Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Fratelli d’anima

INCIPIT

… lo so, l’ho capito, non avrei dovuto. Io, Alfa Ndiaye, figlio dell’uomo vecchissimo, l’ho capito, non avrei dovuto. Per la verità di Dio, adesso lo so. I miei pensieri appartengono soltanto a me, posso pensare quello che voglio. Ma non parlerò. Tutti quelli a cui avrei potuto dire i miei pensieri segreti, tutti i miei fratelli d’armi che saranno ripartiti sfigurati, resi storpi, sventrati, ridotti in uno stato che Dio si vergognerà di vederli arrivare nel suo Paradiso o il Diavolo sarà lieto di accogliere nel suo Inferno, non avranno saputo chi sono io veramente. I sopravvissuti non ne sapranno niente, il mio vecchio padre non ne saprà niente e mia madre, se è sempre di questo mondo, non lo indovonerà. Al peso della mia morte non si aggiungerà quello della vergogna. Non immagineranno che cosa ho pensato, che cosa ho fatto, fino a che punto mi ha condotto la guerra. Per la verità di Dio, l’onore della mia famiglia sarà salvo, l’onore di facciata. Lo so, l’ho capito, non avrei dovuto. Nel mondo di prima non avrei osato, ma nel mondo di oggi, per la verità di Dio, mi sono permesso l’impensabile. Nella mia testa non si è alzata nessuna voce a impedirmelo: le voci dei miei antenati, quelle dei miei genitori sono rimaste in silenzio quando ho pensato di fare quello che ho finito per fare. Adesso lo so, ti giuro che ho capito tutto quando ho pensato che potevo pensare qualunque cosa. È successo così, senza preavviso, mi è piombato brutalmente sulla testa come un grosso seme di guerra dal cielo metallico, il giorno in cui è morto Mademba Diop.

David Diop

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