Luglio è stato un mese di letture piuttosto nomadi: ho attraversato epoche, paesi, generi letterari e soprattutto molti modi diversi di raccontare il mondo. Sei libri, sei percorsi che difficilmente potrebbero essere più lontani tra loro, eppure con qualche curioso punto di contatto. Ho viaggiato attraverso la letteratura italiana del Novecento, seguito le tracce di artisti e scrittori nelle città d’Europa, sono stata su un’isola immaginaria al largo della Sicilia, sulla costa inglese, dentro la storia della Germania nazista e perfino alle prese con una demolizione che, come spesso accade nella vita, finisce per diventare qualcosa di molto diverso da quello che sembrava all’inizio.
Ho iniziato con La grazia del demolitore di Fabio Bartolomei, un romanzo ironico e insieme malinconico, nel quale la storia di un uomo alle prese con il proprio lavoro e con le macerie, materiali e non solo, diventa l’occasione per parlare di cambiamento, relazioni e possibilità di ricominciare. Una storia dalla forte impronta cinematografica, che infatti è stata di ispirazione per il film Piccolo miracolo di Guido Chiesa, ma sorretta soprattutto dalla voce del protagonista e da quello sguardo ironico che è uno dei tratti più riconoscibili della scrittura di Bartolomei.
Con Cento per cento di Giovanni Tesio ho fatto invece un viaggio tutto interno alla letteratura italiana. Cento schede, cento titoli, un secolo di narrativa raccontato attraverso una scelta personale e ragionata, dal 1898 al 2003. Un libro da leggere anche saltando da un autore all’altro, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla possibilità di ritrovare libri già amati o di scoprire quelli che ancora mancano all’appello. Una sorta di grande scaffale ragionato, nel quale ogni libro diventa anche un piccolo invito alla lettura.
Da qui sono partita per un viaggio molto più ampio con La malinconia del viaggiatore di Jan Brokken, libro che attraversa l’Europa seguendo le tracce lasciate da artisti, musicisti e scrittori. Città, musei, stazioni ferroviarie e paesaggi diventano luoghi della memoria culturale, e il viaggio geografico si trasforma continuamente in un viaggio attraverso la storia e le vite di chi quei luoghi li ha abitati, osservati o trasformati. Un libro ricchissimo di incontri, connessioni e digressioni, nel quale il passato non è mai davvero passato.
Con Ballando in riva al mare di Clare Reddaway sono approdata sulla costa inglese, dentro una storia che guarda alla provincia, alle relazioni familiari e ai piccoli sconvolgimenti della vita quotidiana con uno sguardo attento e spesso ironico. Un romanzo che appartiene a quella narrativa contemporanea capace di trovare materia narrativa nei rapporti tra le persone e nelle loro contraddizioni, con una sensibilità che può ricordare, per certi aspetti, quella di Anne Tyler.
Poi è arrivata una delle letture più intense del mese: Le assaggiatrici di Rosella Postorino, romanzo che prende spunto dalla storia delle donne costrette ad assaggiare il cibo destinato a Hitler per scongiurare il rischio di avvelenamento. Attraverso la vicenda di Rosa Sauer, Postorino racconta la guerra da una prospettiva particolare, restituendo spazio a una condizione femminile sospesa tra paura, fame, istinto di sopravvivenza, senso di colpa e necessità di continuare a vivere. Una storia nella quale la grande Storia entra nei corpi e nelle coscienze dei singoli.
Infine La casa sull’isola di Catherine Banner, una saga familiare ambientata su un’isola immaginaria al largo della Sicilia. L’arrivo del giovane medico Amedeo Esposito nel 1914 dà origine a una storia che attraversa decenni e generazioni, tra amori clandestini, scandali, cambiamenti sociali e legami familiari. Al centro c’è anche la trasformazione di un luogo: la casa, prima abitazione e poi bar-pasticceria, diventa quasi un personaggio della storia, osservando dalla sua terrazza il passaggio del tempo e delle persone.
Se guardo alle sei letture nel loro insieme, mi accorgo che luglio è stato soprattutto un mese di luoghi e di storie: luoghi reali o immaginari, luoghi della memoria, luoghi nei quali le vite dei personaggi prendono una direzione nuova. E forse è proprio questo il filo che mi porta alla scelta del libro del mese.
Il libro del mese è…

La malinconia del viaggiatore di Jan Brokken
La scelta di luglio va a Jan Brokken, per un libro che è molto più di una raccolta di racconti di viaggio. La malinconia del viaggiatore è un viaggio nella memoria culturale dell’Europa, costruito attraverso luoghi, artisti, musicisti e scrittori che continuano a dialogare con il presente.
Brokken attraversa città, musei, stazioni ferroviarie e paesaggi seguendo tracce spesso inattese: dietro un luogo incontra una vita, dietro una vita un’opera, dietro un’opera un pezzo di storia. Ne nasce una geografia culturale fatta di collegamenti, incontri e ritorni, nella quale viaggiare significa anche leggere, ricordare e mettere in relazione persone e tempi lontani.
È il genere di libro che, una volta chiuso, lascia la sensazione di aver percorso molte più strade di quelle realmente attraversate. E soprattutto fa venire voglia di ripartire: con una valigia, con un libro o semplicemente con la curiosità di guardare un luogo conosciuto cercando le storie che ancora vi sono nascoste.
Sei libri, sei viaggi e un libro del mese che, per me, li riassume tutti: La malinconia del viaggiatore.
E voi? Vi siete imbattuti in libri belli, di quelli che restano impressi, o avete avuto delusioni? Avete qualche titolo da consigliare?

