

Paasilinna Aadam e Eeva

 

Aadam ed Eeva, di Arto Paasilinna, Iperborea novembre 2019, traduzione di Marcello Ganassini

 

Dalla penna del maestro dell’umorismo nordico, l’impareggiabile storia di successo di un eccentrico imprenditore finlandese, inventore di un gadget che cambierà la sua vita per sempre. In libreria dal 20 novembre.

Piccolo imprenditore in una Finlandia in grave crisi economica, Aadam Rymättylä si barcamena ormai tra debiti e pignoramenti, un’interminabile fila di creditori e un branco di figli da mantenere: ben sette, con tre madri diverse, prove viventi della sua grande passione per l’amore, che, si sa, ha pure quello il suo prezzo. Ridotto a vivere nel capannone della ditta a Tattarisuo, nella triste periferia di Helsinki, Aadam non perde però la speranza e continua i suoi esplosivi esperimenti per mettere a punto una batteria ultraleggera che rivoluzioni il sistema energetico mondiale. Finché un’ennesima malasorte lo conduce dietro le sbarre. Ma come spesso accade ai resilienti personaggi di Paasilinna, è la comparsa di una donna a portare una svolta nella sua vita: l’intraprendente avvocatessa Eeva Kontupohja, che crede subito nella sua innocenza e nel suo talento di inventore. Evidentemente lassù qualcuno li ama: il prototipo della batteria miracolosa funziona davvero, la rivoluzione energetica è cominciata, e i due si ritrovano lanciati in un’ascesa fulminea fino ai vertici della ricchezza del mondo. Ma cosa succede quando un’innovazione tecnologica minaccia gli interessi dei potenti e rischia di sovvertire gli equilibri economici e politici della terra? Con straordinaria preveggenza sui grandi temi e i protagonisti del presente, Paasilinna conduce il suo novello Adamo – tra riunioni segrete di petrolieri, reginette del latte innamorate, sicari professionisti e l’immancabile tassista Seppo Sorjonen – oltre i confini del mondo, con una domanda: può una ricchezza senza limiti convivere con le migliori intenzioni?

Solstad Singer

 

T. Singer, di Dag Solstad, Iperborea dicembre 2019, traduzione di Maria Valeria D’Avino

T. Singer è il romanzo più esplicitamente esistenziale di Dag Solstad. Una storia su un’irriducibile solitudine nello stile classico, straziante ma cupamente comico del grande autore norvegese. 

«Un bel giorno si trovò faccia a faccia con una visione memorabile»: è la frase che Singer, eterno studente a Oslo e aspirante scrittore, continua a meditare, correggere e limare dentro di sé, senza mai riuscire ad andare oltre. Indefinito in tutto, rimuginatore cronico, passivo seguace del caso e della routine, Singer dilapida la sua giovinezza per poi decidere, raggiunti i 31 anni, che è ora di trovarsi un posto fisso, e diventare bibliotecario in un paesino sperduto tra le montagne del Telemark. Qui si costruisce una perfetta vita piccolo-borghese, con tanto di famiglia mononucleare insieme alla moglie Merete e alla figlioletta acquisita Isabella, in una minuziosa recita quotidiana che lo vede disponibile con i clienti, spiritoso con i colleghi, amichevole con i conoscenti, ma sempre e solo quanto basta per non doversi mai esporre veramente, mimetizzato nella commedia sociale per coronare il suo sogno di un’esistenza «in incognito». Finché un drammatico colpo di scena lo inchioda alla responsabilità di crescere da solo la piccola Isabella. Romanzo che Solstad considera il «compimento della sua opera letteraria», T. Singer è la storia-studio di un personaggio estremo che si autodefinisce un «enigma», un racconto filosofico eppure di una concretezza implacabile, ossessivo e provocatore, attraversato da uno humour spiazzante. È un’indagine radicale sull’individuo, che scava fino al nocciolo della solitudine e dell’incertezza esistenziale, interrogandosi fra le righe sulla presunzione della società contemporanea di fornire risposte utili alla nostra inquietudine. 

The Passenger Brasile

 

The Passenger Brasile, AA.VV. Iperborea novembre 2019

Non solo le sabbie dorate di Ipanema e la bossa nova, The Passenger prova a raccontare un Brasile ormai lontano dai luoghi comuni che gli sono stati attribuiti nel tempo. 

Il volume si apre con un vero e proprio ritratto del Brasile contemporaneo, confezionato da uno dei più grandi reporter americani, Jon Lee Anderson, che si interroga sulle ferite del paese che ha eletto Jair Bolsonaro, come la violenza a cui è dedicato un altro reportage in prima linea, La guerra di Bruno Paes Manso e Camila Nunes Dias, dedicato al mondo del narcotraffico e allo scontro per controllare le prigioni, maggiore centro di reclutamento delle due fazioni più potenti, il Comando vermelho e il Primeiro comando da capital, in aperto conflitto tra loro. Il tempio è denaro invece ci svela i motivi del grande cambiamento di fede in uno dei paesi più cattolici del mondo: la crescita dei movimenti neopentecostali, in particolare della Chiesa universale del regno di Dio, che predica una teologia della prosperità pragmatica e materialista. Scopriamo poi la drammatica realtà della deforestazione dell’Amazzonia, in uno spettacolare viaggio lungo la BR-163, l’autostrada che la taglia da nord a sud. Con Alex Cuadros ci immergiamo nella routine serale brasiliana: telegiornale, poi telenovela e partita di calcio, un trittico che ha fatto le fortune di Rede Globo, il canale tv della famiglia Marinho che da decenni influenza la politica e scandisce la vita dei brasiliani. Lo scrittore e giornalista Alberto Riva, grande conoscitore del Brasile, ci accompagna alla scoperta della musica trasgressiva e femminista delle funkeiras, decise a rovesciare il classico stereotipo della bellezza bianca e borghese. Michel Laub descrive il mondo frammentato e sfaccettato della cultura e della letteratura in Brasile. Sul fiume ero un re denuncia il dramma dei ribeirinhos, una popolazione tradizionale sfrattata dalle rive del fiume Xingu a causa della costruzione di una diga, per ritrovarsi catapultata nella città più violenta del paese, mentre Fabian Federl racconta una storia di successo dalla più grande favela di Rio, una startup che ha permesso per la prima volta ai suoi abitanti di ricevere la posta a casa. E che Brasile sarebbe senza carnevale? Nel pezzo di Aydano André Motta scopriamo come la più grande manifestazione culturale del paese, rappresentazione delle minoranze più bistrattate, stia prendendo una piega sempre più politica.

Tra le novità di Keller potete trovare:

Kamys una passeggiata nella zona

 

Una passeggiata nella zona, di Markijan Kamyš, Keller editore 29 novembre 2019, traduzione di Alessandro Achilli

Černobyl’ dopo Černobyl’ – oggi – come nessuno l’ha raccontata!
In parte reportage, in parte memoir, in parte romanzo e in parte nuova e insolita geografia letteraria.
Una corsa umanissima e a perdifiato nella Zona tra momenti di luce e tenebra, leggerezza e toccante profondità.

Qui potete leggere un estratto.

Markijan Kamyš è uno scrittore ucraino nato nel 1988. Il padre era uno dei cosiddetti “liquidatori” di Černobyl’, fisico nucleare e ingegnere dell’istituto per la Ricerca nucleare di Kiev, morto quando Kamyš aveva quindici anni.
Dopo aver studiato Storia all’Università nazionale Taras Ševčenko, si è dedicato alla scrittura e alla scoperta della Zona di esclusione di Černobyl’ come esploratore illegale, trascorrendovi, in totale, molti mesi.

 

Hilbig femmine

Le femmine e Vecchio scorticatoio, di Wolfgang Hilbig, Keller editore novembre 2019,

LE FEMMINE
TRADUZIONE DI RICCARDO CRAVERO
VECCHIO SCORTICATOIO
TRADUZIONE DI ROBERTA GADO

Le femmine e Vecchio scorticatoio di Wolfgang Hilbig sono poesia in prosa, capolavori che scaturiscono dalla fusione profonda di malinconia e memoria di un’epoca diabolica come il Novecento tedesco – una fusione che non viene descritta, ma mostrata per indizi in una lingua sinestetica e allusiva a cavallo tra Joyce e Strindberg. Ne emerge un mondo infernale di fabbriche e miniere dismesse, femmine sudate e animali scuoiati che rievoca come nessun altro lo sgretolamento del blocco socialista.

Wolfgang Hilbig (1941-2007) è uno dei maggiori scrittori tedeschi del Novecento. Cresciuto dalla madre e dal nonno analfabeta a Meuselwitz, un paesino della DDR, si guadagna da vivere in fabbrica come fuochista per dedicare ossessivamente ogni ritaglio di tempo alla sua passione: scrivere. Osteggiato dalla censura, riesce a far pubblicare una prima raccolta di poesie nella RTF (Germania Ovest), seguita da racconti e romanzi che riscuotono un grande successo di critica e gli valgono tutti i principali premi letterari tedeschi, tra cui il Georg-Büchner-Preis.
Nel 1985 si trasferisce nella RTF grazie a un permesso di espatrio temporaneo che fa scadere senza tornare nella DDR (Germania Est). Dopo la Riunificazione si sposta a Berlino con la moglie Natascha Wodin, da cui in seguito si separa. Muore alcolizzato a Berlino a sessantasei anni.
I sette volumi delle opere complete sono editi in Germania da S. Fischer. Le femmine (1987) e Vecchio scorticatoio (1991) sono unanimemente considerati tra i suoi capolavori.

 

Kloeble quasi tutto velocissimo

 

Albert ha diciannove anni, è cresciuto in un orfanotrofio e non ha mai conosciuto la madre.
Per tutta la vita ha dovuto assistere il padre, Fred, che è come un bambino intrappolato nel corpo di un adulto, trascorre il tempo leggendo enciclopedie, contando le auto verdi che passano per strada ed è conosciuto come l’eroe di un tragico incidente d’autobus.
Quando a Fred vengono diagnosticati solo pochi mesi di vita, per Albert inizia una vera e propria corsa contro il tempo perché sa che quell’uomo perso in un mondo tutto suo è l’unico a poterlo aiutare nella ricerca del proprio passato.
Comincia così un viaggio avventuroso e commovente in compagnia di personaggi memorabili che li porterà in un’epoca lontana, fino a una notte di agosto del 1912 e alla storia di un amore proibito…

Quasi tutto velocissimo è una saga famigliare luminosa e drammatica, un travolgente road novel ambientato nelle alte terre alpine dal quale è impossibile separarsi ed è anche una particolarissima incursione nella storia del Novecento.
Due adorabili eroi ci conducono in un tempo pieno di possibilità e ombre, amori, misteri e viaggi, in luoghi e cittadine immerse nelle atmosfere di antiche fiabe.

Kloeble costruisce abilmente un romanzo a incastro che si svela solo alla fine, con due linee narrative destinate a incontrarsi, una nel presente e una nel passato. Le epoche storiche si alternano capitolo dopo capitolo e se da un lato tutto è una corsa contro il tempo perché a uno dei personaggi rimangono “cinque dita di vita”, dall’altro il tempo si dilata in un viaggio di oltre un secolo tra atmosfere che talvolta richiamano le fiabe dei fratelli Grimm e talvolta una detective story.
Ci si muove tra importanti momenti storici, grandi storie d’amore, fughe, bugie, un tesoro e persino un omicidio e i drammi della Storia, raccontati con intelligenza e un raro tocco di bizzarria e leggerezza. Ma Kloeble ha anche un’attenzione particolare per il mondo degli outsider, il che rende questo romanzo ancora più affascinante perché trasmette l’amore e il rispetto per ogni essere umano. 

Christopher Kloeble ha studiato presso l’Istituto di Letteratura tedesca di Lipsia e presso l’Università della televisione e del cinema di Monaco. Suoi contributi sono comparsi tra gli altri su «Die Zeit», «Süddeutsche Zeitung» e «TAZ».
È stato membro del Programma di scrittura internazionale dell’Università dello Iowa e scrittore residente all’Università di Cambridge.

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