Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il muro di vetro

INCIPIT

Il ragazzo ha iniziato a parlare tardi. È timido, cauto; sa aspettare. Ora ha undici anni. Undici e mezzo direi, quasi dodici. Vive con sua madre nei pressi del parco, nella parte occidentale della città. L’affitto è troppo alto per lo stipendio di lei. Gli amici le consigliano di cambiare casa; lei ribatte elencando i pregi di quella sistemazione. C’è una scuola vicino e per arrivare alla fermata della metro ci vogliono appena sei minuti a piedi; il supermercato è praticamente dietro l’angolo, il quartiere non è ancora stato sommerso dalle ondate di violenza; ci sono il garage, il citofono e il verde. Altre motivazioni, di natura più intima, le nomina di rado. Un trasloco equivarrebbe alla disfatta. Ben sedici anni trascorsi nello stesso luogo. Un’eroica impresa di resistenza. Sedici! La durata di una giovinezza. Le domeniche d’estate, verso l’ora del crepuscolo, esce sul terrazzo con un bicchiere di vino in mano. «Vado al parco» dice al figlio, se capita che lui sia a casa. Ogni due fine settimana, e una parte delle vacanze estive, il ragazzo sta dal padre. Lui è più benestante. Un parvenue: il ragazzo potrebbe scommettere di aver sentito pronunciare quella parola dalla madre una volta. Lui gli compra fronzoli di ogni tipo, certe magliette con le scritte spiritose, aggeggi tecnologici che invecchiano con una fretta inspiegabile e spaventosa. «Non tutto risiede nei soldi» lo ammonisce sua madre. Quell’appartamento, il terrazzo, tre o quattro piante di ibisco sono più che sufficienti, o almeno potrebbero esserlo.Nella zona climatica in cui vivono, i fiori resistono un solo giorno. Aprono i petali e svaniscono subito dopo. Alla madre piace immaginare luoghi più caldi. D’estate, sul terrazzo, in quel primo sorso di vino, assapora talvolta anche i fichi, la menta, le olive. Ogni sorso successivo diventa sempre più aspro. Il terroir, il carsico e il sole, le forme fuse dal caldo; l’aria che palpita addosso al fiume freddo. Quando sente le sirene della polizia o delle ambulanze che scorrono lungo il viale, rientra in fretta nell’appartamento, scossa.

Vladimir Tasić

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