Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Lullaby Road

INCIPIT

Solo un silenzio fugace segnava il passaggio dall’estate all’inverno. Dopo aver vissuto nel cuore del deserto dello Utah gran parte dei miei quasi quarant’anni, di cui venti alla guida di un camion, ero giunto alla conclusione che di fatto esistevano solo due stagioni: una calda e ventosa, l’altra fredda e ventosa. Tutto il resto era solo una variazione sul tema. Una sera, sul tardi, mentre me ne stavo in dormiveglia nel mio letto, capii che quel silenzio significava che la stagione era cambiata. Mi piace pensare di saperne qualcosa, del silenzio. Il vero silenzio è più che assenza di suoni: è qualcosa che si percepisce. Qualche attimo prima un vento costante aveva disperso i rumori residui della sera – il motore di una macchina, le parole dei vicini dietro le porte chiuse, un cane che abbaiava da qualche parte – il solito frastuono ovattato delle vite intorno a me. Poi più nulla, niente di niente, come se il deserto e tutti quelli che lo abitavano fossero svaniti lasciandosi dietro solo un’incurante luce senza stelle. Alle quattro del mattino, quando iniziava la mia giornata lavorativa, l’inverno mi aspettava sulla soglia. Impiegai più tempo del solito ad arrivare al centro di smistamento e caricare il tir. Riuscii finalmente a mettermi in marcia molto dopo le cinque, guidando con prudenza tra la neve leggera e il ghiaccio nel buio che precedeva l’alba. Il riscaldamento era al massimo, ma il freddo aspro e secco rubava il calore dal corpo e screpolava la pelle, rendendola simile al fondale argilloso di un lago. L’ultima sosta della mia routine mattutina era il rifornimento di diesel. Dovevo essere arrivato con qualche minuto di anticipo o di ritardo e mi ero perso l’ora di punta, ammesso che ci fosse stata. Tutte le pompe del distributore erano vuote.

James Anderson

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