«Le capita mai di avere l’impressione che quel che vedono i suoi occhi non sia ciò che vede la macchina?»
«Sempre», gli rispose con ovvietà. «I tuoi occhi non potranno mai vedere esattamente ciò che vede la macchina; e il suo occhio non potrà vedere quel che vedi tu».
«E chi vede davvero le cose come sono? Chi s’inganna?».
«Credo che nessuno s’inganni, ma che allo stesso tempo nessuno veda realmente le cose per come sono».

La fotografa degli spiriti, pag. 181

La fotografa degli spiriti, di Desy Icardi, Fazi 2022, pp. 360

Scritto con il consueto stile scorrevole e accattivante, con ironia e molta umanità, il nuovo romanzo di Desy Icardi è una piacevole conferma.

La trama si sviluppa seguendo due storie in parallelo – a capitoli alterni – che, come è intuibile fin dall’inizio, convergeranno nel finale, come suggerisce l’indizio posto all’inizio del romanzo.

Siamo nei primi anni del Novecento, e facciamo conoscenza con monsù Bardella, fotografo e sensale, che batte le campagne piemontesi in cerca di giovinette da maritare per procura con emigrati che hanno lasciato il Piemonte per cercare fortuna in Argentina. Il suo mestiere ufficiale, quello di fotografo, gli permette di scattare ritratti da inviare ai suoi committenti affinché valutino le ragazze, e allo stesso tempo, durante i viaggi in piroscafo per accompagnare le fanciulle in Argentina, di operare come fotografo di bordo.

Facendo leva sulle misere condizioni in cui i contadini vivono nelle campagne, prospetta matrimoni di convenienza, perché, a suo dire, i promessi sposi sono tutti benestanti e cercano moglie tra le fanciulle piemontesi che reputano più virtuose delle argentine. In realtà, come poi scopriranno le ragazze una volta in viaggio, molti dei futuri mariti non sono ricchi, semplicemente hanno bisogno di una moglie per ottenere le sovvenzioni statali, e, a distanza, possono anche non temere di essere visti per ciò che in realtà sono. Le famiglie delle ragazze vedono questa operazione come un doppio vantaggio: una bocca in meno da sfamare che, anzi, potrà inviare denaro quando sarà la ricca sposa di un proprietario terriero. E pazienza se le ragazze non sono d’accordo.

Parallelamente, seguiamo la vita del giovane avvocato Edmondo Ferro (il “lettore centenario” incontrato ne La biblioteca dei sussurri); avvocato non per vocazione ma per tradizione di famiglia, tira avanti nel pregiato studio dei Ferro, vessato dallo scorbutico zio che, a causa della sua passione per i romanzi, lo ritiene uno scansafatiche. A dargli manforte c’è la cugina Eloisa, lei sì che vorrebbe praticare la professione di avvocato: infatti si fa dare da Edmondo le pratiche legali più spinose e gliele prepara a puntino, pronte per essere discusse in tribunale. In quegli anni, infatti, tra le tante cose che non erano permesse alle donne, c’era anche la professione forense ed Eloisa è dunque costretta a tale sotterfugi. Edmondo ha anche un caro amico, Raimondo, aspirante giornalista di successo visto che la carriera forense si è rivelata, per lui, un insuccesso. Raimondo ha avuto con Eloisa una storia d’amore che però è naufragata. Edmondo vive lo studio come una seccatura che si interpone con il suo grande desiderio di dedicarsi ai libri che lo richiamano dagli scaffali delle librerie e i cui titoli annota su un quaderno (tantissime le citazioni di libri).

Ripose il quaderno degli sguardi nella tasca interna della giacca e riprese la sua marcia. Ora quel taccuino gli sembrava molto più pesante di prima: era quel nuovo titolo ad aumentarne a dismisura il peso, l’ennesimo libro che avrebbe atteso che giungesse il suo turno. Non tutti i libri, purtroppo, attendevano con pazienza: alcuni scalpitavano come cavalli da corsa al canapo di partenza, e il romanzo di Zola sembrava uno di quelli.

La fotografa degli spiriti, pag.68

L’amico Raimondo sta cercando di mettere a segno uno scoop che faccia decollare la sua notorietà come giornalista e chiede ad Edmondo di aiutarlo a smascherare quella che ritiene una truffa. Nei salotti dell’alta borghesia torinese si tengono delle vere e proprie sedute spiritiche – molto in voga in quegli anni -; in particolare, nella magione della contessa Székely ( che ha persino un suo ritratto eseguito dal grande Giovanni Boldini appeso in un salone) stanno facendo parlare di sé alcune medium trattate come dive e spesso accompagnate da fotografi che si dicono in grado di immortalare gli spiriti dell’aldilà. Raimondo, con l’aiuto dell’avvocato Ferro è deciso a smascherare questa lucrosa attività, anche se ciò comporterà qualche rischio.

Intanto, nelle campagne Bardella mette insieme il gruppo di giovani spose da traghettare oltre oceano; tra di esse ci sono Nerina, una ragazzona robusta e dalla lingua sciolta, due sorelle ex servette di una famiglia abbiente, e Pia, un’umile ragazza che, con la speranza di aiutare la propria famiglia e di salvare sua sorella, viene convinta ad accettare l’accordo. Facendo tappa ad Asti, a loro si aggiunge Anita Amerio, una ragazza orfana di cui il cugino vuole sbarazzarsi.

Durante il viaggio in treno verso Genova le ragazze iniziano a conoscersi: Nerina, dal carattere schietto e arguto, e Pia, sincera e ingenua, fanno subito amicizia tra loro e con Anita, mentre le sorelle si danno arie di superiorità. Per tutte, il viaggio è comunque una grande novità, dato che nessuna di loro si è mai allontanata troppo da casa. Quando si imbarcano sul piroscafo sanno che ciò che le aspetta potrebbe non corrispondere con quello che Bardella ha “venduto”, tuttavia cercano di guardare con fiducia al futuro. Pia viene scelta dal Bardella come sua assistente fotografa e questo le permette di girare anche in prima classe, dove il bel mondo sfoggia abiti e gioielli con cui vuole farsi fotografare. La ragazza scopre che l’arte della fotografia le piace molto e cerca di imparare tutto ciò che Bardella le insegna e che, come si vedrà, le tornerà molto utile nel futuro. Il viaggio per mare, però, riserverà a tutti una brutta sorpresa…

Intanto l’avvocato Ferro è alle prese con le beghe familiari che vedono protagonista la cugina Eloisa e la sua voglia di libertà. A seguito di una pratica assicurativa affidata allo studio, però, Edmondo dovrà partire per Genova, dove incontrerà una giovane fotografa che gli rapirà il cuore.

«Vedi Pia, la maggior parte delle persone vengono al mondo con un mestiere, un ruolo, un cammino già tracciato e, a parte rare eccezioni, questi poveretti non scopriranno mai ciò che potrebbe renderli felici. La loro sorte è triste ma comunque tollerabile, perché non sanno ciò che si perdono. Coloro che invece sono davvero da compatire sono quelli che hanno scoperto ciò che vorrebbero fare nella vita, ma debbono rinunciarvi. Io ho dovuto interrompere la scuola magistrale, ma non voglio rinunciare a fare la maestra: nelle valigie ho un mucchio di libri, e altri ancora me li farò spedire dalle mie compagne di scuola. Studierò in ogni momento libero, anche nel cuore della notte se sarà necessario, e appena avrò messo da parte i soldi per il biglietto di ritorno, rientrerò in Italia e sosterrò l’esame»

La fotografa degli spiriti, pag.167

Desy Icardi prosegue la sua serie di libri sui cinque sensi con un romanzo interamente dedicato alla vista e alla capacità di saper cogliere le occasioni. Al centro del racconto l’arte della fotografia in tutte le sue manifestazioni e una ragazza con una fervente curiosità, che sarà in grado di cambiare per sempre il corso della sua vita. La fotografa degli spiriti è una storia avvincente ed emozionante sull’importanza di trovare la propria strada inseguendo le passioni più vere.

Qui potete leggere l’incipit del romanzo.

Qui trovate la recensione de La biblioteca dei sussurri.

Nata a Torino, città in cui vive e lavora, Desy Icardi è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora in teatro anche in qualità di autrice e regista.