Dove si ferma il mare 

Sopra il mare asfaltato un uccello bianco come un fantasma
annusa la riva qual faro si ferma proprio
a sinistra dove incontrammo una morte accidentale
sul mare asfaltato c’è ancora un aratro spezzato
cent’anni col precipizio di una lapide
ridipingono i nostri nomi
sul bordo del tavolo di roccia rossa siamo visti a pranzo
acqua di mare il falò di aghi di pino verde smeraldo riscalda lo scheletro
mostra tutti i denti corrosi dalla ruggine danza
la punta aguzza del tempietto viene mescolata a questa notte di ogni agosto
pioggia tempestosa lettura obbligatoria nella lezione della morte
nei cimiteri cinesi i pini respirano così come crescono
ma il vento cambia tranquillo la direzione della giornata
l’aratro va avanti e indietro fino alla fine del campo
verde fertile libro di agosto
la vita semina i semi dei morti
la notte tutte le stelle viaggiano in un pozzo di giada
per tutta l’estate leggi una biografia
l’ombra del pino è immersa nell’acqua
una sedia piena d’acqua è incisa in un bassorilievo
il mare lontano va in collera da solo
canti di uccelli inondano il cielo quasi non cantassero
leggi come se non avessi letto niente
c’è solo l’arte che scuote un pomeriggio e lo rende nero

Yang Lian è nato a Berna, in Svizzera nel 1955, da funzionari statali cinesi impiegati presso l’ambasciata. A due anni è tornato in Cina con la famiglia; i suoi genitori gli hanno trasmesso il loro amore per la letteratura. Ha iniziato a comporre poesie all’età di vent’anni, dopo un lungo viaggio compiuto nelle provincie più remote della Cina e dove ha lavorato: esperienza che lo ha profondamente segnato. Il suo esordio artistico avviene all’interno di un gruppo di giovani poeti underground già noto in Cina e presente in influenti riviste di politica e letteratura durante il “Democracy-Wall Movement”. Nel 1986 Yang Lian compie un lungo viaggio in Europa e ad Hong Kong, al ritorno dal quale fonda assieme a Mang Ke il gruppo di poeti Xincunzhe (I sopravvissuti) e l’omonima rivista. Nel febbraio del 1989 si reca in Nuova Zelanda, ad Auckland, dove si trova anche il poeta Gu Cheng. Entrambi seguono gli avvenimenti di Piazza Tienanmen e condannano pubblicamente le scelte del governo cinese: viene dichiarato persona non grata e inizia così per Yang Lian un esilio in vari Paesi; vive a Londra dal 1997. Ha pubblicato molte raccolte di poesie, libri di prosa e saggi. Vincitore del Premio internazionale di poesia «Flaiano» (Italia, 1999), spesso presente con le sue letture in Italia. Tra le sue opere più famose tradotte in inglese: «Yi», (Green Integer, Usa, 2002); «Concentric Circles», (Bloodaxe Books, Uk, 2005) e «Riding Pisces: Poems From Five  Collections» (Shearsman Books, Uk, 2008); «Lee Valley Poems». In Italia è stato pubblicato il suo volume «Dove si ferma il mare», a cura di Claudia Pozzana (Libri Scheiwiller, 2004) attualmente indisponibile, e sue opere sono presenti nell’antologia «Nuovi poeti cinesi», a cura di Claudia Pozzana e Alessandro Russo (Einaudi,1996). Negli ultimi anni, grazie a un diverso clima ideologico e culturale, Yang Lian è ritornato più volte in Cina, dove le sue opere sono state pubblicate con grande rilievo. Yang Lian è  considerato il più grande poeta cinese vivente.

 

 

La proposizione del corvo

nella lingua dei corvi ogni mattino muore un’altra volta
con le tenebre i corvi esibiscono luce
tombe verdi di nuovo calpestate
la foresta mostra il suo profilo
la carne dei morti ingrassa nei pini
ma orecchie sottili e trasparenti di notte stanno appese su tutti i rami
il silenzio dopo la morte vi risveglia di soprassalto
solo da morti ascoltate in una testa ripugnante
come il pensiero fa il raccolto della tempesta
testa che puntuale spia nelle stanze da letto scoppiando a ridere
arrogante quanto un carceriere calvo
corvo ben avvolto nell’uniforme presa in prestito dalla notte
ancora più nudo
doratura sugli scritti dell’estate
le tenere manine che lente camminano sull’erba si strappano le unghie una ad una
i vostri libri di testo sono stampati in sogno
vanno a scuola nel sonno piumati dalla testa ai piedi
nuotano ascoltano l’acqua del fiume
scavare nel corpo una grotta più bianca della luce
di nuovo da ciò che non si riesce a sentire alte grida spaventose.

 

cina, una donna e un bambino  seduti su un divano nel cortile de
Foto di Ottavio Tomasini