La Commissione di valutazione del Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini , presieduta dal professor Antonio Di Grado, ha selezionato i tre libri finalisti che si contenderanno la vittoria sul palco di Ortigia il prossimo settembre. I candidati, in ordine alfabetico, sono:

  • Erica Donzella “Non offendere” (Kalòs)  è un libro d’amore ambientato nella Catania dei nostri giorni; ma non si tratta certo di un amore facile né tanto meno sdolcinato, piuttosto è un libro su come l’amore possa essere tragico, specie se ha a che fare con l’omosessualità e se deve fare i conti con la miseria e l’ignoranza. Donzella non ha paura di rappresentarlo e di farcene sentire con un linguaggio morbido e diretto, che sa fare ricorso al dialetto senza mai abusarne, la nostalgia e la forza stessa della sua componente istintuale e sessuale. 
  • Rosa Matteucci “Cartagloria” (Adelphi) è un riuscito intreccio di autobiografismo e invenzione, di comico e tragico. Una bambina che, come i suoi coetanei, desidera fare la prima comunione, un padre dedito al gioco d’azzardo, una madre distratta, una famiglia altolocata in disfacimento. A partire da questa ferita dell’infanzia, l’io narrante, attraverso lo sguardo straniato, la logica stringente e altra della ragazzina che porta sempre dentro, racconta la storia di un’esclusione, di una mancanza, di una delusa richiesta di amore. La sua attesa inappagata, che chiama in causa direttamente Dio e il Trascendente, mette in moto così una ricerca straziante e comica nello stesso tempo (India, Lourdes, Soka Gakkai, frate esorcista, rito tridentino) fino a giungere all’accettazione della propria croce: “perché alla fine croce e libertà sono la stessa cosa”. Il vissuto diviene allora, con una convincente e originale scelta stilistica, chiave conoscitiva, giudizio, e interpretazione del mondo. Questa modalità, già felicemente collaudata nelle opere precedenti, raggiunge ora esiti di particolare maturità apportando ulteriore vitalità al genere romanzo.
  • Nadeesha Uyangoda  “Acqua sporca” (Einaudi) : la commissione giudicatrice ha inteso premiare non soltanto il fenomeno propizio e ormai consolidato di nuove voci che da altre latitudini si sono immesse, arricchendolo con nuovi temi, vicende, visioni e traumi, nell’alveo d’una narrativa italiana impigrita dall’intimismo o avvilita dall’intrattenimento, ma soprattutto un profilo di scrittrice riccamente e soffertamente innovativo, cui la sua duplice anagrafe consente di delocalizzare e arricchire il vecchio modello narrativo occidentale della saga familiare dilatandolo lungo l’arco che specchia e separa un’Europa esanime e avara e uno Sri Lanka magico e indigente. 

Personalmente ho letto solo il romanzo di Nadeesha Uyangoda; mi è piaciuta molto questa saga famigliare che intreccia storie femminili tra lo Sri Lanka e l’Italia, esplorando le lacrime, le aspettative infrante, le migrazioni e lo sradicamento. Ve ne ho parlato in questa recensione. Tra l’altro, il romanzo è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega ed è risultato vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2026.

Accanto alla terna dei finalisti, la Commissione ha decretato i vincitori delle sezioni speciali. Il premio per l’Opera Prima è stato assegnato ad Anna Mallamo per il volume “Col buio me la vedo io” (Einaudi). Il romanzo, ambientato nella Reggio Calabria degli anni Ottanta, è stato lodato per la sua lingua evocativa e per lo sguardo duro e privo di lirismi con cui indaga il confine tra criminalità e società civile sullo sfondo della faglia dello Stretto.

Motivazione Premio sezione Opera Prima:

Anna Mallamo “Col buio me la vedo io” (Einaudi) è un romanzo di esordio, potente e pieno di soprese, ambientato a Reggio Calabria all’inizio degli anni 80, quando ai morti di mafia si sommavano quelli dell’antifascismo militante e il rancore dei Boia chi molla. Sin dalle prime battute, Anna Mallamo entra nel vivo di una lingua evocativa, corroborando nel dialetto  la presa sulla realtà, e distillando modi di dire, locuzioni e avverbi per squarciare il velo dei pensieri, e penetrarne i silenzi, le reticenze, le omissioni dei suoi personaggi. “Finché si ‘mazzuno intr’a iddi”, siamo salvi, pensano molti dei protagonisti del suo romanzo, costruito sul confine tra criminali e bravi cristiani, sino a confonderlo imprevedibilmente.  Lo stesso distacco lambisce Reggio Calabria, città che ha perso il suo splendore, per scivolare sulla faglia dello Stretto, aggrappata alle antiche rovine, le mura greche, le macerie del terremoto, le case dei morti. Nessuna indulgenza al lirismo, ma uno sguardo duro che finisce per farcela amare come il sostrato di una civiltà millenaria che resiste, malgrado il progresso, la disumanità dei molti che oppongono ai pochi lo sberleffo e l’apatia.

Il Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi è andato invece a Rubbettino Editore. La giuria ha voluto premiare la storica casa editrice calabrese, partita nel 1972 da Soveria Mannelli e diventata oggi un network culturale di respiro nazionale, capace di promuovere una visione della realtà libera da condizionamenti ideologici e orientata alla costruzione di una società aperta e inclusiva.

Motivazione Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi:

Rubbettino Editore rappresenta ormai da ben oltre mezzo secolo un sicuro punto di riferimento nel panorama editoriale italiano. Una sfida impegnativa e affascinante partita dal Mezzogiorno che si può ben dire sia stata vinta. Il ricco e variegato catalogo si connota decisamente per la particolare sapienza della scelta delle opere da editare nel segno di un’inequivocabile tendenza alla costruzione di una società aperta e inclusiva che ha nel valore della promozione culturale più genuina uno dei suoi caposaldi.

La parola passa adesso alla Giuria dei lettori — composta da esponenti segnalati dalle librerie locali, dalle biblioteche pubbliche di Siracusa e dalla Società Dante Alighieri — che esprimerà un voto collettivo destinato a sommarsi  alle preferenze dei singoli commissari per decretare il vincitore assoluto. Al primo classificato andrà un assegno di 3.000 euro, mentre ai due finalisti non vincitori sarà corrisposto un premio di 1.000 euro ciascuno.

La cerimonia ufficiale di consegna del Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini si terrà sabato 12 settembre 2026 nella cornice dell’Antico Mercato di Ortigia. L’evento farà da coronamento alla Settimana Vittoriniana che, a partire da mercoledì 9 settembre presso l’Urban Center di Siracusa, proporrà incontri, presentazioni e dibattiti incentrati sul piacere della lettura. Tutti gli appuntamenti in cartellone saranno ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.