L’autunno ha già fatto sentire la sua voce con temporali roboanti e piogge a secchiate, come la bufera in cui mi sono trovata tornando a Milano dalla Toscana, precisamente tra Livorno e Pisa, dove il vento faceva dondolare l’auto e il tergicristallo era totalmente inutile. Per fortuna ha vestito anche un abito più mite, leggero come le nebbioline del mattino sui campi in pianura, e le nuvole innocue in cima alle colline. Ottobre è il mese della vendemmia, si colgono le olive per fare l’olio, si va in cerca di castagne e funghi; insomma, in questo mese dalle cinquanta sfumature tra il giallo e il rosso, passando per l’arancio, ci sono molte cose da fare, ma di certo non si può rinunciare ai momenti di relax in compagnia di un libro e di una comoda poltrona.

Ecco allora i miei dieci suggerimenti per scovare la lettura che fa al caso vostro.

Per chi ama l’arte, i vagabondaggi metropolitani alla scoperta dei luoghi in cui gli artisti si sono ispirati:

L’anima delle città, di Jan Brokken, Iperborea editore

La Parigi di Satie, la Amsterdam di Mahler, la Bologna di Morandi, la Cagliari di Eva Mameli Calvino e tante altre. Storie, ritratti d’artista, reportage, in una sentimentale flâneurie metropolitana dall’autore di Anime baltiche e Bagliori a San Pietroburgo, dal 13 ottobre in libreria per Iperborea.

Bibliofilo, esploratore, flâneur, avventuriero, esteta, fine osservatore, paziente ascoltatore, turista. Jan Brokken ha dedicato la vita a inseguire le sue passioni: arte, poesia, musica, architettura. Ma soprattutto è uno scrittore che ha messo il suo prodigioso talento ritrattistico al servizio dei grandi uomini e delle grandi donne che di queste arti sono stati i massimi interpreti del Novecento. In un viaggio attraverso il tempo e i continenti, Brokken accompagna il lettore a passeggio tra le vie, le strade, le case che li hanno ispirati. La Bologna di Giorgio Morandi, la Venezia di Giovanni Bellini alla ricerca del rilegatore Paolo Olbi, la Düsseldorf dell’artista Joseph Beuys, la Parigi del compositore Erik Satie. Ad Amsterdam sulle tracce di Mahler, fino a Cagliari alla scoperta di Eva Mameli Calvino – madre di Italo – illustre naturalista e prima donna a dirigere un Giardino botanico in Italia. È sempre da un particolare, da un dettaglio spesso sfuggito ai biografi, dall’osservazione di uno scorcio, che Brokken riesce a infondere vita nuova e un itinerario inconsueto a strade già battute. Un compendio di brevi storie, tra il reportage e l’acquerello, che fanno capire il legame indissolubile tra la creazione e il luogo dove si origina e insieme vanno a ripercorrere un’educazione artistica e sentimentale.

Pola/Pula, Istria, Croazia

Per chi vuole leggere storie ambientate tra l’Istria e i Balcani, ho due romanzi must-read:

Il quaderno scomparso a Vinkovci, di Dragan Velikić, Keller Editore

I giardini profumati, i colori e le voci dell’Istria, il dialetto fiumano, le storie dell’orologiaio Malesa che un tempo riparava gli apparecchi di Tito, i fili della vita della greca Lisetta e ancora luoghi, paesi, città (Pola, Spalato, Belgrado, Trieste, Salonicco, solo per citarne alcune), alberghi, ferrovie che non esistono più, famiglie distrutte e persone scomparse. Sono i punti di una mappa che pagina dopo pagina Dragan Velikić riporta in vita e fissa su carta in questo romanzo in grado di trasformare un piccolo universo famigliare nello specchio della storia dei Balcani e dell’Istria. Al centro la figura della madre dell’autore che era solita registrare meticolosamente su un quaderno i fatti e i luoghi della propria vita. La sua scomparsa diventa il motore di un meccanismo narrativo, di una polifonia di voci che Velikić orchestra con maestria confermandosi uno degli autori balcanici più significativi della sua generazione. (la mia recensione)

La mia casa altrove, di Federica Marzi, Bottega Errante Editore

Due storie apparentemente parallele, destinate invece ad incrociarsi durante un’estate: la giovane Amila, bosniaca e profuga a Trieste a causa delle guerre balcaniche degli anni Novanta, e Norina, anziana italiana istriana, arrivata a Bristie, vicino a Trieste, durante l’esodo degli anni Cinquanta. Col respiro della saga familiare e l’ampiezza di una pagina di Storia, questo romanzo prende per mano il lettore e lo tiene saldo fino all’ultima pagina. (la mia recensione)

Per chi ama i romanzi in cui il protagonista fa il bilancio della propria vita, le gallerie di personaggi, l’ironia e un pizzico di malinconia:

I rondoni, di Fernando Aramburu, Guanda Editore

Il nuovo e straordinario romanzo di Fernando Aramburu dopo il successo internazionale di Patria.

Toni, un insegnante di liceo in collera col mondo, decide di porre fine alla propria vita. Meticoloso e sereno, ha scelto la data: di lì a un anno. Fino ad allora, ogni sera scriverà, nell’appartamento che divide con la cagnolina Pepa e con una raccolta di libri da cui inizia gradualmente a separarsi, una cronaca personale, cinica e disincantata, ma non per questo meno tenera e spiritosa. Cerca, in questo modo, di capire le ragioni della propria decisione radicale, di analizzare ogni minimo dettaglio intimo della propria esistenza, di confrontarsi con il proprio passato e le tante vicende quotidiane di una Spagna politicamente travagliata. Appariranno, sezionati con un bisturi implacabile, i genitori, un fratello che non sopporta, l’ex moglie Amalia, dalla quale non riesce a staccarsi, e il figlio problematico Nikita; ma anche il mordace amico Bellagamba e un’inaspettata fiamma di gioventù. E, nel susseguirsi degli episodi amorosi e famigliari di questa avvincente costellazione umana, Toni, uomo disorientato che tenta di comprendere e accettare i propri fallimenti, infonde, paradossalmente, un’indimenticabile lezione di vita.

Per chi sta vivendo la propria inquieta giovinezza, o per chi ce l’ha alle spalle ma ancora ne ha nostalgia:

Atti di un mancato addio, di Giorgio Ghiotti, Hacca Edizioni

I protagonisti di questa storia – Massi, Cecchi, Giulio, Trottola, Roberta e Mastino, ragazzi appena affacciati all’età adulta – crescono come fanno i lupi, oscillando tra l’istinto del branco e il bisogno di solitudine. Esistenze appena sbocciate fatte dei sogni puri e violenti della giovinezza. Finché Giulio, un giorno, scompare, e ognuno di loro sarà costretto a mettere in pausa la propria vita e, solo per un attimo abbacinante, provare a cercarlo, almeno nella memoria.

Un romanzo che è fitto dialogo tra luoghi geografici e interiori, tra l’impulso allo schianto e la paralisi che prende alle gambe, alle labbra, esplorando il tentativo di riconciliazione con la perdita: il tempo delle ricerche diviene un viaggio a ritroso, un’indagine attorno all’amato – al corpo assente dell’amato – che riporta alla luce fantasmi verissimi e paure antiche. Così, lo spazio dell’attesa si sfilaccia a poco a poco in immagini e sequenze, in ricordi sempre meno nitidi e per ciò salvifici.

Atti di un mancato addio è una storia fatta di giovinezza l’attimo prima che questa sfiorisca; di presenze comprese attraverso le mancanze; di sacrifici necessari perché qualcosa si compia e la vita accada.

Per chi è o è stata una ragazza anticonvenzionale, pronta a difendere la propria libertà di scelta:

Oliva Denaro, di Viola Ardone, Einaudi Editore

La colpa e il desiderio di essere liberi in un romanzo di struggente bellezza.
Dopo lo straordinario successo de Il treno dei bambini, Viola Ardone torna con un’intensa storia di formazione.
Quella di una ragazza che vuole essere libera in un’epoca in cui nascere donna è una condanna. Un personaggio femminile incantevole, che è impossibile non amare. Un rapporto fra padre e figlia osservato con una delicatezza e una profondità che commuovono.

(la mia recensione)

«Io non lo so se sono favorevole al matrimonio. Per questo in strada vado sempre di corsa: il respiro dei maschi è come il soffio di un mantice che ha mani e può arrivare a toccare le carni».

È il 1960, Oliva Denaro ha quindici anni, abita in un paesino della Sicilia e fin da piccola sa – glielo ripete ossessivamente la madre – che «la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia». Le piace studiare e imparare parole difficili, correre «a scattafiato», copiare di nascosto su un quaderno i volti delle stelle del cinema (anche se i film non può andare a vederli, perché «fanno venire i grilli per la testa»), cercare le lumache con il padre, tirare pietre con la fionda a chi schernisce il suo amico Saro. Non le piace invece l’idea di avere «il marchese», perché da quel momento in poi queste cose non potrà più farle, e dovrà difendersi dai maschi per arrivare intatta al matrimonio. Quando il tacito sistema di oppressione femminile in cui vive la costringe ad accettare un abuso, Oliva si ribella e oppone il proprio diritto di scelta, pagando il prezzo di quel no. Viola Ardone sa trasformare magnificamente la Storia in storia raccontando le contraddizioni dell’amore, tra padri e figlie, tra madri e figlie, e l’ambiguità del desiderio, che lusinga e spaventa, soprattutto se è imposto con la forza. La sua scrittura scandaglia la violenza dei ruoli sociali, che riguarda tutti, uomini compresi. Se Oliva Denaro è un personaggio indimenticabile, quel suo padre silenzioso, che la lascia decidere, con tutto lo smarrimento che dover decidere implica per lei, è una delle figure maschili più toccanti della recente narrativa italiana.

Per chi ama il romanzo ottocentesco, trasposto nell’attuale società, e per chi è legato alla campagna:

Una bestia in Paradiso, di Cécile Coulon, Edizioni E/O

Dall’autrice di Tre stagioni di tempesta, il romanzo vincitore del Prix littéraire del giornale Le Monde nel 2019.

Émilienne vive in Paradiso. Così si chiama la fattoria dove, rimasta vedova, tira su da sola i due nipotini, Blanche e Gabriel, che hanno perso i genitori in un incidente automobilistico. Le stagioni si susseguono e i bambini crescono, fino all’arrivo dell’adolescenza e, con essa, il primo amore di Blanche, un amore che devasta ogni cosa al suo passaggio. Si chiama Alexandre e assieme a Blanche conoscono una passione travolgente. Ma Blanche ama anche alla follia il Paradiso, la vita in campagna, il fascino della terra; mentre Alexandre, divorato dall’ambizione, vuole trasferirsi in città, fare i soldi e avere successo.

Una bestia in Paradiso è una storia di donne che, di madre in figlia, sono “possedute” dall’amore per la terra. Un Via col vento dei nostri giorni, nei quali non ci sono più i grandi latifondi e gli schiavi, ma le piccole proprietà, il duro lavoro diretto, la resistenza all’urbanizzazione, uno stile di vita faticoso ma affascinante, legato ai ritmi e allo splendore della natura. Una grande storia romantica, senza sentimentalismi. Asciutta, febbrile, combattente. Una serie di personaggi indimenticabili, con una forza da romanzo ottocentesco e una modernità sorprendente.

Per chi ama l’avventura e le grandi saghe familiari:

Eredità, di Miguel Bonnefoy, 66thnad2nd Editore

La casa di calle Santo Domingo, a Santiago del Cile, con i suoi tre limoni a nascondere la facciata, ha ospitato diverse generazioni di Lonsonier. Lì il patriarca, giunto dalla Francia alla fine dell’Ottocento con trenta franchi in una tasca e un ceppo di vite nell’altra, ha visto il suo primogenito, Lazare, annunciare in un giorno di agosto del 1914 la sua volontà di andare a combattere in Europa per una terra che conosceva solo attraverso i libri e i racconti del padre.

Lì Lazare abiterà insieme alla moglie Thérèse e costruirà una voliera in giardino per ospitare decine di splendidi uccelli. Lì nascerà Margot, l’aviatrice, che sorvolerà i cieli sopra la Manica durante la Seconda guerra mondiale, e sarà concepito il figlio di lei, Ilario Da, il rivoluzionario, che vivrà le ore più buie della dittatura di Pinochet. Vite condannate a passare da una costa all’altra dell’Atlantico, accompagnate da una lunga serie di dilemmi destinati a non abbandonarle mai, con la misteriosa leggenda di uno zio scomparso come unica eredità.

Miguel Bonnefoy, con la sua scrittura elegante, evocativa, compone un ritratto familiare profondamente umano, dove la grande Storia entra prepotente in esistenze comuni plasmandole in destini fuori dall’ordinario.

Per chi ama le sfide, nello sport e nella natura:

Randagio, di Fulvio Valbusa, Fandango Libri

Come un ragazzo delle montagne veronesi è diventato uno dei più forti fondisti di sempre? Randagio è il racconto della vita di Fabio Valbusa, prima e dopo lo sci. Il prima, con la nascita in una famiglia umile e la perdita del gemello Silvio a 15 anni che la porta a scegliere l’agonismo. Grazie al talento e alla disciplina raggiunge i suoi traguardi. I Campionati italiani, la chiamata nella Forestale, la consacrazione alle olimpiadi di Torino con la medaglia d’oro nel 2006. E c’è un dopo, con l’addio al mondo dello sci e un nuovo obiettivo che rivoluziona la sua vita, seguire da guardia forestale il ritorno dei lupi in Lessinia.

Per i ragazzi che intendono avere un ruolo nei cambiamenti che attendono la nostra società, e per gli adulti che intendono supportarli:

La neve finché cade, di Simona Baldelli, Giunti Editore

Un romanzo che parla di amicizie che si trasformano in amore, del coraggio di diventare se stessi e di un’intera generazione che spera di poter intervenire sul Clima prima che sia troppo tardi, perché sa che cambiare la realtà it is up to all of us, dipende da tutti noi.

Le venne un nodo alla gola. «Che creatura sciocca, l’uomo» mormorò, «tanto spreco di materie prime per accendere luci che non servono, correndo il rischio che fra poco non ci sia più nulla da vedere»

Un tuffo in una nuova vita in un collegio liceale svizzero, Clevermind, nell’anno in cui il mondo si sta riaprendo dopo la pandemia. Lisa ha 15 anni e mille incertezze, ma ha anche un obiettivo: battersi per la difesa dell’ambiente, che condivide con Inés, la sua migliore amica, e Colm O’Keeffe, uno studente irlandese dai grandi occhi verdi che la spinge a credere in se stessa: «Tu sei… diversa. Sei intelligente e dici cose interessanti». Proprio il padre di Inés, famoso scienziato, sta per rivelare al mondo l’importante scoperta di un motore ad acqua non inquinante e a basso costo. Ma a un tratto, mentre fuori nevica e il paesaggio attorno a loro è un incanto, tutto sembra precipitare. C’è qualcosa di inspiegabile nella partenza improvvisa della professoressa di Storia, e anche Inés, volata a New York senza preavviso, ora le spedisce mail senza senso. Così Lisa si improvvisa Sherlock, come la chiama scherzando Colm, per cercare di risolvere l’enigma di quelle “sparizioni”. I rumori che notte provengono dai tubi sotterranei, cos sono? E perché mai tutti gli indizi sembrano condurre proprio alla Grotta delle mani?

Per ora è tutto, lascio a voi la parola per allungare la lista!!

Buon ottobre!

In questo post vi propongo altri 5 libri da leggere a ottobre