Il proverbio dice: aprile dolce dormire, ma a noi piace di più il verbo leggere, quindi pensate e suggeritemi un proverbio che vada d’accordo con la nostra passione. La rassegna di novità – libri appena usciti o che stanno per uscire – di questo mese è molto variegata e propone letture che in qualche modo si rifanno all’attualità o che ci fanno riflettere su affetti, amicizia, rinnovamento e speranza. Andiamo dunque a vedere cosa troveremo sugli scaffali reali e virtuali delle librerie.

PER CHI AMA I ROMANZI MOVIMENTATI

Jimi Hendrix a Leopoli, di Andrei Kurkov, Keller editore

Una storia folle tra amore, servizi segreti, anarchismo e cultura pop.

A Leopoli, città multietnica della Galizia, stanno accadendo strane cose che nulla hanno a che vedere con i ritrovi notturni di vecchi hippies intorno a una misteriosa tomba nel cimitero cittadino. Nulla a che vedere con l’ex funzionario del KGB che vuole scusarsi con tutte le persone che ha spiato. Non si tratta nemmeno del fatto che una giovane donna allergica al denaro lavori in un ufficio di cambiavalute e men che meno della vecchia Opel Vectra che sfreccia a tutta velocità sugli acciottolati per curare i pazienti con calcoli renali.
No, a Leopoli stanno accadendo cose molto più insolite: nel cielo volteggiano gabbiani che attaccano i passanti, l’aria ha un odore salmastro e dai rubinetti esce acqua salata. Sembra che nella città, situata nell’entroterra ucraino, sia arrivato il mare…
Nella Leopoli di Andrei Kurkov, i miracoli possono accadere, e tutto dipende dal potere dell’amore, dall’immaginazione senza limiti di uno scrittore e dalla musica immortale di Jimi Hendrix.
«Jimi Hendrix a Leopoli» non è solo un romanzo divertente, intelligente e pieno di ritmo in perfetto stile Kurkov, ma anche un sentito omaggio a una delle città simbolo della Mitteleuropa.

PER CHI AMA I ROMANZI MOVIMENTATI CHE PARLANO DI SECONDE POSSIBILITA’

Nottambuli a cena, di Otello Marcacci, Les Flâneurs Edizioni

In Nottambuli a cena ritroviamo i temi cari all’autore che già davano valore al precedente Tempi supplementariil tempo, la memoria, il caso che non esiste, la morte, e, in più, il tradimento. Il tutto incorniciato in un ritratto delle più allarmanti derive nazionali: il riciclaggio di denaro sporco, le discariche abusive, le collusioni tra politica e mafia, il malaffare in generale, la crisi e gli imprenditori, alcuni onesti altri meno, ma tendenzialmente inclini al compromesso. Un romanzo che parla di seconde possibilità, di accettazione di se stessi e dei propri limiti, e, alla fine, di speranza. (Qui trovate la mia recensione)

PER CHI AMA LE STORIE DI RICERCA DI AFFETTI PERDUTI

Stanze berlinesi, di Sepp Mall, Keller editore

Alla morte del padre, Johannes realizza di non sapere molto dell’uomo che l’ha cresciuto. Ha vissuto con lui una parte della vita, gli è stato accanto nel corso della malattia, ma non ha mai potuto conoscerlo veramente.
Ora che forse è troppo tardi per farlo, ora che non può più porre domande dirette, non resta che seguire le fuggevoli tracce che passo dopo passo lo portano a Berlino, dove il padre era stato giovane soldato negli anni bui del Novecento e dove aveva conosciuto Klara, segretamente custodita nel cuore fino alla fine.
È l’incontro con questa donna che svela a Johannes un passato inatteso e pieno di significato e un’immagine del padre con cui finalmente confrontarsi.
Delicato e profondamente umano, Sepp Mall racconta di come l’amore possa vincere la morte.
«Stanze berlinesi» conduce il lettore in un viaggio nella Berlino di allora e di oggi e svela il mondo interiore di un personaggio che rifiuta in ogni modo di accettare che la morte di una persona significhi anche la sua scomparsa. Sepp Mall si conferma una voce potente della letteratura sudtirolese e il degno erede di Joseph Zoderer.

PER CHI SI SENTE PERICOLOSAMENTE ATTRATTO DAL MAGNETISMO DELL’UNIVERSO VEGETALE

L’uomo che gli alberi amavano, di Algernon Blackwood, Galaad edizioni

La visita di Sanderson, pittore e maestro nel rivelare l’anima degli alberi, sconvolge il quieto ménage dei coniugi David e Sophia Bittacy, solitari abitanti di un cottage nello Hampshire al limitare della Foresta. David è già entrato in contatto con l’arcano potere delle creature silvestri nella giungla indiana: un amore febbrile ridestato e amplificato giorno dopo giorno fino a trasformarsi in una delirante ossessione. Sophia, figlia devota di un pastore evangelico, proverà a salvare il marito dall’inquietante richiamo, ma il magnetismo dell’universo vegetale finirà per stregare anche lei. Le atmosfere da gotico noir evocate da Blackwood sono costellate in questa sua opera di slanci metafisici e intuizioni poetiche attorno ai misteri della Natura. L’ipnotica qualità della prosa, le mirabili descrizioni dei paesaggi, dei mutamenti atmosferici, e la straordinaria empatia con cui riesce a dar voce alla vita ambiguamente cosciente degli alberi ne riflettono la statura di classico che travalica i generi. Come accade nei migliori tra i visionari, i suoi avventurosi viaggi oltre le porte della percezione non si limitano a creare stupore ma si fanno tramite di scoperte essenziali attorno ai segreti più scomodi dell’essere umano.

PER CHI AMA I GIALLI INVESTIGATIVI

Rancore, di Gianrico Carofiglio, Einaudi

Come è morto, davvero, Vittorio Leonardi? Perché Penelope Spada ha dovuto lasciare la magistratura? Un’investigazione su un delitto e nei meandri della coscienza. Un romanzo sulla colpa e sulla redenzione.

«Cosa vogliono le vittime dei reati? Le persone ingiuriate dal crimine, quelle che hanno perso i propri cari o la propria dignità? La punizione dei colpevoli? Certo, anche questo. Ma la punizione – la vendetta più o meno regolata dalle leggi – è in gran parte un’illusione ottica. Ciò che le vittime vogliono davvero è la verità. L’unica cosa che nel lungo periodo è capace di guarire le ferite, di placare il dolore»

Un barone universitario ricco e potente muore all’improvviso; cause naturali, certifica il medico. La figlia però non ci crede e si rivolge a Penelope Spada, ex Pm con un mistero alle spalle e un presente di quieta disperazione. L’indagine, che sulle prime appare senza prospettive, diventa una drammatica resa dei conti con il passato, un appuntamento col destino e con l’inattesa possibilità di cambiarlo. Nelle pieghe di una narrazione tesa fino all’ultima pagina, Gianrico Carofiglio ci consegna un’avventura umana che va ben oltre gli stilemi del genere; e un personaggio epico, dolente, magnifico.

PER CHI AMA I GIALLI PSICOLOGICI

La cameriera, di Nita Prose, La Nave di Teseo editore

Molly Gray non è come tutti gli altri. Fatica a intrattenere rapporti sociali e interpreta a modo suo le intenzioni di chi le è vicino. La nonna, che l’aveva cresciuta, rielaborava il mondo per lei, codificandolo in semplici regole secondo le quali Molly poteva vivere, ma da quando la nonna è morta, la venticinquenne Molly ha dovuto affrontare da sola le complessità della vita. Lanciandosi con ancor più passione nel suo lavoro di cameriera d’albergo. Il carattere riservato, il suo amore ossessivo per la pulizia e l’ordine, la rendono una cameriera eccezionale. Si diverte a indossare la sua uniforme impeccabile ogni mattina, a rifornire il suo carrello di saponi e bottiglie in miniatura e a riportare le camere degli ospiti del lussuoso Regency Grand Hotel a uno stato di perfezione. Ma la vita ordinata di Molly viene sconvolta quando entrando nella suite del milionario Charles Black lo trova morto. Assassinato nel suo letto. Prima che Molly capisca cosa sta succedendo, il suo comportamento insolito insospettisce la polizia, che la considera la principale sospettata. Si ritrova presto intrappolata in una rete di inganni, che non ha idea di come districare. Fortunatamente per Molly gli amici che non ha mai saputo di avere la aiutano nelle indagini alla ricerca del vero assassino. Riusciranno a trovarlo prima che sia troppo tardi? Molly, però, non ha raccontato tutto ciò che ha visto quando ha trovato il cadavere, e l’ha fatto per una ragione ben precisa

Lontani parenti, di Veit Heinichen, E/O edizioni

Due uomini uccisi nel giro di poche ore, entrambi con una freccia tirata da una balestra professionale, ovviamente fanno pensare alla stessa mano. Ma quando gli omicidi vengono collegati ad altri avvenuti negli ultimi mesi in zone più o meno limitrofe, il caso si inserisce in un contesto politico e la prospettiva cambia. Con il progredire delle indagini, infatti, Proteo Laurenti e i suoi collaboratori capiscono che le cause della catena di delitti non devono essere ricercate tanto nel presente quanto nel passato, perché hanno avuto origine nella guerra, nell’occupazione tedesca dopo l’8 settembre, nella Risiera di San Sabba, nella Resistenza. Parallelamente il commissario capo deve fare i conti con la dimensione ben più privata della vita familiare e ingoiare due rospi a breve distanza l’uno dall’altro: Livia e Dirk hanno deciso di sposarsi – quindi è fatta, dovrà mettersi l’anima in pace e accettare l’idea di ritrovarsi in casa un genero tedesco – e Patrizia è di nuovo incinta, ma a quanto pare il padre non è il fidanzato Gigi, come sempre imbarcato su una nave.

Un problema da tre cani, di S.J. Bennet, Mondadori

A Buckingham Palace l’autunno del 2016 si prospetta particolarmente gravoso: la regina Elisabetta deve occuparsi di un referendum che ha diviso la nazione, di una Brexit alle porte e di un imponente piano di ristrutturazione della dimora reale. Eppure l’ordine delle sue preoccupazioni è stravolto quando il cadavere di una governante viene ritrovato a bordo piscina. Si tratta di una tragica fatalità o a Buckingham Palace sta accadendo qualcosa di sinistro? A complicare le cose c’è la sua assistente Rozie, impegnata a far luce sulla misteriosa riapparizione di un quadro scomparso da tempo, e una valanga di lettere anonime che turbano l’atmosfera di casa Windsor e i suoi lavoratori. Gli uomini di palazzo assicurano che la situazione è perfettamente sotto controllo, ma Sua Maestà non ne è affatto convinta. Anche perché, talvolta, solo l’occhio allenato di una sovrana intravede legami invisibili ai più. A differenza del suo illustre predecessore Sherlock Holmes, che riteneva necessario fumare tre pipe per risolvere i casi più difficili, alla regina bastano la fida assistente Rozie e una bella passeggiata con i suoi tre inseparabili cani.

PER CHI AMA LE STORIE FAMILIARI CHE RACCONTANO CON SGUARDO CRITICO LA SOCIETA’

Sporco denaro, di Richard Powers, La Nave di Teseo editore

Richard Powers, autore premio Pulitzer con Il sussurro del mondo (mia recensione), racconta la vicenda della famiglia Clare e dell’azienda che aveva fondato, ripercorrendo così anche la storia degli Stati Uniti e di quella rincorsa al profitto che ha fatto grande il paese, ma che è stata anche causa di lutti, ingiustizie e dolore.

Lacewood, nell’Illinois, è una cittadina tranquilla di provincia ma è soprattutto la sede di uno degli stabilimenti della Clare Inc., nata nell’Ottocento come azienda per la produzione di sapone e trasformatasi, nel corso del ventesimo secolo, in una delle multinazionali più ricche e potenti degli Stati Uniti. Lacewood è anche la casa di Laura Bodey, un’agente immobiliare madre di due figli con una vita ordinaria e soddisfacente, almeno fino a quando scopre di avere un cancro. Inizia così il lungo percorso della terapia che la porta a dover cambiare totalmente la propria esistenza e a mettere in discussione le sue certezze tra impotenza, rabbia e desiderio di ribellione. Ma cos’hanno in comune queste due storie così diverse e apparentemente lontane?

PER CHI AMA LE SAGHE FAMILIARI CHE SI SNODANO INSIEME ALLA STORIA DI UN PAESE

Gli Effinger. Una saga berlinese, di Gabriele Tergit, Einaudi

Dai radiosi anni della Germania di Bismarck a quelli devastanti della Seconda guerra mondiale, la famiglia Effinger attraversa quasi un secolo di storia e turbolenze nel cuore pulsante dell’Europa. Gli amori, le sofferenze, le rivoluzioni politiche, ma anche gli arredi, gli abiti da sera, i caffè, i teatri: Gabriele Tergit, in un trionfo di voci e immagini minuziose, racconta il perduto mondo ebraico berlinese.

La saga degli Effinger ha inizio con Paul e Karl – figli del capostipite Mathias, orologiaio a Kragsheim – che da un piccolo paese si dirigono alla volta della Berlino cosmopolita per cercare fortuna. Ambiziosi e irrequieti, mecenati talentuosi e sensibili, ardenti patrioti e prussiani, in poco tempo gli Effinger riescono a guadagnarsi la fama di abilissimi imprenditori e a diventare una delle famiglie piú importanti della città. Ma dopo la Prima guerra mondiale, le loro certezze borghesi cominciano a sgretolarsi e piano piano anche le loro splendide feste non possono piú nascondere l’antisemitismo sempre piú dilagante e brutale.

PER CHI AMA LE STORIE FAMILIARI AUTOBIOGRAFICHE

Infanzia, di Tove Ditlevsen, Fazi editore

Nella sua prima traduzione italiana Infanzia, il volume che inaugura la trilogia di Copenaghen di Tove Ditlevsen: tre romanzi autobiografici riscoperti di recente e giustamente celebrati a livello mondiale come capolavori.

La piccola Tove vive con i genitori e il fratello maggiore in un quartiere operaio di Copenaghen. Il padre, uomo schivo dalle simpatie socialiste, si barcamena passando da un impiego saltuario all’altro. La madre è distante, irascibile e piena di risentimento: non è facile prevedere i suoi stati d’animo e soddisfare i suoi desideri. A scuola Tove si tiene in disparte, dentro di sé è convinta di essere incapace di stabilire veri rapporti con i coetanei; fa però amicizia con la selvaggia Ruth, una bambina del suo quartiere che la inizia ai segreti degli adulti. Eppure anche con lei Tove indossa una maschera, non si svela né all’amica né a nessun altro. La verità è che desidera soltanto scrivere poesie: le custodisce in un album gelosamente nascosto, soprattutto da quando il padre le ha detto che le donne non possono essere scrittrici. Sempre più chiara, in Tove, è la sensazione di trovarsi fuori posto: la sua capacità di osservazione, lucida, inesorabile, ma al tempo stesso sensibilissima, le fa apparire estranea l’infanzia che sta vivendo, come se fosse stata pensata per un’altra bambina. Le sta stretta, quest’infanzia, eppure comincerà a rimpiangerla nell’attimo stesso in cui se la lascerà alle spalle. Tove Ditlevsen, impeccabile ritrattista di una femminilità punteggiata di chiaroscuri, ci ha generosamente aperto le porte delle molte stanze da lei abitate negli anni, lasciandoci delle pagine indimenticabili, destinate a restare.

PER CHI AMA CORRERE AL PARCO ED E’ APPASSIONATO DI SPORT E ANTROPOLOGIA

Correndo nell’aria sottile, di Michael Crawley, Add editore

“L’Etiopia è un luogo in cui mi è stato detto che l’energia è controllata da angeli e demoni, e gli sciamani possono aiutare un atleta ad acquisire il potere di un altro runner. È un luogo in cui un corridore nella foresta mi ha rivelato, con un’espressione assolutamente seria e mimando un tabellone immaginario, di aver sognato di correre i 10.000 metri in 25.32, quasi un minuto in meno del record mondiale. È un luogo di magia e follia, dove il sogno è sempre vivo.” Per quindici mesi Michael Crawley si è allenato fianco (e spesso dietro) a corridori di tutti i livelli: dai guardiani notturni che sperano di cambiare le loro vite ai maratoneti di caratura mondiale, mosso dalla voglia di capire quale forza antica e potente porta con sé la corsa in Africa. Perché ha senso per i corridori etiopi alzarsi alle 3 del mattino per correre su e giù per una collina? Chi sceglierebbe di allenarsi su un terreno ripido e roccioso infestato dalle iene? E come mai gli etiopi detengono sei dei primi dieci tempi di maratona più veloci di sempre? Sport e antropologia per raccontare un mondo fatto di visioni, miti, leggende e fatica, nella terra dei corridori più forti del mondo.

PER CHI SI INTERROGA SUI FALSI MITI DELLA SOCIETA’

Specchio delle mie brame, La prigione della bellezza, di Maura Gancitano, Einaudi

In questo libro Maura Gancitano racconta la storia di un mito antico quanto il mondo e ci fa vedere come le scoperte della filosofia, dell’antropologia, della psicologia sociale e della scienza dei dati possano distruggere un’illusione che ci impedisce ancora di ascoltare e seguire i nostri autentici desideri e di vivere liberamente i nostri corpi.

La bellezza oggi è qualcosa di ben preciso a cui adeguarsi: un certo modo di vestire, di mangiare, di parlare, di camminare. Non si tratta di una questione puramente estetica, ma di una tecnica politica di esercizio del potere. In altre parole, di una gabbia dorata in cui non ci rendiamo conto di essere rinchiusi. L’idea che la bellezza sia qualcosa di oggettivo e naturale è una superstizione moderna. Infatti non è mai esistita un’epoca in cui non convivessero estetiche e sensibilità diverse. Il culto della bellezza è diventato una prigione solo di recente: quando le coercizioni materiali verso le donne hanno iniziato ad allentarsi, il canone estetico nei confronti del loro aspetto è diventato rigido e asfissiante, spingendole alla ricerca di una perfezione irraggiungibile. Qui sta il punto: l’idea di bellezza ha subito con la società borghese uno spostamento di significato, da enigma a modello standardizzato che colonizza il tempo e i pensieri delle donne, facendole spesso sentire inadeguate. Il risultato è che viviamo in un tempo in cui le persone potrebbero essere finalmente libere, ma in cui, al contrario, ha valore e dignità solo ciò che risponde a determinati parametri. Ripensare la bellezza al di là dell’indottrinamento e del consumo significa coglierla come percorso di fioritura personale, lontano da qualunque tipo di condizionamento esterno.

PER CHI AMA LA CUCINA COME MOMENTO DI CONDIVISIONE E DI AMORE VERSO GLI ALTRI

Home cooking. Una scrittrice in cucina, di Laurie Colwin, Sur edizioni

Laurie Colwin è morta nel 1992 a soli quarantotto anni, ma nel panorama letterario degli Stati Uniti rimane una figura di culto: per i suoi romanzi, che uniscono grazia, intelligenza e ironia, e per questa raccolta di saggi a tema culinario (usciti originariamente sulla rivista Gourmet), che dal 1988 a oggi ha conquistato generazioni di fan. Il segreto sta nel tono. Laurie Colwin invita a riscoprire il piacere del far da mangiare per gli altri e del mangiare insieme come occasione di condivisione, di incontro e di intimità – il che non era affatto scontato negli Stati Uniti reaganiani degli anni Ottanta, come non lo è in una città contemporanea dove dilagano le app di food delivery. Le sue ricette spaziano gioiosamente fra tradizioni diverse (americana, mediterranea, caraibica, britannica…) ma prediligono sempre la semplicità e l’efficacia, sono costellate di utili dritte e accompagnate da aneddoti e ricordi altrettanto gustosi: queste pagine ci portano nella Columbia University occupata del ’68 e nella mensa di un centro di accoglienza per donne senzatetto, nei cenoni di una famiglia ebraica newyorkese e sulla veranda fatiscente di una casa di villeggiatura.

PER CHI INSEGUE I SUOI FANTASMI

Fantasmagonia, di Michele Mari, Einaudi

Mostri, spiriti, ombre e possessioni demoniache. Giocando con i generi e con la tradizione letteraria, Michele Mari ci consegna un sorprendente ritratto dell’artista da spettro.

C’è un demone che si aggira fra queste pagine, ed è quello della letteratura. Che sia esso esplicitamente riconoscibile o si nasconda fra le pieghe del quotidiano, è una presenza fantasmatica con cui ciascun personaggio – e dunque ciascuno di noi, nel corpo a corpo incessante che è la lettura – è costretto a fare i conti. Visioni, trasalimenti o semplici incubi. Setacciando con furia catalogatrice le latitudini spaziali e temporali piú disparate, Michele Mari dà forma a un progetto in cui il destino di ogni creatura coincide con quello del suo creatore. Un romanzo in forma di racconti collegati tra loro.

Bene, passo e chiudo. Buone letture e buona primavera!

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