Sottocornola_Giovanni,_Anch'io_pittore_o_Dilettante_o_Lo_studio_del_pittore

 

Giovanni Sottocornola veniva da una famiglia di operai e rimase presto orfano di padre; si trovò, così, nella posizione di capofamiglia, una famiglia numerosa, e iniziò a lavorare come garzone. Nel 1875, a vent’anni, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequenta fino al 1880 i corsi di Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini, e dove conosce i compagni Gaetano Previati, Emilio Longoni e Giovanni Segantini. Negli anni seguenti partecipa alle esposizioni braidensi con ritratti e nature morte condotte dal vero con cui riscuote ampio successo di mercato. Nel primo periodo pittorico la sua pittura si accosta al naturalismo lombardo.

 

Sottocornola L'alba dell'operaio

All’inizio del nuovo decennio, insieme a Longoni, si dedica alla pittura di tema sociale, sperimentando con convinzione la tecnica divisionista in opere come L’alba dell’operaio (1897, Milano, Galleria d’Arte Moderna). In quegli anni lavorava come impiegato comunale e la sua situazione economica era divenuta più stabile; nel 1882 si sposò con Luigia Carati. Tra il 1888 e il 1898 – l’anno delle cannonate di Bava Beccaris – dipinge soprattutto opere a sfondo sociale.

sottocornola divisionista

Negli anni successivi torna a dedicarsi al ritratto, alle scene di genere ispirate agli affetti familiari e, durante i soggiorni nelle Prealpi lombarde, al paesaggio. Presente alle esposizioni milanesi e veneziane, affianca alla pittura l’attività di insegnante e di restauratore, in cui eccelleva.

Sottocornola Venditrice di fruttaApprezzato per le sue tele raffiguranti grappoli d’uva e ceste di frutta, Sottocornola esprime dunque le proprie qualità pittoriche anche nella natura morta con figura, genere che negli ultimi decenni dell’Ottocento conosce una rinnovata fortuna di pubblico. Secondo le più moderne istanze del naturalismo lombardo il pittore traduce il soggetto in un’immagine di grande verismo; a ciò si aggiunge l’acuta resa psicologica della giovane protagonista il cui sguardo, fisso e stanco, colpisce chi la osserva non meno dell’effetto quasi tattile delle pesche in primo piano. Con la mano sinistra, appoggiata sulla cesta, stringe la spazzola per pulire la frutta: il tema del lavoro infantile è appena sfiorato e di certo senza alcun intento di denuncia, ma è interessante notare come partendo da questi soggetti Sottocornola giungerà nel decennio seguente ad affrontare in modo esplicito la condizione operaia in dipinti come Muratore (figura al vero).

Sottocornola_Giovanni__Muratore

La sua pittura è molto poetica e umana: questa caratteristica spicca soprattutto nelle opere dedicate ai bambini e al mondo familiare, racchiuse in un’atmosfera intimistica e delicata, rafforzata dalla resa pittorica sfocata e dai colori tenui e caldi.

Sottocornola bambina

I suoi resti, esumati, riposano al Riparto LXII dell’Ossario Centrale del Cimitero Monumentale di Milano.

Fonti: web, Fondazione Cariplo, Wikipedia