Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Le donne di Lazar’

INCIPIT

Nel 1985 Lidočka compì cinque anni e la sua vita andò a rotoli. Era la prima volta che si incontranvano tanto da vicino, Lidočka e la sua vita, e fu per questo che entrambe fissarono nella mente con un’intensità vertiginosa ogni piccolo, salato, umido dettaglio della loro ultima estate felice. Il Mar Nero (nero perché non si lava mai le mani, giusto?), la pensione che ricordava un ammasso di scatole di fiammiferi, la spiaggia disseminata di coppette accartocciate di gelato alla frutta (papà diceva alla “brutta”) e di enormi corpi arroventati. La camminata del mattino fino al cantuccio prescelto, il movimento preciso dei piedi per non urtare con il tallone o con il telo carni estranee, abbondanti, rilassate. Lidočka si spazientiva subito, e non appena la mamma si distraeva per un attimo con la vicina al tavolo della mensa o col venditore ambulante del proibito zucchero filato, lei sfuggiva al rigido controllo visivo e, pestando indiscriminatamente i calcagni rotondi e grassocci, si lanciava con strilli acuti verso il mare. In allerta come foche, i villeggianti si sollevavano, si scrollavano la sabbia grossa come chicchi d’orzo da solchi umidi e pieghe sintetiche, replicavano sorridenti alle litanie di scuse dei genitori.

Marina Stepnova

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