Settembre ha questa curiosa abitudine di presentarsi come un nuovo inizio, salvo poi ricordarci abbastanza rapidamente che le vacanze sono finite, le giornate si accorciano e il calendario torna a ingolfarsi con una certa arroganza. Quest’anno, però, almeno una cosa me la sono concessa: finalmente anch’io sono andata in vacanza. Quattro giorni sulla splendida isola di Porquerolles, nel sud della Francia, tra mare, natura e quella piacevole sensazione di essere capitata, per qualche giorno, fuori dal calendario. Ecco qualche scorcio:






Per il resto, naturalmente, ho letto.
A settembre ho incontrato sei libri, quattro italiani e due stranieri, molto diversi tra loro per storia, ambientazione e stile, ma tutti capaci di portarmi altrove.






Quanto splende questo nero – Marco Amerighi
Un romanzo che attraversa più di un secolo di storia di Viareggio intrecciando le voci di Lorenzo Viani ed Enrico Dei. Una storia di luoghi, memoria e appartenenza, dove il nero diventa anche un modo per raccontare la vita.
Una splendida rovina – Vincenzo Latronico
Case da ristrutturare, vite da reinventare e il divario tra ciò che mostriamo e ciò che realmente accade dietro le immagini perfette. Un romanzo ironico e lucidissimo sulle illusioni della contemporaneità.
La fabbrica delle donne – Manuela Faccon
La storia di Elsa e delle donne che lavorano accanto a lei, tra fabbriche, sfruttamento, solidarietà e battaglie per i diritti. Un romanzo storico che dà voce a un mondo operaio e femminile ancora troppo spesso raccontato ai margini.
Mare mosso – Roberto Cimpanelli
Un romanzo ambientato sulla costa adriatica, dove il mare diventa lo sfondo di una storia corale fatta di legami, inquietudini e vite che si incrociano. Una narrazione molto legata ai luoghi, che ho poi avuto modo di confrontare anche con la sua versione cinematografica.
Nero come il mare – Charlotte McConaghy
Un’isola remota, una famiglia segnata dalla perdita, un ecosistema minacciato e una donna arrivata fin lì alla ricerca del marito scomparso. Ecofiction, thriller e dramma familiare si intrecciano in una storia piena di tensione e inquietudine.
Gusci d’uova – Caitríona Lally
Un esordio irlandese originalissimo, popolato da una protagonista eccentrica e solitaria e dalla sua personalissima visione del mondo. Una storia tenera, straniante e imprevedibile che mi ha fatto scoprire una voce narrativa davvero particolare.
Sei libri, sei viaggi diversi. E adesso arriva la parte più difficile: scegliere il libro del mese.
Non è stato semplice, perché ognuno di questi romanzi ha trovato una sua strada per sorprendermi: chi attraverso i luoghi e la memoria, chi attraverso la storia e l’impegno, chi con una vicenda familiare, chi portandomi in territori inquieti e lontani. Ma, come sempre, arriva il momento in cui bisogna decidere quale libro, una volta chiusa l’ultima pagina, ha lasciato qualcosa in più. Ho lasciato sedimentare le impressioni, ho ripensato alle storie, ai personaggi, alle pagine che mi sono rimaste più impresse. E alla fine la scelta è caduta su…

È il libro del mese di settembre. Per la sua originalità, innanzitutto, e per la capacità di portare avanti due narrazioni parallele, lontane nel tempo ma profondamente legate tra loro. Per l’intuizione di riportare alla luce la figura di Lorenzo Viani, artista e scrittore viareggino non abbastanza conosciuto, facendolo dialogare attraverso la narrativa con un’altra storia e con un altro tempo.
E poi per una scrittura coinvolgente, capace di tenere insieme memoria, luoghi, personaggi e atmosfere senza perdere mai il filo delle due vicende. Un romanzo che mi ha fatto viaggiare nella storia di Viareggio, ma anche dentro il rapporto tra un territorio e le persone che lo abitano, lo lasciano, lo ritrovano e continuano, in qualche modo, a portarselo dentro.
E adesso sono curiosa: qual è stato il vostro libro del mese di settembre? Quello che avete amato, che vi ha sorpreso o che continuereste a consigliare anche a lettura conclusa?

