Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Oggi avrei preferito non incontrarmi

INCIPIT

Sono convocata. Giovedì alle dieci in punto. Vengo convocata sempre più spesso: martedì alle dieci in punto, sabato alle dieci in punto, mercoledì o lunedì. Come se gli anni fossero una settimana, mi stupisco che dopo la tarda estate già ritorni l’inverno. Lungo la strada verso la fermata del tram ci sono di nuovo i cespugli dalle bacche bianche che pendono attraverso i recinti. Come bottoni di madreperla cuciti sul fondo, forse fin dentro alla terra, o come palline di pane. Per essere bianche teste di uccelli che volgono i becchi sono troppo piccole, eppure non posso fare a meno di pensare a bianche teste di uccelli. C’è da farsi venire le vertigini. Preferisco pensare alla neve che picchietta l’erba, ma così si è perduti, e pensare al gesso fa venire sonno. Il tram non ha orari fissi. A me sembra che avanzi frusciando, a meno che non siano i pioppi dalle foglie dure. Sta già arrivando, oggi vuole prendermi subito con sé. Mi sono ripromessa di far salire prima l’anziano col cappello di paglia. Quando sono arrivata lui era già alla fermata, chissà da quanto tempo. Decrepito di certo non lo è, ma sottile come la sua ombra, ingobbito e spento. Dentro ai pantaloni non ha sedere né fianchi, solo sulle ginocchia si sono formati dei rigonfiamenti. Ma se in questo preciso istante, ora che la porta della carrozza si apre, lui deve sputare a terra, allora salgo prima io. Quasi tutti i sedili sono liberi e lui li perlustra con gli occhi e poi si ferma. Possibile che le persone così vecchie non siano stanche e non si riservino di starsene in piedi là dove là dove non ci si può sedere. A volte le senti dire: Al cimitero si starà sdraiati abbastanza. Ma non pensano affatto alla morte, e hanno ragione. Non è mai successo che rispettasse i turni, anche i giovani muoiono. Quando non devo stare in piedi, io mi siedo sempre. Viaggiare su un sedile è come camminare seduti. L’uomo mi squadra, in questa carrozza vuota te ne accorgi subito. Non ho la testa sgombra per parlare, altrimenti gli chiederei cosa c’è da osservare in me.

Herta Müller

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