Sono stati proclamati i vincitori del National Book Award 2020, uno dei più prestigiosi premi letterari internazionali; vediamo quali sono per le cinque categorie contemplate:

Fiction – “Interior Chinatown” di Charles Yu (sarà pubblicato nel 2021 da La nave di Teseo)

Nonfiction – “The Dead Are Arising: The Life of Malcolm X” di Les Payne and Tamara Payne

Letteratura per ragazzi – “King and the Dragonflies” di Kacen Callender

Letteratura tradotta – “Tokyo Ueno Station” di Yu Miri,

Poesia – “DMZ Colony” di Don Mee Choi

La nave di Teseo nat book aw

La nave di Teseo pubblicherà nel 2021 “Interior Chinatown”, nonché un altro dei cinque romanzi finalisti nella stessa categoria Fiction: “Leave the World Behind” di Rumaan Alam.

Yu charles interior chinatown

Il romanzo, che a tratti prende la forma di una sceneggiatura, racconta la vita quotidiana di un attore cinematografico asiatico bloccato nei ruoli di sfondo di “Generic Asian Man” che sogna di diventare il “Kung Fu Guy”, il ruolo più rispettato che chiunque gli assomigli possa ottenere. Willis Wu non si percepisce come un protagonista nemmeno nella propria vita: è semplicemente un uomo asiatico generico. A volte diventa uno sfondo orientale che fa una faccia strana o addirittura un figlio disonorato, ma è sempre relegato a una vita da oggetto di scena. Ogni giorno lascia la sua minuscola stanza di Chinatown ed entra nel ristorante Golden Palace, dove Black and White, una serie poliziesca, è in produzione perpetua. Parodia degli stereotipi asiatici hollywoodiani, il libro è stato definito giocoso ma sincero, audace e commovente. Oltre a Interior Chinatown, Charles Yu (nato nel 1976 a Los Angeles) è l’autore di un altro romanzo, How to Live Safely in a Science Fictional Universe, e due raccolte di racconti: Third Class Superhero e Sorry Please Thank You.

Questa la motivazione della giuria:

Al tempo stesso esilarante e straziante, “Interior Chinatown” di Charles Yu è un romanzo brillante e audace. Scritto sotto forma di una sceneggiatura con confini porosi, il lavoro meravigliosamente inventivo di Yu mette in luce la marea di ostacoli che il suo protagonista qualunque deve affrontare in un mondo profondamente razzista e rigidamente gerarchico mentre fa del suo meglio – nella storia della sua stessa vita – per ottenere un ruolo decente.

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Amanda e Clay si dirigono verso un angolo remoto di Long Island per andare in vacanza: una tranquilla tregua dalla vita a New York City, per godersi un po’ di tempo da trascorrere con i figli adolescenti e nella lussuosa casa che hanno affittato per la settimana. Ma qualcuno bussa alla porta a tarda notte e spezza l’incantesimo. Ruth e G. H. sono una coppia anziana: sono i proprietari della casa e sono ​​in preda al panico. Sostengono che un improvviso blackout ha travolto la città. Ma in questa zona rurale, con la TV e Internet ormai inattivi e nessun servizio di telefonia cellulare, è difficile sapere a cosa credere.
Amanda e Clay dovrebbero fidarsi di questa coppia (e viceversa)? Cos’è successo a New York? La casa vacanza, isolata dalla civiltà, è davvero un luogo sicuro per le loro famiglie? E sono al sicuro l’uno dall’altro?
Carico di suspense e provocatorio, il terzo romanzo di Rumaan Alam è profondamente in sintonia con le problematiche connesse alla genitorialità, alla razza e alle classi sociali. “Leave the World Behind” esplora come i nostri legami più stretti possono essere rimodellati in occasione dei momenti di crisi.

Questa la motivazione della giuria:

“Leave the World Behind” è elegante, sensuale, elettrizzante, carico di tensione. Affronta in maniera incisiva le problematiche correlate alle questioni di razza e di classe, una storia avvincente su come potrebbe essere l’inizio della fine del mondo. La prosa di Rumaan Alam è precisa, acuta, stupenda. I personaggi che porta in vita e la loro umanità sono finemente osservati. “Leave the World Behind” ti spingerà a far tutto, tranne che a lasciarti il mondo alle spalle.

National Book awd 2020 finalisti

Tra i finalisti, mi incuriosisce molto Miri Yu: è nata in Giappone, nella provincia di Kanagawa, nel 1968 da genitori coreani. Nel 1984 è stata costretta a lasciare il liceo, in seguito a episodi di discriminazione razziale, piuttosto comuni nei confronti dei coreani, considerati ancora “popolo nemico”. Dopo essere stata attrice nella compagnia teatrale “Tokyo Kid Brothers”, ha cominciato la sua attività di scrittrice componendo testi teatrali (nel 1993 ha vinto il Premio Kishida Kunio con Sakana no matsuri – La festa dei pesci). Autrice anche di saggi, Yu Miri, sorta di enfant terrible della letteratura, nonostante le sue critiche spietate alla società nipponica, ha conquistato il Giappone con i suoi romanziFull House (Premio Izumi Kyoka e Premio Noma Bungei nel 1996) e Scene di famiglia (Premio Akutagawa nel 1997), da cui di recente è anche stato tratto un film, hanno venduto ognuno più di centomila copie.

I suoi libri sono tradotti anche in Italia, nei cataloghi di Feltrinelli e Marsilio. Tokyo Ueno Station non è ancora stato tradotto.