Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Sudeste

INCIPIT

Nella zona compresa fra il Pajarito e il Rio de la Plata, piegando bruscamente verso nord, fino a metà del suo corso sempre più stretto e in seguito distendendosi e tracciando lente curve fino alla foce, il rio Anguilas serpeggia, nascosto dalle prime isole. Passata l’ultima ansa, il grande fiume appare all’improvviso, increspato dal vento. È immenso, sebbene le acque in quel punto non siano affatto profonde: dalla foce del San Antonio a quella del Luján è tutto un unico banco. L’Anguilas sfocia al centro di quel bassofondo, in una pianura coperta di canneti. Comunque la si guardi, la zona appare desolata e nei giorni grigi, con molto vento, impressiona chiunque. A sinistra, molto distante, si affaccia l’isola Santa Mónica, scura e silenziosa come un bastimento. A destra, la costa si perde in una lontananza bluastra. Nei giorni chiari, guardando a sud, come quinte teatrali perennemente oppresse da una nuvola ferrigna, si possono scorgere i profili bianchi e grigi degli edifici più alti di Buenos Aires. Quando il fiume cala di livello fa emergere una parte del banco, e quando la secca è al punto più basso sembra che la terraferma si sia estesa, simulando nuovi ruscelli che attraversano la pianura coperta di canne. Qualche pescatore si arrischia su questa terra umida e desolata ma, se non ci stende sopra il graticcio che fa da pavimento alla barca, affonda fino ai ginocchi.

Haroldo Conti

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