Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il regno delle ultime possibilità

INCIPIT

Avevano entrambi cinquant’anni quando si trasferirono in Massachusetts, stabilendosi in una cittadina a pochi chilometri a nord di Boston. Come era successo a molti altri in tutto il paese, di recente non avevano avuto fortuna. Il deficit di bilancio dello Stato era costato a lei il posto di vicedirettrice del personale accademico in un grande campus della University of California, nella Sacramento Valley. L’anno prima del suo licenziamento, tutti, persino gli allenatori di football, erano stati costretti a congedi obbligatori, e le cose avevano preso una brutta piega quando il sindacato aveva dato la colpa del deficit alla “crescita sproporzionata del settore amministrativo”. Lei aveva fatto la sua parte nel negare l’incarico a un certo numero di professori, e molti membri della facoltà si rallegrarono quando l’amministrazione venne riorganizzata e lei ricevette l’avviso di licenziamento. Lui lavorava nel ramo edile. Era il genere di professionista che assumevi se avevi bisogno di realizzare qualcosa di minuto e delicato e potevi permetterti un lavoro a regola d’arte. Tuttavia, c’erano determinate cose di lui che bisognava tollerare. Andava e veniva a suo piacimento, e si portava dietro una piccola cassa Bose per ascoltare musica tutto il giorno. Non era uno di molte parole. Il fatto che stesse lavorando per te non significava necessariamente che avrebbe richiamato se gli telefonavi. Le persone disposte a sopportare queste stravaganze quando l’economia era florida si erano dimostrate molto meno comprensive dopo la crisi. Quando lasciarono la Sacramento Valley, lui ormai non lavorava da quasi sei mesi.

Steve Yarbrough

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