INCIPIT
Parte prima
«Per essere, bisogna essere stati»
Enrico
2025
Ho sempre creduto che la giovinezza mi avrebbe svelato chi ero, la direzione da prendere, il senso profondo delle cose. Ma ora che il tempo ha nevicato sui miei baffi e sui miei capelli, di me posso dire di sapere solo questo: ho vissuto nel furore, guardando unicamente in avanti, remando sempre controcorrente. È stata la vita che ho scelto, con i suoi pro e i suoi contro. Eppure, adesso che mi restano solo i ricordi, i pro non riesco più a vederli e diobòno mi sembra di avere sbagliato tutto.
«Hai sentito cosa ho detto?»
Grazia solleva la puntina dal giradischi e mi porge delle banconote. Tappo è steso sul pavimento, mi segue con gli occhi.
Faccio un cenno a Grazia con la mano come a dire Lo so lo so. Ma mica è vero, maremma strega impestata ladra, possibile che questo cervello scombinato trattenga ogni quadro visto, ogni persona sfiorata, ogni libro sfogliato, ogni cavolo di cretinata, e con queste banconote non sa che farci?
«Vai al mercato» sussurra Grazia. «Non comprare troppa frutta e torna subito. Oggi è mercoledì».
Mi prende la mano e mi scorta lungo il corridoio.
Dietro di me il coro dei miei fantasmi ride e bisbiglia: Viani non si è mai lasciato tenere.
Marco Amerighi

