Come ormai saprete, la lingua che sarà sotto i riflettori del Salone del Libro di Torino quest’anno è lo spagnolo. In questi giorni ho dato un’occhiata ai cataloghi di alcuni editori per vedere quali novità (e non) si offrono al lettore soprattutto riguardo all’area ispanoamericana, per arrivare al Salone con già qualche titolo sottomano.

Sono partita da due case editrici che hanno un nutrito catalogo di autori ispanoamericani.

Edicola CE logo

https://www.edicolaed.com/

Avevo già parlato di questa casa editrice; una casa editrice “garibaldina”, che come l’eroe dei due mondi vive e pubblica tra Italia e Cile. Nasce a Santiago a fine 2013 e dal 2015 ha una sede anche a Ortona, proprio nell’edicola di famiglia dove tutto ha avuto inizio. Sono sicuramente i più specializzati e hanno un catalogo di tutto rispetto che include autori di grande interesse, vi consiglio di fare un giro. Fresco di stampa, sarà anche presentato al salone:

Klaus e Adler Zweig sono fratelli e condividono la stessa infanzia a Berlino, la stessa intimità con l’acqua, lo stesso vuoto lasciato dalla morte dei genitori e persino l’amore per la stessa donna. Sebbene abbiano preso strade diverse, ora si trovano entrambi in un momento di stallo: Adler è al tramonto della sua carriera di nuotatore olimpico, Klaus assiste impotente allo sgretolarsi della propria famiglia. Fino a quando la prospettiva di un incontro a Criacuervo, nel pieno deserto colombiano, offre ai due fratelli la possibilità di riconciliarsi con un passato di conflitti.

Tradotto per la prima volta in Italia, lo scrittore colombiano Orlando E. Benedetti ci regala un romanzo potente, che scorre veloce e inarrestabile come un fiume in piena: attraverso una narrazione vigorosa e al tempo stesso delicata, queste pagine raccontano il sentiero dei destini interrotti e il tentativo disperato di trovare un senso alla strada che abbiamo scelto di seguire, ricordandoci che anche nel più arido dei deserti è possibile annegare.

Nelle mie prossime letture ho:

Nel 1869, il giovane naturalista piemontese Federico Sacco parte da Genova alla volta del Cile, con l’obiettivo di compiere una prima esplorazione delle selvagge terre della Patagonia, fino ad allora pressoché sconosciute. Tre anni dopo, i membri della Società Geografica Italiana che aveva finanziato la spedizione si riuniscono per valutare l’interesse accademico del diario di Sacco, unica traccia rimasta dell’esploratore misteriosamente scomparso.

Attraverso il racconto del proprio viaggio, il protagonista del romanzo Ultima Esperanza accompagna il lettore in un’avventura ai confini del mondo, tra coraggiosi indios, colonizzatori senza scrupoli e folli idealisti. La fine dell’esploratore è avvolta nell’enigma originato dalle sue incredibili scoperte, ma il ritrovamento del suo diario aprirà le porte di un territorio capace di esercitare un’inesauribile forza d’attrazione e la cui sanguinosa storia non deve essere dimenticata.

Per i Racconti, vi segnalo la raccolta che ho da poco recensito “Fratello cervo” di Juan Pablo Roncone.

L’altro editore che annovera svariati titoli è Edizioni SUR:

 

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SUR è una casa editrice indipendente nata nel 2011, che pubblica autori di oggi e classici contemporanei. Inizialmente specializzata solo in letteratura latinoamericana, da fine 2015 propone, con la collana BIG SUR, anche traduzioni di narrativa e saggistica dall’inglese.

Dal loro catalogo potete pescare a piene mani. Trovate i grandi nomi, come Bolaño, Cortázar, Puig, Onetti. Vi segnalo due libri di autori argentini.

«Scopre molto presto che niente gli interessa più di leggere. Legge tutto quello che può, tutto quello che trova. Legge anche quello che non capisce». Così si apre Trance, il libro che Alan Pauls dedica alla lettura.

Affidandosi alla terza persona, l’autore gioca con i generi creando un glossario – sull’esempio di Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso – che è al tempo stesso di spunto romanzesco: la storia di una passione compulsiva, ostinata, smisurata. Per il narratore, leggere non è che un vizio, una pratica militante della quale non può fare a meno: a tutti gli effetti una dipendenza.

Ogni voce del glossario ci svela, in ordine alfabetico-sentimentale, una delle tante manie del lettore protagonista, o uno scrittore che gli sta particolarmente a cuore, o un libro che ha segnato irrimediabilmente il suo percorso: da Proust, a Bolaño, allo strutturalismo; dalla meraviglia di far innamorare una ragazza leggendole qualche pagina, alla passione per i viaggi in aereo dove – confinato per ore in uno spazio microscopico – l’autore trova il suo habitat naturale per dedicarsi alla lettura. Senza rinunciare a una prosa raffinata e avvolgente, in questo libro Alan Pauls ci appare non solo in veste di scrittore, ma come un lettore in stato di trance che trova nella scrittura l’occasione di continuare a leggere per sempre.

Fuori la luce dei lampioni e dentro le note di un tango, fumo di sigarette, fruscio di gonne e cappelli: in questo volume Muñoz e Sampayo ci catapultano nell’atmosfera inconfondibile dell’Argentina degli anni Trenta, confermando il loro talento nel raccontare la musicalità di un mito – in questo caso Carlos Gardel, il più grande cantante di tango di tutti i tempi – attraverso immagini e parole. Non una semplice biografia a fumetti, ma una vera e propria indagine sulla vita di uno dei personaggi più ambigui, misteriosi e universali della storia argentina, che serve ai due autori per riflettere, al tempo stesso, sull’identità nazionale di un paese da sempre crocevia di mille culture.

Muñoz e Sampayo immaginano un animato talk show televisivo in cui si discute di Gardel come dell’«argentino ideale». Da questa cornice narrativa si dipana quindi un racconto fatto in parti uguali di fedeli ricostruzioni storiche ed episodi inventati, dando vita a una carrellata di figure memorabili, ora divertenti ora grottesche, che ci restituiscono la storia avvincente di un’icona della cultura argentina. Di Gardel ripercorriamo così le origini incerte, l’amore per la madre, la voce inconfondibile – divenuta poi Patrimonio dell’Umanità –, e ancora il rapporto con la politica, gli amori e le amicizie, il cinema e la scoperta degli Stati Uniti, fino alla tragica morte in un incidente aereo: una narrazione in cui parole e disegni si intrecciano a ricostruire un ultimo tango struggente.

Oltre a questi due editori, naturalmente, ce ne sono molti che pur non avendo una specializzazione negli autori ispanoamericani, presentano libri interessanti.

Come ad esempio:

EXORMA_Ed_FACEBOOK

 

http://www.exormaedizioni.com/

Vi segnalo due libri che mi attirano molto.

Un professore di etnolinguistica, Giuseppe Montefiori, da qualche tempo ha un’ossessione che non lo lascia dormire. Racconta ai suoi allievi che in una zona remota tra la Patagonia e la pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua che si credeva scomparsa (l’idioma degli indios günün a künä). I due custodi di quella lingua però, Bartolo e Casilda, non si rivolgono la parola da tanti anni, per via di una lite amorosa che hanno avuto da giovani. Da allora quella lingua se la tengono stretta nella testa. Come fare per impedire che si perda per sempre? Annibale, allievo del professor Montefiori, decide allora di raggiungere Kahualkan, un piccolo villaggio in mezzo alla pampa, alla ricerca dei due indios. Proverà a metterli insieme, registrare una loro conversazione e recuperare così quel che si può di quell’idioma magico e ancestrale.

Il Boga, un tagliatore di giunchi con gli «occhi da pesce moribondo», che conduce una vita sedentaria e monotona, decide dopo la morte del Viejo di avventurarsi sul fiume con una piccola barca sgangherata. Sono l’acqua, il vento, l’andirivieni tra i canneti a scandire le stagioni; il suo vagare silenzioso e solitario lo porta a sentire «quella specie di rumore che nasce nei luoghi da lungo tempo disabitati» e a scoprire un’umanità remota e sospesa. Il fiume «a conti fatti, sembra diabolicamente astuto e torvo, e perfino crudele», una specie di demone arbitrario che governa i destini di esseri duri e taciturni che vivono pescando e raccogliendo giunchi. Gente che mangia gallette rafferme e pesce che sa di fango e ama più i cani che gli uomini.

Il Boga giorno dopo giorno perde interesse per qualsiasi altra cosa che non sia questo vagare seguendo i suoi pesci. Quello che accade sembra niente ma è il tutto, il dipanarsi di una vita: fatti minimi che riempiono i giorni e incontri violenti con personaggi oscuri in mezzo a isole dal profilo illusorio, sopra un fiume che somiglia all’eternità. «Se ne stava lì, schiacciato contro il tavolato, ansimando. Mise la mano destra sul braccio ferito e sentì che si inumidiva, e poi vide il sangue, denso e scuro […]».

 

 

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http://www.marcosymarcos.com/libri/

Anche nel catalogo di Marcos y Marcos potete scegliere libri interessanti. Eccone tre.

Mistral Canto-che-amavi_web

Forte, idealista, concreta, Gabriela Mistral è stata la prima donna sudamericana a vincere un Nobel.
In Cile, suo paese d’origine, e in tutto il continente sudamericano, è celebre come Pablo Neruda, suo amico e corrispondente. La sua poesia è limpida e sferzante come l’acqua. È musicale e avvolgente.
Parlando di natura, amore, miseria, felicità, mare, eternità, assume un senso politico autentico e profondo.
Questa edizione propone il meglio delle sue poesie, con testo spagnolo a fronte, nell’intensa traduzione di Matteo Lefèvre, che restituisce intatto il ritmo e la suggestione della sua voce.

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È il 23 di aprile, giornata mondiale del libro, celebrata gloriosamente a Barcellona.
Dalle 5:55 alle 23:59, il tempo scorre in fretta, scandito da capitoli brevi e fulminanti.
In un’atmosfera frenetica e festosa, tra banchetti di libri e di rose, maratone di lettura, dirette radiofoniche, feste alternative e feste ufficiali, seguiamo le mosse dell’assassino, di una giovanissima interprete spaesata, di un editore disincantato, di un appassionato di giochi che segue alla lettera gli insegnamenti dell’Uomo dei dadi di Luke Rhinehart, di uno scrittore che vede la trama del suo romanzo realizzarsi pericolosamente nella realtà.
Si ride e si sorride parecchio, ma attenzione a non farci distrarre: come diceva Edgar Allan Poe, il posto migliore per nascondere qualcosa è in piena vista, e la soluzione del mistero potrebbe essere sotto il nostro naso… teniamo gli occhi aperti!

L’autore Màrius Serra è catalano.

Vi segnalo anche un libro pubblicato nel 2016, dell’autrice cubana Mylene Fernández Pintado:

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Davanti agli occhi l’oceano dell’Avana che risplende; nel cuore il peso di una vita che non decolla.
Marian insegna all’università, ma tiepidamente; i rapporti sporadici con l’ex marito sono bocconi che non nutrono.
È un libro a far scoccare la scintilla: incaricata di scriverne la prefazione, Marian ha incontri tempestosi con Daniel, scrittore vulcanico, seducente e di quindici anni più giovane.
Il fuoco che divampa è travolgente, annulla differenza d’età, dubbi, reputazione, appuntamenti mancati.
Stesi sul pavimento fresco a bere granita dopo aver fatto l’amore, Daniel e Marian sono vicinissimi, eppure tutto un oceano li separa: l’Atlantico che Daniel le propone di attraversare insieme, con il sogno di un mondo migliore.
Marian cammina lungo il Malecón, fra il traffico e le onde, su quella terra che sente sua.
Seguire un sogno di superlativi immaginari, un amore sbilenco, o abbracciare la sua Cuba, dissestata eppure splendida di natura e di storia, e trarne la forza per cambiare la realtà presente?

Nello scenario memorabile della grande rivoluzione caraibica, una donna guarda negli occhi i suoi fantasmi e ritrova finalmente se stessa.

 

Per ora è tutto! Buone letture e buon Salone a tutti!