Casida delle colombe oscure

Sui rami dell’alloro

vidi due colombe oscure.

Una era il sole,

l’altra la luna.

«Vicine», dissi:

«dov’è il mio sepolcro?»

«Nella mia coda», disse il sole.

«Nella mia gola», disse la luna.

E io che camminavo

con la terra alla cintola

vidi due aquile candide

e una ragazza nuda.

Una era l’altra

e la ragazza nessuno.

«Aquile», dissi:

«dov’è la mia tomba?»

«Nella mia coda», disse il sole.

«Nella mia gola», disse la luna.

Sui rami dell’alloro

vidi due colombe nude,

una era l’altra

e tutte e due nessuno.

Claudio_GuillenDi questa Casida esistono diverse varianti, anche col titolo Canzone; in effetti richiama molto la poesia popolare, le filastrocche dove spesso ricorrono dei non sense. Non a caso la poesia è dedicata proprio ad un bambino, “A Claudio Guillén bambino in Siviglia“: si tratta del figlio del poeta Jorge Guillén, appartenente alla Generazione del 27 e amico di Lorca. Claudio, nato a Parigi, visse i suoi primi anni tra Francia, Spagna e Stati Uniti e quando era in Spagna, fu allievo di Francisco García Lorca, il fratello di Federico. Cresciuto negli USA, divenne professore nelle più prestigiose università e rimase in contatto col mondo culturale spagnolo, tra chi era esiliato dal franchismo.

Tornando alla Casida, possiamo dire che aleggia questo andamento tipico del non sense (influenza del surrealismo) o della fiaba, dove gli animali parlano e cambiano le loro identità. Le colombe oscure simboleggiano l’erotismo travagliato che pervade un po’ tutto il canzoniere, come nella Casida de la rosa (vedi post), così come negli undici Sonetos del amor oscuro; c’è tutto il dissidio interiore di Lorca che  non riesce a vivere la sua identità sessuale in maniera scoperta (ricordate le lettere da New York?), o che quando lo fa, è travolto dalla delusione e dalla amarezza. Ma non è solo questo, nel senso che Lorca guardava all’amore come esperienza senza limiti, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Testo originale:

Casida de la palomas oscuras

Por las ramas del laurel

vi dos palomas oscuras.

La una era el sol,

la otra la luna.

«Vecinitas», les dije,

«¿dónde está mi sepultura?»

«En mi cola», dijo el sol.

«En mi garganta», dijo la luna.

Y yo que estaba caminando

con la tierra por la cintura

vi dos águilas de nieve

y una muchacha desnuda.

La una era la otra

y la muchacha era ninguna.

«Aguilitas», les dije,

«¿dónde está mi sepultura?»

«En mi cola», dijo el sol.

«En mi garganta», dijo la luna.

Por las ramas del laurel

vi dos palomas desnudas.

La una era la otra

y las dos eran ninguna.

Nota: Nella foto in copertina, Federico con sua sorella, la piccola Isabel