Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

L’università del crimine

INCIPIT

“Mia cara Tasia, ti trovi davanti a una lunga strada.”

“È una salita?”

Calliope studia con puntiglio la tazza. “No, non vedo una salita. Solo una strada lunga, con qualche difficoltà, ma alla fine vedo la luce… C’è qualcosa come un sole che sorge.” “Questo si addice meglio a tuo figlio che a te,” dice Arghirò a Tasia con un sorriso. E, infatti Tasia spiega ad Adriana: “Mio figlio ha fatto domanda a tre università, per insegnare alla facoltà di Biologia,” e si fa il segno della croce. “Ah, fammi la grazia, Madonna mia, che vengo a Tinos ad accenderti un cero.”

La conversazione sul futuro di Tasia e del figlio si svolge in una foresteria di Pàpingo. All’improvviso, una mattina, Adriana si è svegliata con la nostalgia delle sue radici epirote. Dato che veniamo entrambi dall’Epiro, mi ha subito contagiato. E così ci è venuto il desiderio di andare a visitare il patrio suolo. Da quando siamo andati via dall’Epiro ci siamo tornati solo due volte, per due funerali. Il primo è stato quello della madre di Adriana, e il secondo quello di mio padre. Entrambe le volte insieme a Caterina: la prima da neonata, la seconda da bambina già cresciutella. Questo, il pretesto del nostro viaggio a Pàpingo. Ora sono seduto nella sala da pranzo della foresteria “To Rodi” con quattro signore, una delle quali è mia moglie. La colazione è terminata, ma le signore hanno ordinato un altro caffè greco perché la signora Calliope legge i fondi.

Petros Markaris

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