«Il mondo passato era costruito sulle convenzioni, perciò si è sfasciato» disse poi, meditabondo. «Non è che la cosa cambi in quello attuale, sono solo convenzioni diverse. E infatti col tempo si distruggerà pure questo. L’essenziale è preservare il proprio mondo interiore».

Jimi Hendrix a Leopoli, pag. 126

Jimi Hendrix a Leopoli, di Andrei Kurkov, Keller editore 2022, traduzione dal russo di Rosa Mauro, pagg. 400

A Leopoli succedono cose fuori dal comune: in estrema sintesi, il romanzo racconta questo.

E anche i personaggi che animano le pagine sono un tantino fuori dal comune. Vediamo: ci sono un hippy attempato, un ex capitano del KGB, un sedicente infermiere che aiuta chi soffre di calcoli renali ad espellerli, una giovane addetta di un cambiavalute che è allergica al denaro, un parrucchiere un po’ psicotico, uno scrittore reale, un’attrice reale, un mago sensitivo… Ma soprattutto c’è Leopoli, una città che attraversiamo soprattutto di notte, in cui accadono fatti strani.

Raggiunto l’angolo della propria via, di colpo l’aria trasparente dell’aurora perse l’abituale docilità. Al pari di un forte vento contrario, rallentò l’andatura disinvolta di Taras, trapassandogli il corpo con vibrazioni gelide e fastidiose, procurandogli uno smarrimento inatteso, impotente. (..) Dall’alto si diffusero moleste urla ridanciane di uccelli, un prepotente odore di mare gli colpì il naso facendolo starnutire. (..) Il suo umore peggiorò di colpo. Si sentì un peso dentro. 137

Jimi Hendrix a Leopoli, pag. 137

Jimi Hendrix a Leopoli, (romanzo pubblicato nel 2014), ci porta in quella che viene considerata la città più occidentale del paese – a pochi chilometri dal confine con la Polonia – non solo per questioni geografiche ma anche culturali. Leopoli è una città mitteleuropea, multietnica, dal passato polacco, poi asburgico, poi di nuovo polacco, dal 1939 al 1991 sovietico, e dal presente ucraino. Lungo il romanzo, Kurkov mantiene in sottofondo le stratificazioni culturali e popolari che costituiscono l’ossatura identitaria della città. Viaggiando sulle strade insieme ai personaggi, godiamo delle architetture di stampo asburgico, ma vaghiamo anche su strade rovinate e piene di buche, fiancheggiate dagli edifici fatiscenti, tipici dello stile sovietico, che in particolare qui a Leopoli – città considerata troppo occidentale, come del resto tutta l’Ucraina – venivano realizzati in economia. Capita anche di imbattersi in file di senzatetto in attesa di ricevere un pasto dai volontari.

Succede che i nostri personaggi si imbattono in strani fenomeni: dai rubinetti esce acqua salata, nell’aria si annusa uno strano odore di iodio e di alghe, nel cielo volteggiano gabbiani infuriati che gridano “una grandinata di suoni”, i suicidi si moltiplicano… Che si tratti di una tempesta magnetica? Che la risposta vada ricercata nel passato geologico della zona, dove c’era il preistorico mare dei Carpazi, che ora sarebbe il fondale di un mare prosciugato?

La narrazione procede sulle orme dei due protagonisti principali, Alik e Taras, che ci vengono presentati nella loro quotidianità farcita di avvenimenti grotteschi, raccontati con humor e una certa dose di malcelata tenerezza, come è stato detto, ricorda molto lo stile dei Monty Python. Un mix divertente di kitsch e poesia, la verve della cultura pop e rimandi culturali più alti.

La scena iniziale si apre al cimitero principale della città, dove, come ogni anno, si ritrova un gruppo di hippie invecchiati per celebrare la memoria di Jimi Hendrix, il loro idolo di gioventù. Ma al raduno si presenta anche un ospite inaspettato, un ex capitano del Kgb, che negli anni di servizio era incaricato si sorvegliare gli hippie ma che condivide con loro l’ammirazione per la rockstar e che gli rivela un segreto impensabile. E qui conosciamo il primo dei protagonisti, Alik.

Lasciata questa scena, ci si imbatte nell’altro protagonista, Taras, un ragazzo un po’ squinternato che si guadagna la vita facendo espellere i calcoli renali ai clienti disposti ad aprire il portafoglio. Clienti polacchi che scarrozza di notte in auto sulle strade più malmesse della città, per ottenere il massimo delle vibrazioni che favoriscono l’operazione. A fine missione, ogni volta, si reca presso un cambiavalori in cui conosce una ragazza di cui prontamente si innamora.

Capitolo dopo capitolo, entrano in scena anche gli altri strambi personaggi e tra bevute di vodka, tagli di capelli, piccioni, scalini cigolanti, pesci nell’acquario e cactus, ci si avventura in discorsi filosofici sulla vita, sulla morte e si indaga sugli strani fenomeni che accadono in città. E alla fine si arriva a capire l’arcano ma …. non anticipo nulla, lascio a voi scoprirlo leggendo questo ritratto di una città in cui anche i miracoli possono accadere, purché si creda al potere dell’amore, della musica e dell’immaginazione. E oggi più che mai Leopoli spera di tornare ad essere la città che incontriamo nelle pagine del romanzo di Kurkov.

«In città ci sono centinaia di migliaia di infelici, una massa di anomalie e problemi, e in una sola notte vengono a capitarmi due persone felici! Penso che dovreste consultare un medico!»

Jimi Hendrix a Leopoli, pag. 316

Qui potete leggere l’incipit.

credits: wikicommons

Andrei Kurkov nasce il 23 aprile 1961 in un paese dell’area di Leningrado. Nel 1983 si laurea all’Accademia pedagogica di lingue straniere di Kiev, dove vive tuttora. E autore ucraino che scrive in russo. Kurkov si dedica alla scrittura fin da piccolissimo e ha un hobby particolare, collezionare cactus: a 12 anni possiede la settima collezione di cactus dell’Ucraina. Per un periodo lavora come giornalista, presta il servizio militare a Odessa e poi si occupa di cinema, sceneggiature e libri. E autore di numerosi romanzi e volumi per bambini tradotti in decine di lingue. Per i tipi della Keller editore ha pubblicato un importante reportage sull’Ucraina, Diari ucraini, e i romanzi Picnic sul ghiaccioIl vero controllore del popoloL’indomito pappagalloLa pallottola in cerca dell’eroe. Altri suoi romanzi sono in via di traduzione sempre per Keller editore.

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