Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

La figlia unica

INCIPIT

Guardare un neonato mentre dorme significa contemplare la fragilità dell’essere umano. Sentire il suo respiro delicato e armonioso suscita un misto di calma e di sgomento. Osservo il neonato che ho davanti a me, la faccia distesa e polposa, il filo di latte che scorre da un angolo delle labbra, le palpebre perfette, e penso che ogni giorno uno dei bambini che dormono in tutte le culle del mondo smette di esistere. Si spegne senza fare rumore come una stella persa nell’universo, tra migliaia di altre che continuano a illuminare l’oscurità della notte, senza che la sua morte sconvolga nessuno eccetto i suoi parenti più stretti. Sua madre rimane sconsolata per tutta la vita, a volte anche suo padre. Gli altri lo accettano con una rassegnazione stupefacente. La morte di un bambino appena nato è una cosa talmente comune che non sorprende nessuno, ma come si può accettare quando si è toccati dalla bellezza di quell’essere intatto? Vedo questo neonato che dorme avvolto nella sua tutina verde, con il corpo completamente rilassato, la testa di lato sul piccolo guanciale bianco, e desidero che rimanga vivo, che nulla perturbi il suo sonno e neanche la sua vita, che tutti i pericoli del mondo stiano lontani da lui, e che il vento impetuoso delle catastrofi lo ignori nel suo passaggio distruttivo.

Guadalupe Nettel

Recensione

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