Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Stavros contro Golia

INCIPIT

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2 gennaio 2019, mar Egeo, Grecia.
Ore 2 di notte

In questa notte senza luna, nera e opaca, il pattugliatore greco, coadiuvato da due unità della Guardia costiera, solca i flutti dell’Egeo a velocità di crociera. Il mare turbina e ruggisce sovrastando ogni altro rumore, dal sibilo del vento allo stridio dei gabbiani, fino ai suoni degli uomini, costretti a fronteggiare le onde minacciose.
In plancia, il commissario Stavros Nikopolidis, saldo sulle gambe muscolose che sorreggono i suoi ottantacinque chili per un metro e ottantasette, scruta l’Egeo in tempesta. Gli occhi ridotti a due fessure nell’ombra, il naso arcuato e le folte sopracciglia gli danno l’aspetto di un feroce, incallito pirata.
L’ora si avvicina. Stavros si sfrega la faccia per restare vigile e sveglio e si passa la mano tra i folti capelli sale e pepe. Un gesto automatico quando riflette, o quando è teso.

Che follia trovarsi lì in mare, a quell’ora, il giorno dopo Capodanno! Dal profondo del cuore maledice il suo dirigente, Anastasios Livanos. Solo un uomo scostante e alieno dalla vita sociale come lui poteva affibbiare loro una missione del genere tra il primo dell’anno e l’Epifania. Nel calendario ortodosso greco le Luci del 6 gennaio sono una festa sacra. Ricorrenza da celebrare in famiglia, con gli amici, in un’atmosfera di gioia. Non in mezzo a una distesa d’acqua, nel gelo della notte.
La missione è arrestare un terrorista schedato come “pericoloso” nel suo paese d’origine. Mescolandosi ai migranti, l’individuo intende raggiungere Atene per ottenere armi e documenti falsi da alcuni suoi complici. Obiettivo: un clamoroso attentato in Europa.
I caccia Mirage 2000 dell’aviazione greca sono pronti a decollare dalla base di Suda, a Creta. E la flotta ellenica è in allerta, così come le alte sfere governative di Atene.

Sophia Mavroudis

Recensione