Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Per una fetta di mela secca

INCIPIT

Sono stata seminata al confine tra il bosco e la radura, in una notte di fine febbraio, poche ore dopo quella che sarebbe stata l’ultima neve della stagione. La notte in cui i miei genitori mi concepirono, un vecchio e solitario camoscio si era spinto in basso, a pochi metri dal loro piccolo orto. Se il motivo di quel viaggio giù per i pendii fosse stata la fame o la curiosità non mi è dato di sapere, così come non dovrei sapere ciò che accadde dopo. Eppure, lo so. Mi venne raccontato quand’ero molto piccola, come si raccontano le favole ai figli, quando si è capaci di leggere. Oppure le si inventa. Mia nonna era bravissima in questo, o almeno così diceva papà. A me non ne ha raccontate mai. Certo è che fu la curiosità di mia madre e di mio padre a portarli fino a quel confine con il bosco buio e fitto. Mossi dal desiderio di vedere ancora l’animale solitario, uscirono di casa nella notte e camminarono, percorrendo lentamente in salita i prati, che d’estate si indorano e si falciano. La neve soffice, caduta poche ore prima, rifletteva la luce della luna quasi piena. Si tenevano per mano e di tanto in tanto i loro sguardi di poco più che fanciulli e innamorati si posavano uno dentro l’altro, portando l’incedere dei piedi a rallentare. Arrivati al confine con il bosco, attesero in silenzio un rumore, mentre con gli occhi cercavano fra gli alberi un movimento che dicesse loro sono io, sono qui, guardatemi.

Begoña Feijoo Fariña

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