Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Eravamo dei grandissimi

INCIPIT

So una filastrocca. La canticchio tra me e me quando la testa comincia a giocarmi strani scherzi. Credo che la cantassimo da bambini saltellando da un rettangolo di gesso all’altro, ma può essere che me la sia inventata o l’abbia soltanto sognata. Certe volte la recito in silenzio, solo muovendo le labbra, altre mi metto a canticchiarla e nemmeno me ne accorgo perché mi ballano in testa i ricordi, no, non dei ricordi qualsiasi, ma quelli dopo la magnifica caduta del Muro, quando siamo, come dire … venuti in contatto. In contatto con tutte quelle auto colorate, con la birra Holsten e lo Jägermeister. All’epoca avevamo quindici anni, la Holsten Pilsener era troppo amara e quindi, almeno nel bere, eravamo conservatori. Leipziger Premium Pils. Costava anche meno perché ce la procuravamo direttamente nel cortile della fabbrica, la Leipziger Premium Brauerei. In genere di notte. Il birrificio era il fulcro del quartiere e della nostra vita. L’origine di notti etiliche nel cimitero di periferia, di infinite orge vandaliche e di balli sui tetti delle macchine nella stagione della Bock, la birra forte. La Original Leipziger era una specie di fatina bionda che usciva dalla bottiglia, ci prendeva dolcemente per i capelli e ci issava oltre i muri, faceva volare le macchine e ci prestava il tappeto magico con cui schizzavamo via sputando in testa alla pula. Peccato che queste sonnamboliche notti volanti si concludessero nella maggior parte dei casi con l’atterraggio in una cella di ubriachi o nel corridoio del commissariato sud-est di polizia, ammanettati a un termosifone.

Clemens Meyer

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