Ballando in riva al mare, di Clare Reddaway, Astoria edizioni 2025, traduzione di Bettina Cristiani, pp. 224

Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per custodire le storie. L’isola di Skye, con le sue scogliere battute dal vento, il mare che cambia colore e gli orizzonti sconfinati, è uno di questi. È qui che Clare Reddaway ambienta il suo romanzo d’esordio Ballando in riva al mare, una storia che intreccia segreti di famiglia, memorie dimenticate e identità da ricostruire. Un romanzo che procede con delicatezza, lasciando emergere poco alla volta le vicende dei suoi personaggi e ricordandoci che il passato, anche quando sembra lontano, trova sempre il modo di farsi sentire.

Clare Reddaway è una scrittrice britannica che vive a Bath. Prima di dedicarsi al romanzo ha scritto racconti, testi teatrali e ha ideato originali story walks, passeggiate narrative in cui accompagna i partecipanti attraverso luoghi e paesaggi intrecciando storia, memoria e immaginazione. Ballando in riva al mare è il suo esordio nella narrativa lunga e lascia già intravedere una delle caratteristiche più interessanti della sua scrittura: la capacità di trasformare i luoghi in qualcosa di più di una semplice ambientazione, facendoli diventare parte integrante della storia.

La protagonista del romanzo è Isla Wintergreen, una giovane donna cresciuta senza conoscere il padre. Quando scopre di aver ereditato una casa sull’isola di Skye dal nonno paterno, decide di partire per quella terra di cui non sa praticamente nulla. Quello che inizialmente sembra un semplice viaggio si trasforma ben presto in un percorso alla scoperta delle proprie origini. Attraverso lettere, ricordi e incontri con chi ha conosciuto la sua famiglia, Isla ricostruisce una storia che attraversa più generazioni e porta alla luce amori nascosti, sogni infranti, occasioni perdute e verità rimaste troppo a lungo nel silenzio.

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui Clare Reddaway alterna i piani temporali. Il passato non interrompe mai il presente, ma lo completa, aggiungendo ogni volta un nuovo tassello. La narrazione procede con calma, senza cercare colpi di scena a tutti i costi, e lascia che sia il lettore a ricomporre il mosaico della famiglia Wintergreen insieme alla protagonista.

Il romanzo affronta temi universali: il peso delle eredità familiari, la ricerca della propria identità, la memoria, le occasioni mancate e la possibilità di ricominciare. Accanto a questi trovano spazio anche riflessioni sul ruolo delle donne, attraverso la figura di Flora e le difficoltà che incontra nel perseguire le proprie aspirazioni, e sull’amore vissuto nell’ombra, raccontato con sensibilità e senza forzature. Sono temi importanti, ma mai trattati in modo didascalico: emergono naturalmente dalle vicende dei personaggi.

Anche i personaggi sono costruiti con attenzione. Nessuno è completamente innocente o colpevole e ciascuno porta con sé fragilità, rimpianti e desideri. È facile affezionarsi a loro proprio perché appaiono profondamente umani, capaci di sbagliare e, talvolta, di trovare il coraggio di rimediare.

Uno dei dettagli più affascinanti riguarda il simbolismo che attraversa l’intero romanzo. A un certo punto, nel racconto della giovane Flora, compare una riflessione sul mare: il mare non restituisce subito ciò che prende, ma prima o poi lo riporta sempre a riva. All’inizio sembra solo una frase poetica. In realtà anticipa il cuore della storia. Proprio come il mare, anche il passato della famiglia di Isla ha trattenuto a lungo segreti, amori nascosti e decisioni dolorose. Ma con il tempo tutto riemerge: ricordi dimenticati, verità taciute e frammenti di vite che aspettavano solo di essere ascoltati.

Anche il nome della protagonista sembra carico di significato. Isla richiama la parola “isola”, e in effetti la ragazza appare a lungo isolata dalla propria storia familiare, come se le mancasse un ponte verso le sue origini. Solo arrivando sull’isola reale riesce finalmente a colmare quella distanza.

Il finale non chiude la storia in modo definitivo. Dopo aver scoperto la verità sul passato della sua famiglia, Isla decide di restare sull’isola per un periodo. Non sappiamo esattamente quale sarà il suo futuro. Ed è proprio questa apertura a rendere la conclusione particolarmente suggestiva. Non è tanto una fine quanto un nuovo inizio. In fondo, il senso del romanzo sembra essere proprio questo: il passato non può essere cambiato, ma può essere compreso. E solo quando la verità emerge è possibile costruire una vita più autentica.

Ballando in riva al mare è un romanzo di narrativa contemporanea che unisce il fascino della saga familiare a quello del romanzo di formazione e del coming home novel, in cui il ritorno in un luogo coincide con la scoperta di sé. Per sensibilità narrativa può ricordare i romanzi di Anne Tyler, capace di raccontare con grande empatia le dinamiche familiari, le fragilità dei suoi personaggi e il modo in cui il passato continua a influenzarne le vite. Allo stesso tempo, chi ama le storie costruite attorno ai segreti di famiglia ritroverà atmosfere vicine a quelle dei romanzi di Rachel Hore o di Rosamunde Pilcher, soprattutto per il forte legame tra i personaggi e il paesaggio, che anche qui non è un semplice sfondo ma una presenza viva, capace di influenzare le scelte e i destini di chi lo abita.

Ho letto questo romanzo con grande piacere. Mi sono piaciuti il ritmo pacato, la costruzione della vicenda e il modo in cui i diversi fili narrativi finiscono per intrecciarsi senza forzature. Ma, soprattutto, mi è rimasta nel cuore l’ambientazione. Le descrizioni dell’isola di Skye sono così vivide da far sentire il rumore delle onde, il vento che attraversa le brughiere e l’odore salmastro dell’oceano. È uno di quei romanzi che, oltre a raccontare una bella storia, fanno nascere il desiderio di visitare i luoghi in cui sono ambientati. E quando un libro riesce a lasciare questa sensazione, per me ha già raggiunto uno dei suoi obiettivi più belli.

Hiker walking on grass near cliffs with waterfall and ocean at sunset
A hiker walks near a cliffside waterfall during a vibrant sunset over the sea (AI)