Scrivo per comunicare perché la scrittura è il modo in cui riesco a far passare delle cose attraverso di me, delle cose che magari vengono a me dalla cultura che mi circonda, dalla vita, dall’esperienza, dalla letteratura che mi ha preceduto, a cui do quel tanto di personale che hanno tutte le esperienze che passano attraverso una persona umana e poi tornano in circolazione. È per questo che scrivo. Per farmi strumento di qualcosa che è certamente più grande di me e che è il modo in cui gli uomini guardano, commentano, giudicano, esprimono il mondo: farlo passare attraverso di me e rimetterlo in circolazione. Questo è uno dei tanti modi con cui una civiltà, una cultura, una società vive assimilando esperienze e rimettendole in circolazione.

Ogni tanto sento la necessità impellente di tornare ai vecchi amori, di sentirmi al sicuro tra pagine sagge…ecco, oggi va così.

Appartengo a quella parte dell’umanità che passa gran parte delle sue ore di veglia in un mondo fatto di righe orizzontali: un mondo che può essere molto ricco, magari ancor più ricco di quello non scritto, ma che comunque richiede un aggiustamento speciale per situarsi al suo interno. Quando mi stacco dal mondo scritto per ritrovare il mio posto nell’altro, in quello che usiamo chiamare il mondo, fatto di tre dimensioni, cinque sensi, popolato da miliardi di nostri simili, questo equivale per me ogni volta a ripetere il trauma della nascita.

Mondo scritto e mondo non scritto, Italo Calvino
Il volume è un silloge di testi non narrativi di Italo Calvino: articoli apparsi su riviste e quotidiani, interventi a congressi, interviste, introduzioni, cataloghi, lettere… testi eterogenei per forma ma compatti per i temi trattati: dalla riflessione sul rapporto con il lettore al problema del tradurre, al legame con la tradizione e l’avanguardia, annotazioni sulla lettura, sull’editoria, sul fantastico, sulla scienza e sull’antropologia.

I buoni propositi (1952)

Personaggi e nomi (1952)

Mancata fortuna del romanzo italiano (1953)

Le sorti del romanzo (1956)

Questioni sul realismo (1957)

Risposte a 9 domande sul romanzo (1959): qui troviamo una delle migliori definizioni di cosa sia un romanzo: un’opera narrativa fruibile e significante su molti piani che si intersecano.

La tematica industriale (1962)

Sul tradurre (1963)

Lettera di uno scrittore ‘minore’ (1968)

Letteratura a sedere (1970)

Furti ad arte (conversazione con Tullio Pericoli) – 1980

Tradurre è il vero modo di leggere un testo (1982)

Letteratura e potere (su un saggio di Asor Rosa) – 1983

Gli ultimi fuochi (1983): “Il Gruppo 63”

Mondo scritto e mondo non scritto (1983)

Il libro, i libri (1984)

Appunti per una collana di ricerca morale (1960)

Un progetto di rivista (1970)

Una nuova collana: i ‘Centopagine’ Einaudi (1971)

La ‘Biblioteca romantica’ Mondadori (1981)

I cavalieri del Gral (1981)

Racconti fantastici dell’Ottocento (1983)

Sette fiaschi di lacrime (1984)

Il fantastico nella letteratura italiana (1984)

Notturno italiano (1984)

La foresta genealogica (1976)

I modelli cosmologici (1976)

Montezuma e Cortés (1976)

Cannibali e re di Marvin Harris (1980)

Carlo Ginzburg, Spie, radici di un paradigma indiziario (1980)

Arnold Van Gennep, i riti di passaggio (1981)

Lungo viaggio al centro del cervello di Renato e Rosellina Balbi (1981)

Turbare l’universo di Freeman Dyson (1981)

Giovanni Godoli, Il Sole. Storia di una stella (1982)

Saggi sull’amore di Ortega y Gasset (1982)

Lo sguardo da lontano di Claude Lévi-Strauss (1983)

Pietro Redondi, Galileo eretico (1983)

Postfazione: La forma dei desideri – L’idea di letteratura di Calvino di Mario Barenghi