Una storia dal ritmo serrato, una ricerca di redenzione ambientata nella “Amsterdam svizzera” dei primi anni 2000. Il giovane Gionata si trova incastrato tra i pericoli di una vita al limite della legalità e il riaffiorare di un segreto che pensava di aver sepolto per sempre. Mentre rischia di finire in guai seri, dovrà scegliere se affrontare i fantasmi del passato o lasciarsi trascinare in un vortice senza via d’uscita. Sullo sfondo, una Lugano inconsuetamente noir.

Dopo Silenzi, che si è aggiudicato il Premio Leggimontagna 2020 e che sta per uscire anche in Francia, Luca Brunoni torna con un appassionante romanzo dal ritmo serrato: Indelebile. Una storia di errori e conseguenze, un racconto intimo e universale in cui il giovane protagonista cerca la propria redenzione facendo a pugni con le ferite indelebili che porta con sé. Indelebile, terzo romanzo di Brunoni, è in libreria da lunedì 17 maggio, pubblicato da Gabriele Capelli Editore.


La vicenda si consuma nei primi anni 2000, in una Lugano inconsuetamente noir che ai tempi veniva definita la “Amsterdam svizzera”, tra campetti di periferia, appartamenti arrangiati e catene di montaggio. Gionata, poco più che ventenne, vive di un lavoro saltuario in fabbrica, piccoli traffici illegali e il rifiuto di guardare al futuro: ha deciso di non avere progetti.
Dopo un’adolescenza segnata da momenti difficili, era riuscito a raggiungere l’età adulta e la fiducia con il primo importante viaggio con gli amici, il servizio militare, l’università. Ma in pochi istanti tutto si è sfaldato e lui ha cominciato a osservare la propria vita come uno spettatore.
Quando ritrova una ragazza persa di vista da tempo e decide di aiutarla, un segreto che pensava di avere sepolto per sempre torna violentemente a chiedere il conto: mentre gli “affari” vanno a rotoli e rischia di finire in guai seri, Gionata dovrà scegliere se affrontare il passato e prendere in mano la propria esistenza o lasciarsi trascinare in un vortice senza via d’uscita.


Spiega l’autore Luca Brunoni:

“Indelebile è una sorta di ‘noir esistenziale’, sotto la superficie di una trama veloce e cinematografica nasconde un lato introspettivo. È una storia inventata, costruita però su ricordi ed esperienze che per me sono ancora vividi, indelebili. Un’opportunità per confrontarmi con una scrittura più intima, nella quale frammenti autobiografici trovano spazio in un racconto universale. Ho cercato di utilizzare un immaginario e una voce legati alla mia generazione per parlare anche alle altre, più giovani o più vecchie. Può bastare un solo attimo, un solo errore per segnare un’esistenza e questo
romanzo è un’esortazione ad affrontare le proprie ferite e a curare i legami con gli altri”.

Le mie recensioni:

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