Cerco di trovare una manifestazione che non abbia come obiettivo una semplice protesta, che non venga indetta per la difesa di diritti acquisiti, ma abbia un carattere costruttivo. (..) Per esempio, una manifestazione sulla drammatica situazione delle università e sugli enormi problemi dell’istruzione-media superiore con proposte serie per affrontarli. (..) Ai miei tempi, le manifestazioni si facevano per cambiare il regime, per abbattere lo stato di polizia, per avere maggiore democrazia… Oggi le manifestazioni e i cortei si fanno perché nulla sia cambiato. (pag. 265)

L’università del crimine, di Petros Markaris, La nave di Teseo 2018, traduzione di Andrea Di Gregorio

Petros Markaris scrive una nuova indagine del commissario Charitos: un caso spinoso con omicidi eccellenti – personaggi pubblici con ruoli in ambito politico e accademico – e rivendicazioni terroristiche. Due ministri, un viceministro, tutti docenti universitari prestati alla politica, vengono assassinati da un sedicente gruppo terroristico.

Gli omicidi vengono rivendicati attraverso i classici comunicati di stampo terroristico: le rivendicazioni fanno riferimento alle motivazioni per l’ingresso in politica dei giustiziati; ma ciò che manca è l’aspetto ideologico, tipico delle azioni terroristiche. Inoltre, le accuse rivolte ai giustiziati, appaiono incongruenti con le modalità con cui i tre personaggi pubblici vengono uccisi. Perché di solito i terroristi entrano in azione con bombe, mitra e pistole, mentre qui le vittime vengono uccise con veleno e coltellate.

Nei volantini si parla di “Alto tradimento”, e cioè del “vizio” diffuso tra i docenti universitari, di assumere incarichi politici salvo mantenere il proprio posto come docenti, al quale poi tornare a fine incarico. E questo in una situazione di grande precarietà all’interno degli atenei, a cui mancano i fondi per pagare gli stipendi ai docenti, in cui gli studenti sono lasciati a sé stessi, e molti corsi sono soppressi. 

Una situazione malvista sia dai professori che si mantengono fedeli alla propria missione legata all’insegnamento e all’impegno accademico, che tra gli studenti risentiti per le condizioni in cui sono costretti a formarsi, e sia dal personale amministrativo che critica il malcostume poiché anche tra loro i tagli alle risorse si fanno sentire.

Una bella grana per il commissario Charitos, anche perché la risonanza mediatica del caso è notevole. Il suo nuovo incarico come sostituto pro-tempore di Ghizas che va in pensione non poteva partire meglio…

Tra una cena a base di pietanze greche sfornate dalla moglie, un brindisi per la notizia che la figlia Caterina lo renderà nonno, e il traffico soffocante di Atene, il commissario si trova a dovere affrontare un’indagine insolita.

Naturalmente non vi dico molto di più della trama gialla per non rovinare la lettura. Posso dire che si tratta di una trama ben congegnata in cui la soluzione non è scontata, anzi, come ben dice il commissario, a volte le cose più semplici sono quelle che riservano le maggiori sorprese.

Atene università

 

 

Il romanzo è avvincente nel suo svolgimento, con una coerente costruzione e conduzione delle ipotesi di indagine, del quadro in cui maturano gli omicidi e delle ricerche di indizi. A mio parere, ciò che dà un’ulteriore forza alla trama, è l’aspetto sociologico, afferente alla realtà sociale, economica e lavorativa dell’ambito universitario. Marakis utilizza lo spunto giallo per offrire un quadro lucido e analitico delle difficoltà in cui le istituzioni universitarie versano nella Grecia attuale, colpita dalla crisi economica e sottoposta ad una deriva potenzialmente pericolosa. Una deriva che vede un significativo spostamento di obiettivi, un adeguamento, certo, rispetto all’attualità, che però nasconde insidie che nel lungo termine possono minare la natura stessa dei centri universitari, come Marakis dice, attraverso le parole di un professore emerito con cui il commissario si interfaccia per comprendere quale sia il clima all’interno delle facoltà.

Gli studiosi sono uomini e donne che vivono nelle biblioteche, studiano e producono lavoro scientifico. Gli intellettuali sono specialisti in generalizzazioni e, soprattutto, sono convinti di possedere un sapere esteso a tutto lo scibile umano. Gli studiosi hanno conoscenze, gli intellettuali hanno opinioni che amano esprimere in ogni occasione. (pag. 199-200)

Non perdetevi l’altra indagine del commissario Charitos, “Il tempo dell’ipocrisia“.

Petros Markaris è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui L’eternità e un giorno, Palma d’oro a Cannes nel 1998. I romanzi con protagonista il commissario Kostas Charitos hanno incontrato un grande successo di lettori. Presso La nave di Teseo ha pubblicato L’assassinio di un immortale (2016), I labirinti di Atene (nuova edizione 2017), Il prezzo dei soldi (2017), La lunga estate calda del commissario Charitos (nuova edizione 2017), Io e il commissario Charitos (nuova edizione 2018) e L’università del crimine (2018).

Qui potete leggere l’incipit.