«Non ci avevo mai pensato, ma immagino che noi vediamo solo questo lato della luna, non è vero? Il lato con la faccia del vecchio triste».

«Non sappiamo com’è l’altro lato, il lato oscuro. Sappiamo che c’è, ma non lo vediamo mai».

«Proprio come certe persone». Grip mosse su e giù le palpebre e poi abbassò il tono della voce. «Con i loro lati oscuri ben nascosti».

La ragazza che dormì con Dio, di Val Brelinski, Nutrimenti editore, traduzione di Sandro Ristori, illustrazione in copertina di Alessandro Gottardo

Brelinski particolare copertinaÈ difficile da credere ma questo è un romanzo d’esordio. Dopo avere letto l’ultima riga delle quattrocento pagine che compongono questo appassionato libro, si fatica a pensarlo: c’è dentro una storia profonda di legami familiari, di conflitti e gesti d’amore che si pagano a caro prezzo, di amicizie insolite, complicate dalla stretta aderenza alla fede religiosa che condiziona le vite dei componenti di una famiglia a tal punto da incrinare ogni sicurezza. Ci sono domande profonde sul senso della vita, a cui si risponde con certezze derivanti dalla fede o con dubbi che scaturiscono dallo sguardo ingenuo e indagatore di una adolescente. Ci sono scelte e decisioni che cambiano irrimediabilmente le vite.

Brelinski fotoVal Brelinski ha vissuto in una famiglia e in una comunità profondamente religiose; per scrivere questo romanzo ha molto attinto dalla sua esperienza personale e familiare, riuscendo così a dare una grande profondità e concretezza ai personaggi che incontriamo nella storia. Personaggi che escono fuori dalle pagine e assumono fisionomie reali, con i loro comportamenti fallibili e molto umani, al di là del bene e del male. Per certi versi – ma non voglio fare alcun paragone – è vicina alla narrativa di Miriam Toews, con cui condivide sicuramente l’essere cresciuta in zone rurali, dove la fede è l’aspetto cruciale della vita.

Veniamo alla storia.

Jory Quanbeck è una ragazzina di quattordici anni che vive in Idaho negli anni Settanta, nella cittadina di Arco, circondata da campi coltivati, allevamenti di bestiame e con la presenza di una comunità fortemente religiosa, di cui la sua famiglia fa parte.

“Funzionava così.

Non ci si poteva fare il bagno insieme ai maschi, non si poteva andare al circo o al bowling, non si giocava né a biliardo né a carte (a parte Uno), non si ballava. Niente cinema, niente trucco, niente buchi alle orecchie o gioielli vistosi, o vestiario immodesto di qualsiasi tipo. Gli uomini dovevano portare i capelli corti, le donne lunghi. E il concetto di GIOIA era riassunto nella formula: Gesù In Ogni Istante Amerò.”

E la sfilza di divieti e obblighi continua come una lunga litania. Jory vive con il padre, astronomo e insegnante e la madre, casalinga, oltre alla sorella maggiore Grace – diciassettenne – e alla più piccola Frances; frequentano la chiesa, le scuole religiose e si intrattengono solo con chi condivide la loro fede. Il padre è il perno attorno a cui ruota la famiglia: una presenza forte come una grande quercia, che bilancia il carattere fragile e volubile della madre; è a lui che le ragazze guardano per cercare sicurezza e comprensione, così come per rispondere – soprattutto Jory – ai momenti di inquietudine.

Le loro vite subiscono uno sconvolgimento quando Grace – che vive in piena consapevolezza e dedizione la chiamata della fede – torna da un viaggio missionario in Messico, in attesa di un figlio che lei dichiara essere figlio di Dio. Un evento che scardina tutte le relazioni familiari: il padre cerca di trovare delle soluzioni che gli appaiono razionali, mentre sono in realtà la risposta emotiva ad un evento che non si riesce a fare rientrare nella morale della comunità; la madre crolla incapace di accettare che sua figlia possa avere concepito “nel peccato” un figlio. Anche se i loro rapporti, come si vedrà nel prosieguo, avevano già registrato delle incrinature. Jory ha una mentalità più critica rispetto a tutti i dogmi e gli insegnamenti che ha ricevuto, e riesce a guardare oltre la morale e soprattutto vorrebbe aiutare la sorella a vivere con dignità questo evento.

La soluzione che il padre mette in atto è quella di nascondere le figlie agli occhi della società, e della moglie, confinandole a vivere in una casa persa nella campagna, con una unica vicina: nessuno deve sapere della condizione di Grace e Jory dovrà sacrificarsi, cambiando scuola e perdendo di vista le sue amiche, per rimanere vicina alla sorella.

Brelinski citazioneMa come scopriremo leggendo, questa soluzione in realtà sarà la causa scatenante di una serie di eventi che, come un sasso che rotola giù dalla montagna, trascina tutto con sé, inesorabilmente e tragicamente. Tutto sarà duramente messo alla prova: la fede, l’amore dei genitori per le figlie così come quello delle ragazze per loro, il timido affacciarsi alla vita di Jory, adolescente alle prese con una realtà totalmente diversa da come era abituata, nella nuova scuola pubblica in cui il padre la costringe ad iscriversi, la maternità innocente di Grace. Soprattutto sarà la vita di Grace ad essere devastata dall’ingerenza del padre, dal suo tentativo di mettere a tacere qualsiasi maldicenza e di nascondere una situazione, anziché affrontarla pensando ai sentimenti della figlia. La figura del padre è, per me, il personaggio che apre più interrogativi: se da un lato è chiaro il sentimento d’amore per le figlie e la profonda dimensione religiosa, dall’altro è difficile capire come possa assoggettarsi così ciecamente alla morale. Appare un po’ come un uomo che pensa di essere saggio e lungimirante, mentre non si rende conto di fare prevalere le apparenze sui rapporti veri della propria vita. Credo che nella metafora finale dell’explicit, molti dubbi possano trovare delle risposte.

Jory ha un amico, Grip, l’uomo dei gelati: un rapporto strano e bello, tenero e incomprensibile, sbilanciato dal fatto che Grip è un uomo di venticinque anni con un passato non chiaro e Jory una ragazzina di quattrodici. Eppure è lui l’unico che si sforza di starle vicino, che la ascolta e la consola, oltre alla signora Kleinfelter, l’anziana vicina, libera da pregiudizi e teneramente affezionata a Jory. Un rapporto, con l’uomo, che però subirà un brusco cambiamento quando la presenza di Grace non sarà più indifferente a Grip. Il suo ruolo nelle vite delle ragazze modificherà gli equilibri, generando fratture difficili da sanare.

Non dirò di più sulla trama perché sia una vera scoperta, come lo è stata per me mentre, pagina dopo pagina, senza riuscire ad interrompere la lettura, mi avventuravo nelle vite dei personaggi. Una scrittura pulita, tersa, efficace; un perfetto equilibrio tra distacco e partecipazione, una prosa capace di tenere in scacco il lettore, ignaro di cosa accadrà nel capitolo successivo.

È, questa, una di quelle letture che attirano come una calamita, che creano suspence senza tergiversare: non ci sono spazi vuoti, è tutto saturo e denso, come lo sono le vite tormentate dei protagonisti.

Bellissime anche le descrizioni ambientali, nelle quali Brelinski riesce a fare vedere al lettore la scena che descrive, a fargli sentire gli odori, così come il freddo pungente dell’inverno durante la nevicata, e il caldo afoso dell’estate. Una scrittura ricca e precisa, che riesce ad attribuire senza ridondanze senso ad ogni scena che descrive.

Copio il link all’editore:

http://www.nutrimenti.net/libro.asp?lib=413

L’incipit potete leggerlo qui.