Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Bonavia

INCIPIT

Di nuovo sul luogo del delitto, disse a se stesso. Se i pensieri fossero visibili, sarebbe un inferno! Lei era seduta accanto a lui. Pensierosa e assente. Il taxi svoltò nella ripida via Mikó, in direzione della fortezza. Le chiome appena fiorite degli alberi con la loro ombra proteggevano dal sole insolitamente caldo di aprile. «Qui da qualche parte ha vissuto Sándor Márai» disse lui pentendosi subito per aver pronunciato quella frase. Lei gli rivolse uno sguardo tagliente. «E allora? Chi sarebbe questo Sándor Márai?» «Uno scrittore ungherese …» «Non giapponese?» «Sì, fa’ la spiritosa! Due, anzi tre anni fa, ti ho dato da leggere il suo diario …» «Ah sì, me lo ricordo, un seccatore pazzesco. Uno simile a te, che ogni primo del mese sparisce da qualche parte, senza mai costruire nulla di concreto. Proprio come te!» «Non esagerare» rispose lui meccanicamente, pur sapendo che lei aveva ragione. Il taxi superò la salita e svoltò prima a destra, poi a sinistra passando davanti a una schiera di case con dei gerani alle finestre, seguite da ristoranti, caffè, negozi di souvenir. Attraverso gli ampi portoni si intravedevano i cortili interni. Il suo sguardo divorava ogni dettaglio. Marija percepiva la sua eccitazione. Era così ogni volta che arrivavano da qualche parte. Poteva persino indovinare i suoi pensieri: “Come sarebbe bello rifugiarsi in questo sogno, sprofondare in quel groviglio di magia e banalità, per sempre”.

Dragan Velikić

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