Torno a parlare di Impressionismo; vado verso nord, verso uno dei paesi di cui apprezzo molti artisti, la Norvegia. Ho già parlato di due artisti norvegesi che amo, Jonas Lie e Harald Sohlberg , se non li conoscete vi consiglio di dare un’occhiata.

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Thaulow ritrattoFrits Thaulow si muove tra Realismo e Impressionismo. Nato nel 1847 a Christiania, vicino a Oslo, in Norvegia, era figlio di un farmacista benestante e questo gli dette la possibilità di dedicarsi appieno alla sua passione artistica. Studiò in una ottima accademia a Copenhagen e poi a Karlsruhe. Trascorse anche dei mesi a Skagen, la città più a nord della Danimarca, dove è nata la famosa Scuola di Skagen, una colonia artistica apparsa alla fine del XIX secolo. Organizzò la prima esposizione d’Arte Nazionale norvegese, un momento epico per la pittura scandinava ed europea che entrarono in contatto.

 

 

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Viaggiò molto: nel suo paese, in Italia (sotto, nel trittico, potete vedere il ponte pietra di Verona), in Spagna e Olanda, ed anche negli Stati Uniti. Soprattutto girò la Francia, Parigi, naturalmente, ma anche i paesi e i villaggi, la campagna. In Francia conobbe l’Impressionismo, a cui aderì pur mantenendo nella sua pittura elementi di realismo, e divenne amico di Claude Monet; proprio in Francia decise di stabilirsi negli ultimi anni della sua vita.

Dipinse molti paesaggi: quelli nordici esprimono una poesia di incanto e luce che si riflette sulla neve e sull’acqua, creando un’atmosfera fiabesca, rarefatta. I freschi toni verdi smeraldo, l’acqua smossa in gorghi e onde, il pelo dell’acqua che riflette il paesaggio intorno: in questa apparente semplicità si nasconde una sapiente resa del paesaggio e dell’elemento acqua. Sembra di sentire il silenzio ovattato dalla neve, così come il fragore delle acque: l’acqua, un elemento tanto difficile da rendere, catturata nelle sue pennellate, baluginanti di riflessi, di colori e di trasparenze.

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