Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Tutto quello che non ricordo

INCIPIT

La testa del vicino sbuca da dietro la siepe e mi chiede chi sono e cosa faccio lì.

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Benvenuto. Accomodati. Rilassati. Non devi aver paura, giuro. Basta che premi il pulsante d’allarme e arrivano in trenta secondi.

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Il vicino si scusa, mi spiega che dopo tutto quello che è successo è normale che siano diventati un po’ sospettosi con gli estranei.

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Avevo anche un’immagine precisa di come doveva essere questo posto. Cioè, sai, un po’ come nei film. Spesse sbarre d’acciaio, una latrina lurida nell’angolo, letti a castello e docce avvolte nel vapore dove bisogna stare attenti a non far cadere per terra la saponetta. Credevo di dover andare in giro con una lametta da barba in bocca ventiquattr’ore su ventiquattro, sempre all’erta. Ma lo vedi anche tu. Sembra più un ostello. La gente è tranquilla. I bagni sono puliti. C’è perfino un laboratorio dove si possono fare dei lavoretti in legno.Sono stato fortunato a finire qui.

Jonas Hassen Khemiri

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