Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Canta, spirito, canta

INCIPIT

Io lo so com’è la morte, almeno credo. È qualcosa che potrei guardare in faccio: almeno credo. Quando Pop mi dice che gli serve il mio aiuto e vedo quel suo coltello nero infilato nella cintura dei pantaloni, lo seguo fuori di casa, e cerco di tenere la schiena dritta, le spalle aperte come un attaccapanni: è così che cammina Pop. Faccio finta sia tutto normale, quasi noioso, così Pop penserà che questi tredici anni me li sono guadagnati, così Pop penserà che sono pronto a fare quello che bisogna fare, separare le budella dai muscoli, gli organi dalle cavità. Pop deve sapere che posso coprirmi di sangue. Oggi è il mio compleanno. Tengo la porta così non sbatte, la accompagno piano verso il montante. Non voglio che Mam o Kayla si sveglino mentre non c’è nessuno in casa. Meglio se dormono. Meglio se mia sorella Kayla dorme, perché è piccola e le sere che Leonie va a lavorare si sveglia ogni ora, si mette a sedere sul letto e urla. Meglio se nonna Mam dorme, perché la chemio l’ha prosciugata e svuotata come fanno il sole e l’aria alle querce d’acqua. Pop si infila tra un albero e l’altro, dritto e magro e scuro come un giovane pino. Sputa nella terra rossa, polverosa, e il vento fa ondeggiare gli alberi. È freddo. La primavera è testarda quest’anno: la maggior parte dei giorni non lascia spazio al caldo. Il gelo ristagna come acqua in una vasca otturata. Ho lasciato la felpa col cappuccio sul pavimento in camera di Leonie, dove dormo anch’io, e la maglietta è leggera, però non mi sfrego le braccia. Se mi lascio spaventare dal freddo, chissà che faccia farò quando Pop taglia la gola alla capra. E Pop, visto che è Pop, se ne accorge sicuro, della mia faccia.

Jesmyn Ward

post

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: