Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il ciliegio del mio nemico

INCIPIT

Nessun cliente al caffè, quella mattina. Lui era stato il primo. Portava un cappello marrone da pescatore, che entrando non aveva avuto il tempo di togliersi, quasi sconvolto dal fatto che lì dentro ci fossi solo io, che il bar fosse gestito unicamente da me, senza nemmeno un aiutante. Si era dunque sistemato in qualche modo sulla sedia accanto alla porta, sempre col cappello in testa, lo sguardo fisso sulla bicicletta da cui era appena sceso. Il tutto aveva qualcosa di irreale, poi un colpo di vento aveva fatto tremare il vetro della finestra, come quando c’è il terremoto. In quel silenzio non interrotto da un’ordinazione né da una conversazione, come un automa presi una tazza. Dopo il breve gracchiare della macchina macinacaffè, il bar ripiombò in un silenzio mortale. Ne bevve sì e no mezza tazza e si alzò. Pur di non sentirgli dire niente né vederlo pagare il conto, mi spinsi fuori fino all’incrocio, aspettando che uscisse. Dopo un bel po’ ancora non spuntava. Mi voltai a guardare e mi accorsi che era uscito dalla porta a vetri, ma si era seduto sul bordo della fioriera davanti all’ingresso e fumava avidamente una sigaretta ormai consumata fino al filtro, con una foga tale che le guance gli si erano incavate, e tirava disperato come un giocatore che abbia perso tutto ma non voglia mollare.

Ting-Kuo Wang 

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