INCIPIT
Una prefazione
Alla fine, il lunedì intorno alle dieci, dieci e mezzo, Sybil Van Antwerp porta la tazza di Irish Breakfast e latte alla scrivania. Il letto è rifatto, i piatti sono lavati, sullo strofinaccio accanto al lavello, le piante annaffiate, i ripiani spolverati. Seduta, aggiusta la sedia con precisione, poi per qualche istante guarda fuori dalla finestra il giardino e verso il fiume e oltre, in basso, le poche vele bianche in lontananza, il riflesso del cielo sul vasto braccio d’acqua, le ville squadrate dalla parte di Annapolis. Soddisfatta, sistema la risma di carta da lettere e l’esigua pila di libri sempre diversi, i prossimi che leggerà. Ordina le penne nel boccale. Conta i francobolli. Consulta le lettere ricevute ma alle quali non ha ancora risposto; l’elenco delle lettere che intende scrivere; un mucchio di fogli capovolti nel cassetto, una lettera che continua a scrivere da anni, ancora da spedire. Sybil è una madre e una nonna, una donna divorziata in pensione dopo anni di onorevole professione legale, sono queste le cose che la circondano, ma è scrivere lettere…
Il mercoledì tutto si ripete.
E il venerdì.
E il sabato.
Verso le dieci, dieci e mezzo di lunedì, Sybil Van Antwerp si siede di nuovo alla scrivania. Scrivere lettere è la consuetudine della sua vita.
Virginia Evans

