Uno delle commistioni che più mi intriga è quella tra arte e letteratura: un mix che sovrappone due ambiti in cui amo perdermi…. Allora proviamo a fare un giro tra gli scaffali della mia biblioteca ideale per scegliere i romanzi/racconti di vario genere che si sono ispirati ad un’opera d’arte, o ad un artista.

Parto da questa raccolta di racconti perché è ispirata alle atmosfere di un artista che mi ha sempre affascinata: Edward Hopper:

Ombre Hopper

Il diner più famoso d’America, con la sua vetrata piena di luce contro il buio della notte. Una sigaretta fumata di fronte a una finestra aperta, lasciando che il sole penetri nelle ossa. Una coppia separata da una noia invincibile. Un cinema mezzo vuoto dove una donna aspetta l’uomo che ama. Edward Hopper immortalava frammenti di vita invitando chi guarda a immaginare il resto. Gli autori di questa antologia hanno dato loro respiro e ne è uscita una raccolta di testi – noir ma non solo – pieni di grazia e realismo, in cui a prendere corpo sono i personaggi dei dipinti. In tutti, come nei quadri che li ispirano, la scena americana svela il suo volto magico e oscuro, la sua struggente verità.

odalisca perduta

Pensate ad una bella “odalisca” dormiente misteriosa….  Vi viene in mente Ingres? Siete sulla buona strada. Un quadro avvolto nel mistero? La sua storia avventurosa la racconta bene il romanzo di Adrien Goetz “L’odalisca perduta” (mia recensione).

ragazza orecchino libro

Sicuramente avrete letto “Ragazza con l’orecchino di perla“, di Tracy Chevalier, o visto il film di Peter Webber, ispirati al quadro di Jan Vermeer “Ragazza col turbante”. Ve ne ho già parlato qui, perché è uno dei migliori romanzi ispirati all’arte che mi è capitato di leggere.

Vreeland ragazza in blu

Legato alla pittura di Vermeer, è anche il romanzo di Susan Vreeland (che, come vedrete sotto, ha una vera passione per questo genere di romanzi) “La ragazza in blu“.

Nella cantina di casa di un insegnante di matematica, Cornelius Engelbrecht, un signore sobriamente vestito, dal carattere chiuso e dall’atteggiamento sfuggente, giace un quadro prezioso che ritrae una ragazza vestita di blu. In un momento d’abbandono e di inconsueta familiarità, Engelbrecht confida a un amico che il quadro, palesemente risalente al XVII secolo, è una delle opere “ignote” di Vermeer, il grande pittore olandese. Suo padre, ufficiale nazista durante la guerra, l’aveva trafugato a una famiglia ebrea.

Vreeland Lisette

Susan Vreeland è infatti l’autrice di “La lista di Lisette“,

È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che si inerpicano fino in vetta e sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie. Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte. A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute. Ritrovarsi nella provincia francese per soccorrere un vecchio che, all’apparenza, non ha alcun bisogno d’aiuto sembrerebbe un’autentica beffa per la giovane coppia e per Lisette, in particolare, la parisienne che considera Parigi la sua felicità e la sua anima. Ma nel chiuso della sua casa, Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta… Pizzarro, Cezanne e Picasso, regalati al nonno dai pittori in persona , prima di diventare famosi in cambio di belle cornici. Vicini di casa a cui Lisette si lega molto sono Marc Chagall e sua moglie Bella arrivati in Francia per sfuggire alle persecuzioni razziali degli ebrei in atto.

Vreeland vita moderna

Con “La vita moderna” Susan Vreeland ci spinge verso l’Impressionismo.

È il 1880 a Parigi e Pierre-Auguste Renoir, i pennelli nella mano destra e l’astuccio ereditato da Claude Monet nella sinistra, è appena giunto sulla terrazza della Maison Fournaise, una locanda amata dagli artisti dove si può mangiare, dormire o affittare una barca. Alphonsine Fournaise, la figlia del padrone della locanda, l’ha condotto fin lì per mostrargli un tratto della Senna dove le due rive offrono un paesaggio incomparabile allo sguardo di un pittore. Così Susan Vreeland immagina, nelle pagine che seguono, la nascita di una delle opere fondamentali dell’impressionismo, Il pranzo dei canottieri, un quadro in cui Renoir celebra se stesso come il pittore per eccellenza della joie de vivre, del sentimento gioioso della vita.

sanchez la vedova van gogh

La vedova Van Gogh” di Camilo Sánchez ci porta nel mondo di Vincent. Il racconto viene da Johanna van Gogh-Bonger, moglie di Theo Van Gogh e cognata di Vincent, protagonista del romanzo di Sánchez: la donna che ha consegnato alla Storia dell’arte e all’umanità intera l’opera del più grande e amato artista visionario della modernità. Ve ne ho parlato in questa recensione.

Vermalle

La felicità delle piccole cose” di Caroline Vermalle. Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.

Stromme

La ragazza delle fragole di Lisa Strømme: Liberamente ispirato a un episodio poco noto della vita di Edvard MunchLa ragazza delle fragole di Lisa Strømme è un romanzo d’amore, che combina arte, storia e romance sullo sfondo di un clima culturale ”fin de siècle” ricostruito con grande fedeltà.

Schiava di Picasso

Schiava di Picasso” di Osvaldo Guerrieri. Un libro che non è un romanzo ma la storia vera del rapporto tra Picasso e Dora Maar; una storia che, però, ha molto di romanzesco….

Un gelido gennaio del 1936 a Parigi. Seduta a un tavolino del “Deux Magots”, una donna si toglie i guanti, estrae dalla borsetta un coltello e comincia a pugnalare in gran velocità gli spazi tra le dita della mano aperta a ventaglio. A volte sbaglia il colpo e sanguina. Seduti lì accanto, Pablo Picasso e il poeta Paul Éluard osservano il gioco. Il pittore si alza, si avvicina alla donna e le chiede in dono i guanti: vuole collocarli nella vetrinetta dove conserva i ricordi più preziosi. La donna glieli concede levando su di lui due occhi dal colore indefinibile. Non si tratta di una donna qualunque. È la fotografa surrealista Dora Maar. Scocca da questo incontro uno degli amori più tormentati del Novecento. Quando conosce Picasso, Dora è reduce da un legame devastante con Georges Bataille. Picasso ama Dora, ma ama soprattutto se stesso. La divide con altre donne, per esempio con Marie-Thérèse, che gli ha dato una figlia quando lui è ancora sposato con Olga; la costringe a fare da spettatrice ai propri tradimenti; la umilia obbligandola ad abbandonare la fotografia. Fra i surrealisti Dora è considerata la rivale di Man Ray, ma per Picasso esiste un solo genio: lui. Sono anni in cui infuria la tempesta. La Spagna è dilaniata dalla guerra civile, l’Europa sta per subire l’assalto di Hitler e Picasso diventa la coscienza critica di quel tempo feroce.

Bussi ninfee nere

Facciamo un salto nel noir con il romanzoNinfee nere di Michel Bussi. Un romanzo che, attraversando il magico mondo dei quadri di Monet, ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente.

Delitti della primavera

Per chi ama la trama gialla, ecco un romanzo che la sviluppa in un contesto legato all’arte:I delitti della Primaveradi Stella Stollo. Firenze, 1486: una serie di omicidi sconvolge la vita della città. Le vittime sono donne appartenenti alla ricca borghesia, e lo spietato assassino sembra ispirarsi all’Allegoria della Primavera, capolavoro di Sandro Botticelli e del suo assistente Filippino Lippi. Su ogni cadavere viene trovato un oggetto che rimanda a un dettaglio del quadro: il ramoscello infilato tra le labbra di una ninfa, il mantello rosso che avvolge la Dea, la ghirlanda di fiori che adorna il collo della Primavera…

Perez reverte tavola fiamminga

Un altro giallo a sfondo artistico, è “La tavola fiamminga” di Arturo Pérez-Reverte.

Julia è una giovane restauratrice incaricata di controllare “La partita a scacchi“, una tela del 1471 del fiammingo Pieter Van Huys che sarà messa presto all’asta. Grazie ad una scansione ai Raggi X Julia fa una scoperta inattesa: sotto la vernice è celata la frase latina: «Quis necavit equitem», “Chi ha catturato il cavallo ?”. “Necavit” significa anche uccidere e “Equitem” non si limita al destriero ma anche a chi lo cavalca, quindi la frase può più propriamente intendersi come “chi ha ucciso il cavaliere?”.

La stranezza è amplificata. Frase e copertura della stessa sono state prodotte nello stesso momento e dalla stessa mano, quindi dal pittore stesso che intenzionalmente scrive e poi nasconde quell’interrogativo. Il dipinto raffigura una camera dove si svolge una partita a scacchi tra due uomini, un giovane ed eroico soldato e un distinto nobile e, alle loro spalle, una riservata dama assorta in lettura. Apprendendo le vicissitudini storiche dei personaggi e lo studio della posizione dei pezzi sulla scacchiera, il pittore pone allo spettatore un enigma, ancora da svelare.

 

Il ragazzo di Bruges

Per chi ama il thriller vero e proprio, coniugato con il romanzo storico e l’ambiente artistico, il romanzo giusto potrebbe essere “Il ragazzo di Bruges” di Gilbert Sinoué. L’autore ci porta nel 1400, tra Firenze, Anversa, Bruges, dove ci si imbatte nelle figure di Lorenzo Ghiberti, di due giovani apprendisti di Van Eyck, e Jan, il giovane figlio adottivo di Van Eyck. Tra le brume delle Fiandre e il cielo luminoso della Toscana, si snoda un thriller carico di suspense e di avventura, oltre che un romanzo storico che ci riporta all’epoca d’oro della pittura.

 

Pezzi da museo

Infine vi segnalo questo volume edito da Sellerio: “Pezzi da museo

Grandi scrittori e grandi musei: autori come Julian Barnes, William Boyd, Claire Messud, Ali Smith ci raccontano una visita al loro museo preferito, dai più tradizionali e istituzionali alle gallerie più piccole e insolite.