Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Storia di Roque Rey

INCIPIT

Muove le dita dei piedi. Dita lunghe, storte, dalla unghie spesse. Le muove sulla sabbia sporca, godendosi la sensazione di fresco al tatto, la brezza della sera che arriva dal fiume e che gli fa il solletico sulla pelle indurita. Muove le dita dei piedi ma senza guardarle. Quello che guarda, con apprensione, amore, sollievo e tristezza, sono le scarpe che ha accanto a sé. Sono scarpe nere e vecchie, dalla punta arrotondata, screpolate dall’uso ma curate da una lustratura quotidiana. Roque Rey guarda le scarpe e non sa bene che cosa dovrebbe pensare, che cosa potrebbe dire in un momento simile. Perché il problema è che l’uomo che è diventato sa che momenti simili non esistono. Roque Rey è un uomo sulla quarantina, alto e biondo, che sa che ci sono momenti che non esistono ma che sa, pure, che ci sono decisioni che possono essere prese soltanto in quei momenti. È un uomo dai movimenti compassati e sicuri, che indossa vestiti chiari, puliti e ordinari, e che si è appena tolto le scarpe. La cura, la delicatezza con cui le ha appoggiate sulla radice contorta del salice che gli fa ombra, rivela che quelle scarpe non sono scarpe qualsiasi. E nemmeno il gesto. Le scarpe sono uniche e lo è, anche, l’atto di togliersele.

Ricardo Romero

post

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: