Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Grande madre acqua

INCIPIT

Me lo assegnarono come compagno di fila. Che io sia maledetto, compagno di fila. Lo misero sotto la mia responsabilità, me lo caricarono sulle spalle. Ogni alunno esemplare era obbligato a prendere un cattivo compagno di fila sotto la propria responsabilità, Dico, esemplare, ho finito quasi per odiare il mondo intero a causa di questa parola. Un compagno esemplare, un pioniere esemplare, uno skoévets esemplare, un costruttore esemplare. Esemplare? Più che altro un rompiscatole. Era così, lo giuro. Era la primavera del 1946, la prima dopo la guerra. Da allora sono trascorsi mille anni. Non mi ricordo altro, solo il cattivo tempo, la neve. Una tempesta. Una tempesta di neve si era abbattuta sulla terra, ghiacciando gli alberi in fiore. All’improvviso era sceso il silenzio. I suoni della primavera, magnifici e innumerevoli, appena nati, erano svaniti; niente, niente restava di quella luce forte e bella. Il ghiaccio. Mi ricordo bene del ghiaccio perché portavo pantaloni corti, primaverili, confezionati con il tessuto italiano di una coperta variopinta. La neve mi arrivava alle ginocchia e calpestava ogni cosa col suo candore.

Živko Čingo

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