Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il pianoforte segreto

INCIPIT

Eccolo, è lì, in camera dei miei genitori. Occupa tutto lo spazio; la stanza è così piccola. I traslocatori hanno fatto una fatica pazzesca a farlo passare dalla porta, si sono fermati più volte, sudando come fontane. Incuriositi, i nostri vicini hanno sfilato uno dopo l’altro nel cortile per sbirciare dalla finestra, per vedere cosa stava succedendo. Finalmente è al suo posto. Liberato dei panni sporchi che lo avvolgevano, compare. Dalla paura mi rifugio dietro a una sedia. Mia madre gli si avvicina, gli ruota intorno, lo guarda, lo esamina. Ne solleva il coperchio, lasciando apparire un nome: Robinson. L’avorio della tastiera sprigiona un bagliore pallido che anima la penombra della stanza. Mia madre lascia scorrere le dita, appena qualche secondo, sui piccoli tasti gialli. Una melodia fuoriesce dal mobile, si innalza nella stanza. L’oggetto parla! Ma non faccio in tempo ad abbozzare un sorriso, che mia madre ritira la mano e richiude il coperchio. La voce misteriosa tace. Mia madre si gira verso di noi e sospira. «Come sono felice!» Non so cosa sia un pianoforte. Ho poco più di tre anni e non ho mai visto niente di simile. Mi incuriosisce. Mi domando da dove provenga quell’oggetto che parla quando lo tocchi. È strano, ma mia madre non lo suona mai. Ogni mattina lo spolvera, comincia da lì le faccende domestiche.

Zhu Xiao-Mei

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