Ricardo Emilio Piglia Renzi è nato a Adrogué, Argentina, nel 1941. Dopo la caduta di Perón (1955), suo padre, che era un suo sostenitore, si trasferì con la famiglia da Adrogué, nella provincia di Buenos Aires, a Mar del Plata. Piglia studiò Storia presso l’Università Nazionale di La Plata, città dove visse fino al 1965. Dopodiché lavorò per un decennio in un editoriale di Buenos Aires dirigendo la Serie Negra, famosa collezione di polizia che diffuse Dashiell Hammett, Raymond Chandler, David Goodis e Horace McCoy.

«Ho iniziato a leggere polizieschi quasi come una deviazione naturale del mio interesse per la letteratura degli Stati Uniti. Uno legge Fitzgerald, Faulkner e poi trova rapidamente Hammett o David Goodis. Più tardi, tra il 1968 e il 1976, leggevo polizieschi per necessità professionale, dato che gestivo una collana», ha detto in una intervista.

Da quanto ha dichiarato, è dall’età di 18 anni che legge Faulkner. Ha iniziato con La mansión poi per anni ha continuato con altre opere: «Penso che quello che mi impressiona di più di Faulkner è l’autonomia che narra». Però i suoi riferimenti sono molto diversi (in Respiración artificial fa battute sul ‘linguaggio faulkneriano’ degli scrittori). Nelle sue fonti di ispirazione sono presenti molti scrittori statunitensi, ma ci sono anche altri come Kafka, Musil, ecc. E, naturalmente, tutta la migliore letteratura argentina.

Piglia ha osservato che, visto a posteriori, sono due le poetiche che lo hanno influenzato: quella che si basa sull’oralità, apparentemente «popolare», arrivata a una specie di tensione espressiva, come João Guimarães Rosa o Juan Rulfo. E quella di «avanguardia» che lavora con l’idea che lo stile è popolare: come per James Joyce o Manuel Puig, per esempio.

Piglia ha vissuto negli Stati Uniti dove ha insegnato in varie università, tra queste fu professore all’università di Princeton e in quella di Harvard, dove ha insegnato per una quindicina di anni. Nonostante si fosse stabilito in quel paese nel quale aveva pure casa, nel dicembre 2011 preferì tornare in Argentina: al seguito di questo rimpatrio a Buenos Aires iniziò a scrivere il romanzo El camino de Ida, caratterizzato da elementi autobiografici, che fu pubblicato dall’editoriale spagnola Anagramma nell’anno 2013.

Ricardo Piglia ha scritto anche diverse sceneggiature per il cinema. Si è spento a Buenos Aires nel 2017.

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Pochi giorni prima di morire, Cesare Pavese scrisse alla sorella Maria: «State bene. Io sto bene, come un pesce nel ghiaccio». Da questa riga di Pavese prende il titolo uno dei più celebri racconti dell’argentino Ricardo Piglia, che attraverso il suo alter ego Emilio Renzi racconta una storia d’amore, di letteratura e di morte. Intrecciando finzione, citazioni dall’opera di Pavese e la solita maestria nel plasmare la materia metaletteraria, Piglia accompagna il lettore in un viaggio che ripercorre gli ultimi giorni di vita del grande autore piemontese, e insieme traccia la dolorosa lotta di Renzi, che cerca invano di dimenticare un amore ormai finito. Una chicca per appassionati o un primo, luminoso, ingresso nel geniale dedalo che è l’opera di Ricardo Piglia.

«Un pesce nel ghiaccio» è tratto dal volume L’invasione (SUR, 2015)

Piglia_Linvasione

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, L’invasione è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa, unite a trame dallo spunto storico, personaggi memorabili e perdenti. Tra questi, appare per la prima volta lo scrittore Emilio Renzi, protagonista di altre opere di Piglia, qui in fuga dal fantasma di una donna e in cerca di quello di Cesare Pavese (il racconto di cui sopra). L’invasione rappresenta, come tutta l’opera dell’autore, un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina. Il libro si apre con una prefazione dell’autore.

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Soldi bruciati racconta la vera storia di una rapina avvenuta a Buenos Aires nel 1965: in combutta con alcuni politici e poliziotti, una banda di malviventi assalta un furgone portavalori. Qualcosa va storto e il piano finisce in un bagno di sangue. A quel punto i ladri fuggono in Uruguay con l’intero bottino, scatenando una caccia all’uomo che si concluderà con un vero e proprio assedio in un appartamento di Montevideo. A oltre trent’anni di distanza, Ricardo Piglia ricostruisce l’accaduto nei minimi dettagli – grazie a interviste, testimonianze, documenti giudiziari, registrazioni segrete –, con la maestria di chi da sempre gioca con ogni materiale a disposizione per trasformarlo in letteratura. Così, i protagonisti di un evento di cronaca si fanno personaggi letterari, ognuno a suo modo indelebile. Conosciamo quindi Malito e il Cuervo Mereles, il terribile commissario Silva e i due «gemelli» che sono l’anima della banda e del romanzo: il Gaucho Dorda e il Nene Brignone – amici, fratelli, amanti.

Come lo stesso autore afferma nell’epilogo alla prima edizione (1997), Soldi bruciati è «la versione argentina di una tragedia greca», in cui il giornalismo investigativo cede il passo a un’avvincente storia fatta di violenza e d’amore, di tradimenti e di resistenza, nella quale il confine tra bene e male si fa più labile a ogni pagina.

Piglia_RespirazioneArtificiale

Respirazione artificiale è uno dei pochi grandi capolavori pubblicati in Argentina durante gli anni della dittatura: un libro che Piglia costruisce come una potente metafora politica e metaletteraria; intricato come un poliziesco e appassionante quanto una storia familiare.

Marcelo Maggi è un oscuro professore di provincia dal passato alquanto torbido. In anni politicamente difficili sta scrivendo un libro scomodo: immaginando che potrà averne dei problemi, si mette in contatto con il nipote, Emilio Renzi, per consegnargli il suo archivio di documenti, ma la corrispondenza tra i due si interrompe senza un motivo. Renzi tenta quindi di scoprire che fine abbia fatto lo zio e, in una lunga notte d’attesa, incontra una serie di personaggi memorabili che lo aiutano a ricomporre il puzzle della vita e del lavoro di Maggi.

Con la sapienza di un Faulkner e un ritmo che ricorda Raymond Chandler, Piglia conduce il lettore in quella che il New York Times ha definito «un’esperienza intellettuale indimenticabile».

Piglia bersaglio notturno

Bersaglio notturno è un thriller letterario, appassionante e sofisticato. I fatti si svolgono nel 1972, nella provincia di Buenos Aires, quella che Piglia chiama la “pampa umida”, un anno prima del ritorno di Perón in Argentina. Tony Durán, un dandy mulatto, un forestiero nato a Portorico ed educato come un nordamericano nel New Jersey, approda in una piccola cittadina di provincia. Il motivo apparente del suo arrivo è la sua relazione con Ada e Sofía Belladonna, sorelle gemelle, figlie di una delle principali famiglie del luogo. Durán le ha conosciute ad Atlantic City, lì hanno vissuto un felice ménage à trois, e le ha seguite in Argentina, dove poi viene trovato morto nella sua stanza d’albergo in circostanze misteriose. Incaricato dell’indagine è il vecchio commissario Croce, dotato di un intuito quasi sovrannaturale. Da Buenos Aires arriva anche Emilio Renzi, personaggio ricorrente nei romanzi di Piglia, come inviato speciale di un quotidiano per riferire degli avvenimenti delittuosi della cittadina. Situato nell’impassibile paesaggio della pianura argentina, Bersaglio notturno è un romanzo giallo ma anche un racconto che intreccia archeologie familiari, che narra la vita di uno di quei paesini di campagna, chiusi come pollai, isolati da tutto, dove la gente delira un po’ per non morire di noia.

Piglia solo per ida brown

Emilio Renzi, docente argentino di Letteratura inglese, viene invitato a trascorrere un semestre alla Taylor University, vicino a New York. Lì conosce studenti brillanti, cattedratici impegnati in bizzarre ricerche, barboni che sembrano vecchi saggi e soprattutto Ida, un’insegnante che diventerà la sua amante. Il suo soggiorno nel campus è da subito disseminato di fatti inquietanti, e quando Ida muore in un incidente stradale – in circostanze simili ad altri incidenti recenti –, la polizia ipotizza un’azione di un gruppo terrorista.
Ma chi era Ida, allora? E chi c’è dietro a quegli incidenti?
Ispirato alle vicende di Unabomber, Solo per Ida Brown è un romanzo d’autore con la struttura di un noir. Ci sono un cadavere, un mistero e la ricerca della verità, ma anche la letteratura e la feroce critica al divenire degli Stati Uniti.

“Ricardo Piglia indaga la meccanica della fascinazione per la violenza, con riferimenti a Conrad e Thoreau.” Alberto Manguel, “El País”

Piglia_Lacittàassente

Facendo ricerche per un articolo, Junior si imbatte in un mistero che turba l’intera città: un museo e la strana macchina che vi è custodita. Si tratta di un generatore di storie, progettato dal grande Macedonio Fernández, nelle quali si delinea una cartografia alternativa di Buenos Aires. Ambientato in un futuro che assomiglia al passato recente della storia argentina, il romanzo gioca con i generi letterari unendo poliziesco, fantascienza e storia d’amore. Con grande maestria e uno stile impeccabile, Piglia costruisce una complessa narrazione che rende La città assente una delle migliori sfide della letteratura contemporanea.

Piglia_ICasiDelCommissarioCroce

Nell’ultimo libro scritto prima di morire, Ricardo Piglia si diverte a ripercorrere in maniera originale la storia politica, civile e letteraria dell’Argentina. Lo fa inventandosi un outsider, il commissario Croce, già protagonista di Bersaglio notturno, che in questi dodici racconti vediamo in epoche e situazioni differenti, all’inizio della sua carriera o nei panni di un pensionato che non riesce a fare a meno di indagare. Ma sempre con accanto il cane Cuzco e i compagni di bevute dell’emporio dei Madariaga.

I casi sono basati a volte su leggende metropolitane (come l’episodio in cui Croce deve sventare la diffusione di un film porno interpretato da una giovanissima Evita Perón) a volte su fatti realmente accaduti, come le disavventure del marinaio jugoslavo Sandor Pesic che, non parlando una parola di spagnolo, non sa difendersi dall’ingiusta condanna per l’omicidio di una prostituta. 

Non c’è quasi mai un colpevole da smascherare o un delitto da punire: queste storie (in cui Piglia si diverte a far apparire alcuni dei suoi eroi letterari, da Borges a Conan Doyle all’Astrologo protagonista dei Sette pazzi di Arlt) sono divertenti intrecci fra il racconto poliziesco e l’apologo morale, tra la cronaca nera e le vicende passionali di provincia: godibili avventure che ci sfidano con lo humour e l’intelligenza del grande intrattenimento.

Vi segnalo questo interessantissimo articolo di Cristian Vázquez.